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Piave, Virus, Quota 2020, Euro … e l’ora del Coraggio

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Il compito di una economia non è la stabilità dei prezzi o il tasso di rendimento ma … il benessere della popolazione

Credo che il sentimento di Nazione, della nostra Patria, si sia forgiato nel sangue e nel fango delle rive del Piave e nei sassi del Monte Grappa oltre 100 anni fa

Anche allora il nostro avversario, il nostro nemico era una Germania e un’Austria tanto differenti ma in fondo tanto simili a quelle che vediamo oggi. Anche allora, dopo le lacrime e i morti di Caporetto si cercò un capro espiatorio, un colpevole. Ma se ci salvammo … se ci salveremo …, lo dovemmo … lo dovremo … solo a quel sentimento di Unità, di Nazione che scoprimmo in quel momento. Non ci furono in quei giorni grosse diversità, ognuno con le sue idee, i suoi pensieri comprese che esisteva un momento in cui la Storia ti chiama a difenderti il tuo diritto di essere una Nazione, una Identità.

Oggi viviamo per nostra sfortuna un momento simile. Un nemico invisibile sta mietendo il suo raccolto di morte, e Governanti (mi rifiuto di credere che esseri umani differenti da noi solo per nazionalità o lingua li possano condividere se non l’atavica tendenza del gregge di seguire il pastore) a fronte di questo e dello spettro della fame continuino a coltivare e difendere i loro interessi di bottega.

Oggi una intera categoria di Economisti, monetaristi e neo monetaristi, che ci hanno allietato negli ultimi 11 anni sostenendo che la soluzione alle difficoltà di cammino dell’economia europea e Italiana era un bel cilicio con acuminate punte da stringere accuratamente alla coscia (nella forma di pareggio di bilancio) si sveglia.

Si rimangiano tutto e senza il minimo pudore diventano i nuovi portavoce di teorie che hanno rifiutato di usare per un decennio. E scopre Keynes, che il compito di una economia non è la stabilità dei prezzi o il tasso di rendimento ma … il benessere della popolazione. Che la mancanza di inflazione o un basso tasso di interesse sui mutui … non vale il disagio di un Popolo, una Nazione. Che a Stigliz il premio Nobel non glielo hanno dato come a loro hanno dato i loro posti di super burocrati nelle istituzioni finanziarie. Che Stigliz già anni fa scriveva:

«L’euro non è riuscito a realizzare nessuno di questi due obiettivi: prosperità e integrazione politica. Questi obiettivi sono ora più lontani di quanto non lo fossero prima della creazione della zona euro […] I costi, sia finanziari sia emotivi, di una separazione potrebbero essere molto elevati, ma i costi del restare uniti potrebbero essere anche superiori»

«L’eccedenza della Germania significa che il resto dell’Europa è in deficit e il fatto che questi paesi importano più di quanto esportano contribuisce alla debolezza delle loro economie» . Ho tradotto i paesi in attivo … Germania … si stiano arricchendo a scapito dei paesi in deficit. Ora è arrivato il nostro Cigno Nero.

Quello che aleggiava, che per quanto gravoso riuscivamo ancora a sopportare è diventato … insopportabile oltre che ingiusto e disumano. E non ci vengano a raccontare che è colpa del nostro enorme deficit. Un deficit fino a pochi decenni fa era nelle nostre stesse mani. Se questa politica commerciale non ci avesse defraudato … derubato … a favore della loro bilancia commerciale … di un solo paese … i soldi del nostro deficit per quanto bruciati e spesi da una classe politica fra le più inette e incapaci sarebbero pur sempre soldi nostri di cui non dovremmo dar conto.

Se la Germania e l’Austria e chi con essi ritiene che teorie superate dagli eventi e dalla storia e grazie alle quali già abbiamo dovuto pagare con un conflitto mondiale sia da considerare prioritarie rispetto a Fame e Povertà di intere Nazioni ben diversa è la nostra visione di Europa e ben diverse sono le strade che vogliamo percorrere come Popoli.

Ho amato questa Europa fin da bambino e ne sono figlio. La mia vita sarebbe diversa senza essa. guarda mio figlio, erede di culture così diverse dal mondo Austro Ungarico a quello Germanico, dalla Polonia all’Italia passando per la Sante madre Russa e per quella Americana. Non è l’Italia in cui ho sognato che lui sarebbe vissuta, non è l’ Europa che desideravo per lui, non è il mondo che avrei voluto fosse la sua culla .

Il mio dovere è quello di non accettarlo.

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Hub tecnologica Campania Digital Edition: dal 4 al 5 Giugno 2020

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Parte del Programma Hub tecnologica Campania
Parte del Programma Hub tecnologica Campania

Dal 4 al 5 Giugno 2020 sulla piattaforma web GoToMeeting. Il progetto prevede l’organizzazione di un importante evento centrato sulle tecnologie di bonifica

HUB TECNOLOGICA CAMPANIA

Il progetto Hub Tecnologica Campania nasce in occasione di un importante evento organizzato a Giugliano in Campania sul tema delle Bonifiche e valorizzazione del territorio alla presenza del Ministro Sergio Costa, l’On Salvatore Micillo, il Commissario Straordinario Gen. Giuseppe Vadalà e Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo.

La Hub Tecnologica Campania cresce in piena sinergia con il Ministero dell’Ambiente, Ispra-Snpa, il Cnr, il Commissario Straordinario per la bonifica delle discariche abusive, e con la partecipazione di tutti i principali player pubblici e privati, nazionali e internazionali, con le finalità di promuovere il valore del risanamento del territorio e del recupero ambientale in Campania.

Il progetto prevede l’organizzazione di un importante evento centrato sul tema delle attività e delle tecnologie di bonifica, che verrà coronato, terminata l’emergenza sanitaria, da un’esposizione dei migliori prodotti e servizi, da momenti di confronto tra istituzioni, imprese, associazioni, università, ricerca, esperti, presso EnergyMed (Mostra d’Oltremare) a Napoli.

L’occasione sarà propizia anche per illustrare gli importanti approcci metodologici vincenti, implementati in ambito nazionale ed internazionale tra cui il Modello Taranto sviluppato dal Commissario Straordinario, Vera Corbelli, per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto e le strategie per il superamento delle infrazioni comunitarie sviluppate dal Commissario Straordinario, Gen. Giuseppe Vadalà, per la bonifica delle discariche abusive, oltre ad eccellenze tecnologiche per la caratterizzazione e le bonifiche, realizzate in ambito nazionale ed internazionale.

Il Comitato Scientifico della Hub Tecnologica, coordinato dal Prof. Vito Felice Uricchio del Consiglio Nazionale delle Ricerche, nella logica della massima condivisione possibile, ha promosso una Call for Abstract articolata in tre sessioni: I. Caratterizzazione siti inquinati; II. Tecnologie di bonifica di siti inquinati (acque e suoli), III. Legislazione ambientale nel settore delle bonifiche, verso la definizione del DL #risanambiente che ha raccolto oltre cento contributi scientifici.

Il programma vede, giovedì 04 Giugno, la Conferenza Nazionale Hub Tecnologica Campania: bonifica dei siti contaminati, innovazione tecnologica, confronto permanente pubblico-privato e rilancio economico (mattino e pomeriggio) e la presentazione della Poster Session (pomeriggio). Venerdì 05 Giugno si prosegue con gli eventi Stazioni appaltanti e presidi di legalità e rilancio per il risanamento del territorio (mattino) e Il contributo dell’innovazione scientifica ed amministrativa verso la riforma del settore delle bonifiche: tecnologie, innovazione, ricerca scientifica e ricerca applicata, il biorimedio fitoassistito (pomeriggio).

La Hub Tecnologica Campania rappresenta un vero e proprio polo di eccellenza. Tra gli obiettivi importanti, la pubblicazione del Volume Monografico comprendente i contributi scientifici selezionati nell’ambito della Call for Abstract, l’avvio di una Piattaforma informatica di consultazione pubblica, e la sottoscrizione della prima Carta di Napoli sulle bonifiche sostenibili.

COMITATO SCIENTIFICO

Vito Felice Uricchio Consiglio Nazionale delle Ricerche, Valeria Ancona Consiglio Nazionale delle Ricerche, Alessandro Bratti Direttore Generale Ispra, Eleonora Beccaloni Istituto Superiore Sanità, Vincenzo Belgiorno Università di Salerno, Vito Bruno Direttore Generale ARPA Puglia, Raffaele Del Giudice Assessore all’Ambiente Comune di Napoli, Anna Barra Caracciolo Consiglio Nazionale delle Ricerche, Vera Corbelli Commissario Straordinario di Governo, Cesare Ferone Unione Industriali di Napoli, Massimiliano Lega Università di Napoli Parthenope, Michele Macaluso Direttore Agenzia Napoletana Energia e Ambiente, Salvatore Micillo, Camera – VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici), Cinzia Pasquale Camera Forense Ambientale, Silvia Paparella General Manager RemTech Expo, Francesco Pirozzi Università di Napoli Federico II, Gianluca Selicato Università di Bari, Stefano Sorvino Commissario Straordinario ARPA Campania, Fabio Trincardi Direttore Dipartimento Ambiente CNR, Giuseppe Vadalà Commissario Straordinario di Governo, Igor Villani Arpae Emilia Romagna e RemTechExpo.

VOLUME SCIENTIFICO

I contributi tecnico-scientifici (oltre cento) pervenuti nell’ambito della Cal for Abstract avviata nell’ambito della Hub Tecnologica Campania e accolti dal Comitato Scientifico della Hub Tecnologica Campania sono stati raccolti nel volume scientifico Il Contributo dell’Innovazione scientifica ed amministrativa verso la riforma del settore delle bonifiche (Caratterizzazione siti inquinati, Tecnologie di bonifica di siti inquinati, Legislazione ambientale) disponibile online.

PIATTAFORMA INFORMATICA E CONSULTAZIONE PUBBLICA

Gli impulsi generatisi nell’ambito della Hub Tecnologica Campania appaiono particolarmente strategici in questo momento di definizione del Decreto #risanambiente e del collegato ambientale poiché il confronto tecnico-scientifico animato consente di ispirare la revisione normativa sulla base di un nuovo paradigma, fondato sulla sostenibilità nell’interesse primario collettivo della salvaguardia ambientale e sanitaria nonché sullo sviluppo economico.

La sostenibilità ambientale è quindi uno dei pilastri dello sviluppo dei territori compromessi e va pertanto perseguita attraverso una sinergia tra sistema industriale, mondo istituzionale e parti sociali al fine di attivare un impegno condiviso proattivo e responsabile, che dia vita ad un circolo virtuoso di emulazione reciproca.

E’ stata a tale riguardo attivata una piattaforma informatica per la raccolta di stimoli e riflessioni funzionali alla revisione normativa in corso, riguardante la Parte Quarta, Titolo V del D. Lgs. 152/06 (Bonifica di siti contaminati), raggiungibile al sito http://blog.remtech.cnr.it/. La piattaforma è aperta a tutto il mondo delle Regioni, delle ARPA, delle professioni tecniche, al comparto scientifico senza gerarchie al fine di raccogliere gli esiti delle principali esperienze sito- specifiche.

CARTA DI NAPOLI SULLE BONIFICHE SOSTENIBILI

La Carta di Napoli sulle bonifiche sostenibili rappresenta un documento strategico in cui poter cristallizzare i principi di sostenibilità ambientale, economica, temporale, sanitaria ed etica a cui ispirare gli interventi riferibili al ciclo delle bonifiche di siti potenzialmente contaminati e contaminati.

SI tratta di un documento aperto, una Dichiarazione di principi che può pertanto essere firmata sia direttamente in conferenza stampa, durante le giornate dell’Hub Tecnologica Campania, che successivamente con modalità di adesione formale o telematica.
Il documento sarà tradotto in lingua inglese e potrà in tal senso raccogliere adesioni per poter essere sottoscritto da Amministrazioni Statali, Regionali, Comunali, Agenzie statali, regionali e comunali, Università, Enti di Ricerca, a livello internazionale.

Nota Stampa Remtech Expo EnergyMed

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Risk management, il rischio zero negli investimenti non esiste

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risk management business investimenti obbligazioni grafico
https://puntomagazine.it/2020/05/05/cosa-fa-il-consulente-finanziario-un-ruolo-delicato-e-fondamentale/

I cari Btp non esistono più. Il risk management ci insegna a prevenire e gestire le tipologie di rischio

Cosa è il Risk management e quali sono gli scenari di applicazione? Il Risk Manager ha il compito di analizzare le varie tipologie di rischio, prevenire e gestire se non addirittura trasferirli su terzi. Ulteriore compito è informare il proprio cliente e far si che li comprenda per gestirli consapevolmente.

Esistono veramente tanti rischi che proveremo a trattare nel tempo. Oggi mi soffermerei sui rischi che riguardano una tipologia di risparmio tanto cara agli Italiani: i BTP e le altre obbligazioni. Toccherò solo alcuni punti, pochi, ma serviranno a dare l’idea di quali passaggi mentali dovrebbe mettere in campo un risparmiatore medio. Per fare ciò vi riporto di seguito alcune domande che mi vengono rivolte generalmente. Proverò a darvi per ognuna di loro una spiegazione semplice, senza entrare nei tecnicismi.

Le obbligazioni possono essere un ottimo mezzo per generare ricavi?

Anche se spesso sono ritenute sicure, gli investitori devono essere a conoscenza di alcune insidie e rischi potenziali. Non sono esenti da rischi.

Cosa bisogna considerare prima di scegliere un’obbligazione?

Si deve valutare l’evoluzione finanziaria dell’emittente, il rialzo dei tassi, il rating e la duration, inoltre il rischio valuta e l’inflazione. L’emittente può trovarsi nella situazione di non riuscire a pagare gli interessi o addirittura a non restituire il capitale.

Ci sono alcune obbligazioni che hanno il prezzo sotto 100 e altre sopra 100, cosa significa?

Se i tassi di interesse aumentano sul mercato, i prezzi delle obbligazioni scendono: questo si riflette maggiormente sulle obbligazioni a tasso fisso; se sul mercato i tassi passano dal 2% al 5%, voi non sareste più propensi a comprare le obbligazioni di nuova emissione col tasso più alto? A parità di rischi, molti faranno in modo di accaparrarsi la nuova obbligazione. Questo farà si che il prezzo della vecchia obbligazione scenda. Mentre l’altra salga. Pochi saranno disposti a comprare una obbligazione che dia un tasso basso se il prezzo da spendere è uguale a quella che offre un tasso di interesse più alto.

Ci sono delle obbligazioni che offrono dei tassi di interesse alti, cosa mi consigli?

Più è alto il rischio sull’emittente, tanto maggiore sarà il tasso di interesse richiesto per prestargli soldi. Se chi vi chiede soldi da prestargli è solido come la Germania. Perché dovrebbe darvi lo stesso rendimento di una società medio piccola che ha sicuramente più probabilità di fallire?

Ultimamente si sente parlare nuovamente del Rating sull’Italia, cosa significa? Dobbiamo aver paura?

Bisogna analizzare i bilanci e la solidità patrimoniale, questo viene sintetizzato con i Rating: a Rating alti corrispondono minori interessi, viceversa a rating bassi. Nella nostra gestione utilizziamo anche un altro dato: l’expected loss 1 year. Esso è un indice libero da eventuali conflitti di interesse che potrebbero coinvolgere le società di Rating. Le obbligazioni sono classificate da società di Rating appunto, le più importanti sono Moody’s e S&P’s, la classifica va dalla AAA fino alla C. Le obbligazioni con rating alto sono definite Investment Grade, quelle con rating bassissimo Junk Bond ed hanno un altissimo grado di insolvenza. Fatta questa premessa, l’Italia oggi è (BBB-) ad un gradino dallo Junk Bond e anche se la situazione è più incerta degli altri paesi dell’UE, non offre per fortuna rendimenti da default. Questo perché c’è l’ombrello della BCE che ci protegge dalle speculazioni.

Se dovessero servirmi i soldi prima della scadenza, c’è qualche penale?

Se l’investitore vuole vendere prima della scadenza? Lo può fare, ma deve fare i conti con i prezzi del momento e la somma delle cedole incassate: la somma di entrambi daranno un esito che potrebbe essere negativo, alla pari o addirittura positivo. Parafrasando, è la stessa logica che si usa per gli immobili che a noi sono tanto cari: compriamo una casa, la mettiamo a regime con un inquilino che ci pagherà il fitto e dopo qualche anno se decidessimo di rivenderla, dovremmo considerare il valore del mercato immobiliare di quel preciso momento al quale andrebbero sommati i fitti incassati. Scopriremo se per noi è stata un’operazione in guadagnato, alla pari o in perdita.

Ovviamente queste sono informazioni parziali per la vastità di applicazione degli scenari del Risk Management, considerando la mole di obbligazioni quotate sui mercati, andrebbero classificate per grado di complessità, per liquidabilità, per struttura sottostante, etc. etc.

In collaborazione con
Daniele Varriale Consulente Finanziario

Diclaimer – Nota Bene

È importante rivolgersi ad un esperto del settore (leggi anche il mio articolo sul consulente finanziario), vista la complessità dell’argomento. A tal proposito ti ricordo che Il contenuto di quest’articolo è solo a scopo informativo, non bisogna interpretare tali informazioni come consulenza, né come sollecitazione all’investimento. I contenuti non considerano le circostanze, le esigenze e non tengono conto della propensione al rischio di singoli individui, pertanto il lettore non può ritenermi responsabile per le scelte finanziarie prese in autonomia.

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Cosa fa il Consulente Finanziario. Un ruolo delicato e fondamentale

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cosa fa il consulente finanziario
Foto di bertholdbrodersen da Pixabay

In questo articolo introduttivo delineiamo cosa fa il Consulente finanziario, attraverso l’esperienza di un professionista del settore

Ritengo sia opportuno in quanto primo articolo pubblicato su Puntomagazine.it, che ti presenti la figura del Consulente Finanziario Economico e Patrimoniale.

Piacere! Sono un Consulente Finanziario in cosa posso esserti utile?

Una professione nata alla fine del secolo scorso. Evoluta nel tempo e che oggi ha il compito di fare da collante tra te cittadino e mondo bancario e finanziario. Sopperendo un sistema sociale che lo Stato non può più permettersi. In una realtà dove l’incertezza è sovrana: dall’ingresso nel mondo del lavoro al post lavoro, dalla svalutazione degli immobili e l’incertezza del loro valore nel tempo, all’insicurezza dei propri capitali e dei rendimenti, dall’invecchiamento della popolazione ai nuovi modelli di famiglia.

Bene! E’ in questo conteso che sono chiamato a far si che tu possa raggiungere una stabilità finanziaria e benessere economico, per una vita migliore.

La prerogativa a quest’ultima affermazione sta però nella qualità del rapporto che vuoi avere col tuo consulente. Per esperienza fatta posso affermare con fermezza che il livello del suo valore è dato dai comportamenti dei primi attori.

Per intenderci, sono chiamato a:

Fondare un rapporto duraturo con il mio cliente basandolo sulla lealtà, la competenza, la fiducia e la riservatezza. La lealtà che per un professionista risiede al primo posto con la competenza. Nel rispetto di particolari valori di correttezza e fiducia anche in situazioni difficili; la trasparenza per far si che tutto sia comprensibile agli utenti finali, rischi, vantaggi e costi di un investimento; La riservatezza perché i dati personali, i dati sensibili e i comportamenti di una persona sono diritti inviolabili;

Proteggere il tenore di vita dei miei clienti, in quanto è mia responsabilità aiutarlo a comprendere quali rischi esistono e come andrebbero gestiti. Questo per poter utilizzare al meglio il patrimonio posseduto e che si sta costruendo con tanti sacrifici;

Valorizzare le tue risorse finanziarie attraverso un percorso che migliori il tuo stile di vita e soddisfi le necessità familiari;

Educare finanziariamente i clienti rendendo efficienti gli investimenti, gestendo i rischi speculativi e l’emotività comportamentale ad essi collegata. Non è un caso che in questo periodo così particolare, chi gestisce in modalità “fai da te” le proprie finanze, abbia subito ingenti perdite. Dovute soprattutto alla emotività.

Supportare i miei clienti anche per altri aspetti fondamentali della vita, gestendo i rischi puri che possono colpire il patrimonio e la persona.

La consapevolezza di porre fiducia nel consulente

Con la consapevolezza che le tue azioni di ieri e di oggi hanno una conseguenza sul tuo futuro, sei chiamato a porre fiducia in chi ti relazioni. Sei chiamato a chiedere chiarimenti su qualsiasi dubbio per far si che gli errori si riducano al massimo.

Però senza la tua volontà e la tua piena disponibilità a voler condividere questo percorso nel modo indicato, non si può fare altro che cadere nella mera offerta fredda e standardizzata di un prodotto finanziario. Avendo la vaga sensazione che quella possa essere la migliore soluzione per tutti.

In collaborazione con
Daniele Varriale Consulente Finanziario

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