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Covid-19 Florovivaisti Campani: No alla decisione ministeriale di permettere la vendita dei fiori

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Vincenzo Malafronte presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani
Vincenzo Malafronte, Presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani

Richiesto dai Florovivaisti campani lo stato di calamità naturale. “Abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi”

Il Consorzio Produttori Florovivaisti Campani chiede lo stato di calamità naturale per l’intero settore regionale e allo stesso tempo stigmatizza il comportamento del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che nel Dpcm del 22 marzo 2020 ha incluso i fiori tra i prodotti per i quali è permessa la vendita, consentendo quindi la commercializzazione anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti.

A chi dobbiamo vendere i nostri fiori? – si interroga Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani. Un controsenso evidente. Se siamo invitati, giustamente, a rimanere in casa e sono state vietate le cerimonie religiose e non, sono stati chiusi i cimiteri ed è possibile muoversi solo per comprovate esigenze, come si può in questo contesto favorire il commercio dei fiori?”.

Un settore, quello florovivaistico, messo in ginocchio dall’emergenza Coronavirus, con una perdita che si aggira intorno agli 80 milioni di euro solo per la Regione Campania e che vede a rischio il futuro di oltre 20mila posti di lavoro. Da qui la necessità di chiedere alla Regione Campania di considerare lo stato di calamità naturale per il settore. 

Malafronte si rivolge direttamente al presidente della Regione Vincenzo De Luca “da sempre attento al nostro settore affinché possa dare eco al nostro appello presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. In questo momento abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi. Le imprese agricole florovivaistiche sono quelle maggiormente colpite di tutto il settore agricolo. Tante sono state costrette a mandare al macero il 100% delle proprie produzioni e allo stato attuale delle cose è fortemente a rischio anche la programmazione invernale. La decisione del Governo di permettere la vendita di fiori e semi è uno specchietto per le allodole, uno stratagemma per non affrontare seriamente il problema, decretando così la scomparsa del nostro comparto”.

Il Consorzio già prima delle misure più stringenti per contrastare il contagio da Coronavirus, che hanno prodotto la chiusura anche dei mercati all’ingrosso, aveva lanciato il suo grido d’allarme, chiedendo un intervento concreto al Ministro Bellanova: “ma le risposte, al momento, sono state completamente insufficienti” – conclude Malafronte

Nota stampa, Consorsio Produttori Florovivaisti Campani

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  1. Pingback: Rassegna Stampa 27 marzo 2020 - Gaia Florum – Mercato Florovivaistico Italiano

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GGI Napoli: Concluso il ciclo Webinar per lo sviluppo delle PMI

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Il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Unione Industriali Napoli, Alessandro Di Ruocco: “Tutti gli strumenti di finanza alternativa per le PMI sono in forte crescita”

Napoli, 30 aprile 2021 – Si è concluso il ciclo dei tre incontri webinar, organizzati dal Gruppo dei Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Napoli in collaborazione con Borsa Italiana ed Elite, sul tema portante: “Mercato dei capitali e finanza alternativa per la crescita delle aziende campane nell’era post Covid”. Positivo il bilancio emerso dagli incontri, come ha sottolineato il presidente dei GGI Uin, Alessandro di Ruocco:

“Tutti gli strumenti di finanza alternativa per le PMI, dall’ingresso in AIM all’utilizzo di MiniBond, dal Fondo Cresci al Sud al crowdfunding, sono in forte crescita. In particolare quest’ultimo strumento si sta dimostrando il più potente al mondo con una raccolta solo nel 2020 di 333 milioni di euro, un aumento del 75% rispetto al 2019. In totale controtendenza con il momento storico, questi strumenti vengono sempre più utilizzati per la crescita e lo sviluppo delle aziende italiane dimostrando un cambio culturale epocale. I Giovani Imprenditori sono sempre più consapevoli che se un’idea è buona, se un progetto è valido ed è sostenibile può essere realizzato”.

Gianluca Galano, Consigliere GGI Unione Industriali Napoli con delega alle Business Opportunity, ha indicato quanto questo ciclo di eventi, oltre a sensibilizzare le PMI, abbia portato a conoscenza degli Imprenditori soluzioni concrete, ossia gli strumenti e le opportunità derivanti dal Mercato dei Capitali e delle Finanza Alternativa:

“L’organizzazione di questo ciclo di incontri, in collaborazione con Borsa Italiana ed il Gruppo Elite, è nato con l’obiettivo di sensibilizzare gli imprenditori campani nell’apertura del capitale delle proprie aziende in un’ottica di crescita dimensionale per le sfide che ci attendono sul mercato domestico e sui mercati internazionali nell’era post Covid. È risaputo che le aziende campane hanno una struttura societaria prettamente familiare che non favorisce la crescita dimensionale delle stesse, utile invece alla competitività”.

Tra gli strumenti di sviluppo, che hanno particolarmente attirato l’attenzione, quello del Fondo Cresci al Sud. Ė stato proprio il responsabile, Antonio Riccio, ad indicarne l’obiettivo e le opportunità da poter cogliere per le Piccole e Medie Imprese dell’area Sud Italia: “Il Fondo Cresci al Sud, operativo da settembre del 2020, ha una dotazione di 250 milioni di Euro ed è gestito da Invitalia con lo scopo di acquisire partecipazioni prevalentemente di minoranza in PMI presenti nel Sud Italia, in coinvestimento con altri operatori quali fondi di private equity, club deal, holding di partecipazione e, se del caso, anche con aziende industriali. Obiettivo del fondo è agevolare sia la crescita dimensionale delle PMI target sia lo sviluppo del Private Equity nel Sud del Paese. Ad oggi il Fondo ha effettuato un primo investimento in Abruzzo e conta di chiudere altre due operazioni entro l’estate”.

Le conclusioni dei lavori sono state affidate ad Edoardo Imperiale, Direttore generale Innovation Hub Campania, che ha sottolineato la necessità di rilancio dell’economia regionale: “In questa fase storica è fondamentale sostenere le startup e le PMI ad alto contenuto tecnologico perché sono un polmone di innovazione fondamentale per riprogettare e rilanciare i settori chiave della nostra economia. Stiamo lavorando insieme al Gruppo Giovani dell’Unione Industriali Napoli ad un programma integrato e sostenibile per le startup che presenteremo il prossimo 5 maggio nell’ambito del workshop ‘Campania digital innovation network’ organizzato insieme alla Regione Campania”.

Nota stampa Gruppo Giovani Industriali – Unioni Industriali di Napoli

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Zona Gialla, Confesercenti Campania: Riaprire per il futuro delle attività

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Vincenzo Schiavo: «Saremo rigorosi nell’applicazione del protocollo anti-Covid, perché se ci fosse una nuova chiusura molte imprese non riaprirebbero.

Il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, commenta così l’imminente passaggio in zona gialla della nostra regione: «È una opportunità che permette alla nostra regione di avere dei segnali di presunta normalità e consente di rilanciare l’economia delle nostre attività, proteggendone il futuro, che ad oggi è a rischio. Una condizione ordinaria che gli imprenditori della nostra regione meritano per le grandi sofferenze che stanno provando da oltre 410 giorni. Dobbiamo però difendere questa condizione, blindandola affinchè non si ritorni più indietro. Per questo motivo da parte nostra abbiamo già ulteriormente sollecitato i nostri iscritti, le nostre attività, ad applicare in modo rigoroso le regole anti-Covid come da protocollo. Sanno bene che se dovessimo chiudere di nuovo per molte imprese non ci sarebbe più neanche la speranza per ripartire. Ai consumatori e ai nostri concittadini, per questo, anche noi esercenti preghiamo di non commettere l’errore madornale di creare assembramenti e di favorire i contagi. Non è un liberi tutti».

Confesercenti Campania lavora a 360°, come al solito, per tutelare tutte le aziende.

«Ribadiamo innanzitutto la nostra contrarietà al coprifuoco alle ore 22 sino al 31 luglio, significherebbe distruggere il turismo. È invece giusto e intelligente promozionare e creare le condizioni affinchè ci siano sempre più zone “covid free” nella nostra regione, come sta accadendo all’estero. Rendere le isole e le zone turistiche sicure, e promozionarne abilmente la condizione raggiunta, sarebbe l’ideale per attirare i turisti in Campania, scongiurandone la fuga in altri paesi d’Europa».

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GGI Napoli: crolla impresa femminile a Sud in epoca Covid

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Foto di StartupStockPhotos da Pixabay

Chiudono 4mila imprese femminili. Mariaceleste Lauro, Gruppo Giovani Imprenditori Unione Industriali Napoli: “Al Sud le donne più penalizzate”

Napoli, 22 aprile 2021 – Il lavoro in Italia non è donna. Il divario tra uomini e donne, in termini occupazionali ed economici, pone il nostro Paese tra quelli in maggiore difficoltà nella crescita e nello sviluppo in Europa. Un gender gap pesante, ancor più avvalorato dalle differenze territoriali e dal dato di disparità nel ruolo dirigenziale che, in Campania, risulta estremo: solo poco meno di 1 dirigente su 5 è donna, nonostante l’incoraggiante aumento registrato tra 2018-2019, per un +49%, oggi ribaltato dalla crisi. Nel 2020, su 1.336.227 imprese femminili, quasi 4mila hanno chiuso a causa della pandemia.

Questa la situazione discussa con l’incontro webinar “Essere donna…che impresa!” organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Unione Industriali Napoli, presieduto da Alessandro Di Ruocco, in collaborazione con Ernst&Young, nel corso del quale si sono confrontate diverse manager portando le proprie esperienze e idee.

Tra le rappresentanti del mondo imprenditoriale, Stefania Brancaccio, Cavaliere del lavoro, vicepresidente Coelmo S.p.A. La firmataria nel 2010 del manifesto WEPs, Women’s Empowerment Principles presentato dal Global Compact delle Nazioni Unite con sette principi ispirati a reali pratiche aziendali per promuovere una condizione paritaria per le donne – così si è espressa: “È veramente molto importante riuscire, all’interno delle aziende che sottoscrivono questi punti, a misurare se effettivamente esiste una politica di empowerment della presenza femminile, cominciando dalla parità dello stipendio, dalla parità del trattamento, dalla salute, dalla sicurezza delle donne, promuovendo la formazione professionale”.

Sulla collaborazione uomo-donna nel lavoro ha puntato la top manager di Hitachi Ltd, Lorena Dellagiovanna: “Non sono una fan delle quote rosa, ne capisco l’importanza, ma baso il mio lavoro sulla collaborazione. La diversità è la chiave del successo. L’Italia ha molte donne in posizione di board ma non di leadership e questo significa che le si sceglie per le quote e non per puntare su di loro”.

Le conclusioni affidate a Carla Recupito e Mariaceleste Lauro, consigliere GGI con Delega pari opportunità e leadership femminile, hanno poi sottolineato anche altri aspetti culturali che possono favorire il cambiamento, in una prospettiva di parità sociale ed economica, femminile e giovanile, fondamentale anche per i programmi europei.

Carla Recupito, riferendosi alle nuove generazioni, ha dichiarato: “È necessario far comprendere che fare impresa non è difficile e che l’impresa non è un totem irraggiungibile. Dopo la pandemia entreremo nelle scuole, per incontrare i più giovani e avvicinarli ad un’idea di impresa che richiede sì sacrifici, impegno e studio continuo, ma non per questo è un obiettivo impossibile”.

Mariaceleste Lauro, AD Alilauro SpA ha aggiunto: “Questo è l’avvio di un percorso di consapevolezza che ci condurrà tutti insieme al superamento delle difficoltà che contraddistinguono ancora oggi l’universo femminile. Siamo una realtà importante, uno dei motori dello sviluppo del paese, una delle chiavi dello sviluppo post pandemia e dobbiamo tenerne conto oggi più che mai”.

Il webinar si inserisce in un ciclo di incontri organizzati dal GGI di Napoli che proseguirà con “Opportunità e sfide sul mercato dei minibond” e il conclusivo “Opzioni di fundraising per PMI e Startup” rispettivamente il 22 e 29 aprile.

Nota stampa Cruppo Giovani Imprenditori – Unione Industriali Napoli

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Appello per salvare gli artigiani ceramisti delle terre di antica tradizione ceramica

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Foto di Lubos Houska da Pixabay

Un mondo produttivo unico per il suo straordinario valore culturale e che oggi è a rischio concreto di estinzione.

Parte da Vietri sul Mare e si è diffuso in tutta Italia il grido di dolore e di allarme di un settore entrato ormai profondamente in crisi anche a causa dell’emergenza sanitaria.

Indirizzato ai componenti dell’intergruppo parlamentare sulla Ceramica Artistica e Tradizionale, è stato predisposto un vero e proprio manifesto che vuole indicare la rotta per sostenere concretamente la capacità di resilienza dell’artigiano ceramista nelle Terre di Antica Tradizione Ceramica prima che sia troppo tardi.

A firmarlo circa 100 protagonisti di eccellenza dell’alto artigianato della Ceramica Artistica e Tradizionale italiana, maestri titolari di attività storiche che da 5 secoli tengono accesa la fiaccola nelle Terre di una tradizione unica al mondo e vanto del Made in Italy: Assemini (CA), Calitri (AV), Caltagirone (CT), Castelli (TE), Cava de Tirreni (SA), Cerreto Sannita (BN),  Civita Castellana (VT), Cutrofiano (LE), Grottaglie (TA),  Gualdo Tadino (PG),  Montelupo Fiorentino (FI), Nove (VI), Orvieto (TR), San Lorenzello (BN), Santo Stefano di Camastra (ME), Sciacca (AG), Squillace (CZ), Urbania (PU), Vietri sul mare (SA), Viterbo (VT), …

Un mondo produttivo unico per il suo straordinario valore culturale e che oggi è a rischio concreto di estinzione.

I sottoscrittori auspicano il sostegno di nomi del mondo della cultura, del giornalismo e della comunicazione, dell’imprenditoria, del design, dell’arte, di Associazioni, e di tutti quei cittadini che hanno a cuore il futuro della Ceramica Artistica e Tradizionale Italiana.

Solo la Bellezza salverà il mondo.

Nota stampa Artigiani Ceramisti

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Clubbing, il mondo dell’intrattenimento vuole ripartire in sicurezza

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In Europa, da qualche tempo, sono attive pratiche che consentono lo svolgimento di eventi e manifestazioni, se pur con un numero più ristretto di persone.

Il clubbing è in assoluto, e non solo nel nostro Paese, il settore che ha subìto di più le atroci perdite a cui il covid-19 ci ha ormai abituati.

In Europa, da qualche tempo, sono attive pratiche che consentono lo svolgimento di eventi e manifestazioni, se pur con un numero più ristretto di persone.

In Olanda al parco per divertimenti: “Wallabi Holland” è stata testata una app del governo, che dà a ogni test negativo un QR code che consente così di smaltire rapidamente la fila.

Lo stesso succede in Spagna e in Inghilterra dove è partito il programma-pilota per la ripartenza degli eventi, che consiste nel testare le diverse misure anti-contagio e capire quali sono quelle più efficaci.

Il programma consiste nella creazione di un protocollo che le location dovranno adottare per la realizzazione di eventi a partire dal 21 giugno 2021 in poi, la data in cui il lockdown in Inghilterra dovrebbe cessare anche con le ultime restrizioni, mentre in Italia non è dato sapere quando potranno ripartire ufficialmente gli eventi, e lo sconforto nel settore è molto forte.

Eppure, nell’ambiente dell’intrattenimento nostrano e in particolare campano, esistono realtà che non si sono piegate alle chiusure imposte dai protocolli di sicurezza e che hanno continuato ad innovarsi per essere pronte al momento della tanto attesa riapertura.

“Dobbiamo riorganizzarci per innovare un ambiente che ha bisogno di ottimismo per rialzarsi!”- questo il commento dei titolari dell’HUB, spazio che prima della pandemia era un punto di riferimento per tutti i clubbers dell’area metropolitana di Napoli e Caserta sulla situazione di stallo.

Il nostro obiettivo è quello di portare ottimismo nell’ambiente, attraverso tre punti fondamentali come: ripartenza, riorganizzazione, innovazione. L’HUB – precisano – in questo periodo di chiusura è sempre stato attivo! Abbiamo completato i lavori di rifinitura della struttura e abbiamo preparato con energia e passione tutte le novità, tra cui la ristrutturazione delle tre sale, un servizio di ristorazione e la creazione di tanti i format di intrattenimento che presenteremo, si spera, ad ottobre 2021. Chiediamo solo di ripartire – concludono poi – per donare ottimismo ad un settore che dà lavoro ad un numero notevole di professionisti!

I titolari, durante questi mesi di pandemia hanno ribadito il concetto di True connection, così sintetizzato sui social dello spazio: “In questo periodo in cui tutto è fermo, in cui le amicizie, gli amori e le emozioni possiamo solo viverle attraverso uno schermo, abbiamo bisogno di ricordarci e rivivere i momenti in cui siamo stati veramente bene. I momenti insieme a voi! Se chiudiamo gli occhi per un attimo, riusciamo a vedervi tutti qui…insieme!

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