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Politica

Sgarbi si dimette da Sottosegretario alla cultura

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Sgarbi si dimette da Sottosegretario. Lo fa dopo l’indicazione dell’Antitrust. Negli ultimi mesi travolto da scandali e inchieste giornalistiche

Vorrei annunciare qua le mie dimissioni da sottosegretario di Stato alla Cultura”. Così Vittorio Sgarbi ufficializza il passo indietro tanto atteso nel corso dell’evento “La Ripartenza”, organizzato a Milano dal conduttore tv Nicola Porro.

Negli ultimi mesi Sgarbi era travolto da una serie di scandali portati alle cronache dal Fatto Quotidiano e dalla trasmissione in onda su Rai3, Report e riguardanti due quadri di enorme valore: ‘La cattura di San Pietro’ di Rutilio Manetti e ‘Concerto con bevitore’ di Valentine de Boulogne.

A seguito delle inchieste giornalistiche Pd, M5S e Alleanza Verdi e Sinistra avevano depositato una mozione di sfiducia che doveva essere discussa in aula il prossimo 15 febbraio.

“Io sono solo Vittorio Sgarbi, non sono più sottosegretario, non voglio più essere sottosegretario”. Ha annunciato inoltre di scrivere a Giorgia Meloni per metterla al corrente.

“L’Antitrust mi ha mandato una molto complessa e confusa lettera dicendo che aveva accolto due lettere anonime, che ha inviato all’Antitrust il ministro della Cultura, in cui c’era scritto che io non posso fare una conferenza da Porro e non posso parlare di Michelangelo a teatro. Questa conferenza, secondo quello che l’Antitrust mi ha inviato, sarebbe incompatibile”. Ha detto ancora il il già sottosegretario alla cultura e non ha risparmiato un duro attacco al Ministro della Cultura Sangiuliano lo fa attraverso Facebook circa un ora fa .

“Con il ministro Gennaro Sangiuliano non ci parliamo dal 23 ottobre, quando mi ha dato la delega per andare a occuparmi della Garisenda.
Non potevo sentire una persona che riceve una lettera anonima e la manda all’Antitrust”.

Il post prosegue: “Le lettere anonime si buttano via, gli uomini che hanno dignità non accolgono lettere anonime. L’ Antitrust ha ritenuto le indicazioni di lettere anonime come delle indicazioni credibili e ha dichiarato l’incompatibilità”.

“Il ministro Sangiuliano ha compreso la lettera anonima, ha ritenuto che fosse degna e ha avuto ragione, mi compiaccio con lui. Lui rimane ministro e io solo Sgarbi”. Così conclude.

Ma solo due ore prima in un altro post si dice oggetto di una persecuzione mediatica

“Sono oggetto di una persecuzione mediatica evidente, con ricostruzioni inesistenti su questa supposta incompatibilità”. Così esordisce

“«Il Fatto» ha scritto contro di me circa 65 articoli; l’altro giorno c’erano 5-6 articoli contro di me e una vignetta di Mannelli dove mi si dava della testa di cazzo. E anche trasmissioni televisive con ricostruzioni inverosimili su dipinti acquistati, come se uno fosse colpevole di acquistare dipinti”.

Ma non si ferma ed individua un’azione per farlo dimettere.

“Su questo c’è stata un’azione precisa per portarmi alle dimissioni. Non avrei ceduto alla richiesta di dimissioni sulla base di insinuazioni o di pettegolezzi con lettere anonime che il ministro manda all’Antitrust. Ho detto che mi sarei dimesso, e lo faccio, quando l’organo preposto avesse riconosciuto l’incompatibilità”.

Poi continua con una sorta di lezione di stile impartita a San Giuliano. “La procedura che avrei usato io è: uno riceve una lettera anonima, chiami la persona che lavora con te e gli chiedi cosa c’è di vero. Nel senso che le lettere anonime criminalizzano atti come le mie conferenze. Uomini con dignità non accolgono lettere anonime”.

Poi conclude ringraziando la Premier Meloni per non aver chiesto le dimissioni e per aver aver aspettato l’indicazione dell’Antitrust che di fatti e arrivata.

“A questo punto mi tolgo di scena. Ringrazio Meloni e i colleghi di governo, perché non hanno chiesto un’anticipazione. Fino a oggi Meloni è sempre stata garantista. In questo momento non le chiedo niente, le invierò la lettera questa sera”. Così ha concluso Sgarbi.

Le critiche sono montate altissime anche dopo aver insultato e augurato la morte in un incidente all’inviato di Report e di aver simulato di abbassare la lampo dei pantaloni per mostrare le parti intime che ovviamente non ha fatto.

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