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Aiuti Bis: salta il tetto di 240mila euro per i manager pubblici

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Aiuti Bis: salta il tetto
Di Sergio D’Afflitto, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=113653094

All’interno del Decreto Aiuti Bis salta il tetto massimo agli stipendi dei manager pubblici. Era fissato a 240mila.

In un colpo di mano adesso, con l’approvazione del Aiuti Bis salta il tetto massimo agli stipendi dei manager pubblici. Completamente sparito non c’è più.

L’emendamento che nessuno dei politici fa la corsa ad intestarsi, ma che evidentemente qualcuno ha proposto, per i top manager dello Stato prevede “un trattamento economico accessorio per ciascuno di importo determinato nei limiti del fondo”. L’emendamento deroga, di fatto, al tetto di 240mila euro previsto per i manager pubblici. Esso era pari alla retribuzione del primo presidente della Corte di Cassazione.

L’irritazione sembra essere unanime però la giustificazione politica è la seguente detta alla nostrana: cosa dovevamo fare? Erano in ballo 17 miliardi di aiuti.

Forse però non era opportuno aumentare gli stipendi proprio in questo momento, dove intere famiglie iniziano a fare i conti se mettere il piatto in tavola o pagare le bollette.

Poi ci sono gli indignati, ovvero i politici che vorrebbero depositare un ordine del giorno che vada a modificare la norma per ritornare al tetto massimo di 240mila euro. Questo avverrebbe non adesso con il passaggio alla Camere ma all’interno di un ipotetico DL Aiuti Ter.

Nessuno nel Governo ha letto cosa contenessero gli emendamenti? Se ne sono tutti accorti dopo?

Oltre che risposte di circostanza farebbero bene a comportarsi seriamente con il popolo. Altro che irritazione e indignazione. I cittadini italiani ne hanno piene le scatole.

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