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Sequestrata condotta fognaria a Cancello ed Arnone

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La condotta sarebbe collassata a causa della mancata manutenzione ed esecuzione di lavori necessari ad assicurare l’adeguato funzionamento

Sequestrata una condotta fognaria di Cancello Arnone. Ad emettere il provvedimento l’ufficio del Gip presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in data 30 giugno 2021.

Il sequestro è avvento per le ipotesi di reato contemplate nell’articolo 452-bis del codice penale. Tale articolo punisce l’inquinamento delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo. Punisce inoltre la compromissione di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna.

La decisione, si legge nella nota della Procura, “conseguente all’omessa manutenzione ed esecuzione di lavori necessari ad assicurare l’adeguato funzionamento dell’impianto di collettamento dei reflui urbani dei Comuni di Grazzanise, Santa Maria La Fossa e Cancello e Arnone con conseguente collassamento del collettore in più tratti e compromissione e deterioramento delle acque, del suolo e del sottosuolo causati dalla dispersione dei reflui urbani.”

Ad eseguire il provvedimente i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caserta. Questi ultimi hanno nominato i custodi giudiziari; si tratta dei sindaci pro tempore dei comuni di Cancello e Arnone, Grazzanise e Santa Maria La Fossa.

Il provvedimento, riporta la Procura di Santa Maria Capua Vetere, “trae origine dalle indagini coordinate da questa Procura della Repubblica ed incentrate sulle criticità ambientali, ormai annose, causate nel comune di Cancello e Arnone e nelle zone limitrofe dal collassamento del citato collettore fognario (che si snoda su di un percorso rettilineo di circa 6 chilometri lungo la strada provinciale di Santa Maria a Cubito nel comune di Cancello e Arnone, connettendo la rete fognaria con il depuratore di Villa Literno).

Lo scopo del collettore era di canalizzare i reflui provenienti oltre dal citato comune anche da quelli di Grazzanise e Santa Maria la Fossa. Tramite un sistema di pompe di sollevamento li avrebbe dovuto convogliare nella condotta e spingerli verso l’impianto di depurazione Regi Lagni di Villa Literno.

Le investigazioni hanno appurato che, a causa il collassamento del collettore fognario, i reflui dei citati comuni confluivano in canali di bonifica. Ciò ha consentito che questi fluissero, senza alcuna depurazione, nel corpo idrico dei Regi Lagni e da lì in mare

Questo secondo gli inquirenti ha prodotto grave nocumento per l’ambiente e pericolo per la salute pubblica.

Le analisi di laboratorio eseguite dall’ARPAC – Dipartimento di Caserta hanno evidenziato tra i quali BOD5, COD, TENSIOATTIVI, AZOTO, FOSFORO ED ESCHERICHIA COLI, in concentrazione superiore ai valori limite di emissione.

Il persona le ARPAC e i Carabinieri del NOE hanno effettuato i campionamenti nei punti di fuoriuscita dei reflui fognari lungo la condotta collassata. In particolare presso i pozzetti insistenti nel comune di Cancello e Arnone.

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