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Concorso Ripam Campania e Fake news: ecco la verità
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5 anni fail
Dopo due anni tra prove scritte, 10 mesi di tirocinio presso enti pubblici, 10 mesi di formazione i borsisti dovranno sottoporsi ad ulteriore prova, non prevista.
Sono ormai due anni di calvario per 1863 borsisti del concorsone Ripam della Regione Campania. Queste persone stanno partecipando ad un concorso che ha un iter straordinariamente tortuoso. Tutto ha inizio con il varo di un piano di lavoro da Parte della Regione Campania nel 2018. La finalità è l’assunzione di 2243 persone in 159 enti della Campania.
Dopo mesi di attesa, nel 2019 arriva il concorso a cui rispondo 304.000 domande. Alla prima prova selettiva ne restano appena 9016. Di questi, a febbraio 2020, passano la prima prova scritta 1863 persone meno di quanto richiesto dal bando che ricordiamo erano 2243.
10 mesi di tirocinio che – stando a quanto comunicano i borsisti – si è rivelato essere vero e proprio lavoro presso tante amministrazioni della Campania in forte difficoltà. Il tutto esercitato in piena pandemia.
Non solo1863 persone (borsisti) hanno fequentato contestualemente 10 mesi di formazione video lezioni, webinar, test, esercitazioni. Infine hanno un “project work”, cioè una tesi finale sul tirocinio svolto.
Secondo quanto riporta il bando adesso i borsisti dovrebbero svolgere una prova di verifica finale della fase di formazione e rafforzamento. Quindi una terza prova scritta e una prova orale.
In una lettera di un borsista inviata ai senatori si legge: “Nel caso del concorso della Regione Campania, infatti, la commissione RIPAM ha deciso in modo pretestuoso di applicare il D.L. 44/2021 (art. 10, comma 5) solo a metà, attraverso l’eliminazione della sola prova orale e confermando la prova scritta selettiva con sbarramento 21/30, da svolgere a giugno. La giustificazione data dal Dipartimento della Funzione Pubblica, ripetuta in queste ore, è che “la prova scritta svolta in precedenza era solo di accesso al corso”. In realtà quanto affermato non corrisponde al vero: la procedura corso-concorso non è mai stata disunita, tant’è vero che agli artt. 3 e 7, e soprattutto all’art.10 del bando, viene specificato chiaramente che la prova scritta già svolta non solo era selettiva con sbarramento 21/30, ma anche valida per le graduatorie finali, e dunque rientra perfettamente nella casistica del Decreto“.
Si legge ancora: “Ora, per escludere definitivamente la possibilità di interpretazioni distorte della norma, e far concludere in maniera positiva la vicenda per i borsisti e per tutti gli enti campani, è stata presentata una proposta di emendamento, la 10.38, che la I Commissione del Senato deve valutare nei prossimi giorni“. Concludono chiedendo il supporto del Senato affinché l’emendamento passi.
Il fatto increscioso e anche irrispettoso nei confronti di queste persone sono poi le dichiarazioni del Ministro Brunetta e del Dipartimento della Funzione pubblica che con le loro dichiarazioni non solo stanno generando fake news. In questo modo si da una immagine distorta dei 1863 borsisiti. Non solo, si sminuiscono gli enormi sacrifici per partecipare a questo Corso-Concorso. Molti di loro, per parteciparvi, hanno lasciato le precedenti occupazioni.

Le loro motivazioni in un video segnalato alla redazione.

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