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Politica

Scuola, il Governo prepara il tetto agli studenti stranieri per classe

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In Italia gli alunni con cittadinanza non italiana sono oltre 931mila, pari all’11,6% del totale. Il limite del 30% riguarda invece le singole classi

Il Governo annuncia nuove regole per le classi

Il Governo prepara un intervento sul numero di studenti stranieri presenti nelle classi scolastiche italiane. La proposta punta a rendere più stringenti le regole sulla concentrazione degli alunni con cittadinanza non italiana, con l’obiettivo dichiarato di favorire l’integrazione e prevenire la formazione di classi o istituti con una presenza particolarmente elevata di studenti stranieri.

Il tema è tornato al centro del dibattito politico e scolastico dopo gli annunci del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Il provvedimento dovrebbe intervenire su un limite già previsto dalla normativa amministrativa, ma la sua applicazione concreta e i criteri per individuare gli studenti interessati dovranno essere definiti dal testo legislativo.

Quanti sono gli studenti stranieri in Italia

Secondo i dati relativi all’anno scolastico 2024/2025, gli studenti con cittadinanza non italiana presenti nelle scuole italiane sono 931.323. Il dato corrisponde all’11,6% del totale degli alunni, che supera gli otto milioni.

La percentuale rappresenta la media nazionale e non descrive la composizione delle singole classi o dei singoli istituti. La distribuzione degli studenti con cittadinanza straniera varia infatti in base al territorio, alla composizione demografica dei quartieri e alla presenza di famiglie immigrate.

Per questo motivo, il dato nazionale non può essere utilizzato da solo per stabilire quante classi superino il limite previsto dalla normativa.

Il limite del 30% era già previsto

Il tetto del 30% non nasce con l’attuale proposta del Governo. Una circolare ministeriale del 2010 aveva già previsto che la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana in una classe non superasse, in via generale, il 30%.

La disposizione consentiva tuttavia alcune deroghe. Tra gli elementi da considerare rientravano il livello di conoscenza della lingua italiana degli studenti e le specifiche esigenze organizzative delle scuole.

Il Governo intende ora intervenire con una norma di legge per rendere più efficace l’applicazione del limite, sostenendo che le indicazioni precedenti non siano state rispettate in modo uniforme. Il ministro Valditara ha dichiarato che l’obiettivo è contrastare la concentrazione eccessiva di studenti stranieri in alcune realtà scolastiche.

La differenza tra media nazionale e limite per classe

Il confronto tra l’11,6% degli studenti con cittadinanza non italiana e il tetto del 30% richiede una distinzione.

L’11,6% indica la quota complessiva degli studenti stranieri sul totale nazionale. Il 30%, invece, riguarda la composizione di una singola classe.

Le due percentuali non sono quindi direttamente sovrapponibili. Una scuola può presentare una presenza di studenti stranieri molto superiore alla media nazionale, anche se il dato complessivo del Paese rimane più basso.

La questione riguarda soprattutto i territori nei quali la concentrazione degli alunni con cittadinanza non italiana risulta più elevata. In questi contesti, l’applicazione di un limite rigido potrebbe incidere sulle iscrizioni, sulla distribuzione degli studenti e sull’organizzazione degli istituti.

Non tutti gli studenti con cittadinanza straniera hanno le stesse esigenze

Uno degli aspetti più discussi riguarda il criterio con cui individuare gli studenti interessati dalle nuove regole.

La cittadinanza non coincide automaticamente con la conoscenza della lingua italiana o con una difficoltà di integrazione. Una parte consistente degli alunni con cittadinanza non italiana è nata in Italia e ha frequentato il sistema scolastico italiano fin dai primi anni.

Secondo le informazioni riportate dalla stampa, l’ipotesi del Governo potrebbe concentrarsi in particolare sugli studenti con cittadinanza non europea che presentano difficoltà nella conoscenza della lingua italiana.

La definizione precisa della platea interessata sarà però uno degli elementi da chiarire nel testo della nuova norma. Sarà necessario comprendere se il limite verrà applicato sulla base della cittadinanza, delle competenze linguistiche o di una combinazione di criteri.

I dubbi dei dirigenti scolastici

La proposta ha aperto un confronto anche tra i dirigenti scolastici.

Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, ha riconosciuto l’importanza della questione didattica, ma ha evidenziato le difficoltà applicative di un limite numerico nelle aree dove la presenza di studenti stranieri è particolarmente elevata.

Le scuole devono infatti accogliere gli alunni residenti nel territorio di riferimento. In alcuni quartieri, una distribuzione equilibrata tra istituti diversi potrebbe risultare complessa, soprattutto quando la popolazione scolastica riflette la composizione demografica della zona.

Restano quindi da chiarire le modalità con cui il Governo intende applicare il tetto senza creare problemi alle famiglie, alle iscrizioni e all’organizzazione delle scuole.

L’integrazione linguistica al centro del provvedimento

Il dibattito sul tetto agli studenti stranieri si intreccia con quello relativo all’apprendimento della lingua italiana.

Per gli alunni appena arrivati nel Paese, la conoscenza dell’italiano può rappresentare un elemento decisivo per seguire le lezioni, partecipare alle attività scolastiche e costruire relazioni con i compagni.

Le misure di sostegno linguistico, tuttavia, richiedono risorse, personale specializzato e interventi calibrati sulle esigenze dei singoli studenti. Il numero degli alunni stranieri presenti in una classe non è quindi l’unico elemento che incide sulla qualità dell’integrazione scolastica.

La discussione riguarda anche la capacità delle scuole di organizzare percorsi di alfabetizzazione e di sostenere gli insegnanti nella gestione di classi caratterizzate da livelli linguistici differenti.

Le misure annunciate dal Governo

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un intervento che dovrebbe comprendere il limite numerico degli studenti stranieri per classe e ulteriori misure relative all’integrazione scolastica.

Tra le ipotesi riportate figurano anche interventi sull’apprendimento della lingua italiana da parte dei genitori degli studenti con maggiori difficoltà di inserimento e disposizioni relative all’utilizzo di indumenti che coprono integralmente il volto negli istituti scolastici.

Il contenuto definitivo del provvedimento dovrà chiarire la portata delle misure, le modalità di applicazione e gli eventuali strumenti di controllo. Fino alla pubblicazione del testo normativo, non è possibile considerare definite tutte le regole operative.

Il confronto tra i dati

I numeri disponibili consentono di delineare il quadro generale. Nell’anno scolastico 2024/2025 gli studenti con cittadinanza non italiana erano 931.323, pari all’11,6% della popolazione scolastica nazionale. Il limite del 30% riguarda invece la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana nelle singole classi ed era già previsto dalla circolare ministeriale del 2010.

Il dato nazionale non dimostra quindi quante classi superino il limite, né indica automaticamente dove si concentrino le situazioni più problematiche. Per una valutazione completa servirebbero dati disaggregati per istituto, territorio, ordine scolastico e livello di conoscenza della lingua italiana.

La questione aperta per le scuole

La nuova proposta legislativa dovrà confrontarsi con esigenze differenti: favorire l’integrazione, garantire il diritto all’istruzione, sostenere l’apprendimento dell’italiano e assicurare alle scuole strumenti adeguati per gestire classi eterogenee.

Il punto centrale sarà capire come applicare il limite del 30% e quali criteri utilizzare per evitare che la cittadinanza diventi l’unico elemento determinante nella formazione delle classi.

Il Governo dovrà inoltre chiarire le deroghe, le responsabilità degli istituti e le modalità di gestione delle iscrizioni nei territori dove la presenza di studenti stranieri risulta particolarmente elevata.

Il confronto proseguirà quindi sul contenuto della norma e sui suoi effetti concreti sull’organizzazione della scuola italiana.

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