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Qualiano, albero mutilato in Santa Maria a Cubito: una vergogna
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Chioma tagliata di netto lungo via Santa Maria a Cubito: cittadini chiedono controlli e l’individuazione dei responsabili
QUALIANO – Un albero con la chioma completamente tagliata e ridotta a un tronco spoglio. È l’ultima immagine che alimenta il dibattito sul degrado e sull’inciviltà in città. La segnalazione arriva da Via Santa Maria a Cubito, poco prima di raggiungere piazza Kennedy, dove è in bella vista, a terra, un albero pesantemente danneggiato da quello che appare come un taglio netto e radicale.
Un intervento che solleva interrogativi
A suscitare perplessità è soprattutto la modalità con cui l’albero è stato ridotto nelle sue dimensioni. La chioma risulta infatti completamente eliminata, trasformando quello che era un elemento del verde urbano in un tronco privo della sua naturale funzione ornamentale e ambientale.
Siamo convinti che non si tratti di un intervento programmato dagli enti competenti, ma dell’azione isolata di qualcuno che avrebbe deciso di agire autonomamente, il solito cafone di turno.
Gli interrogativi?
Le domande che circolano sono molte: chi ha eseguito il taglio? Esistono telecamere che possano aver ripreso l’accaduto? E soprattutto, chi sarà chiamato a rispondere di quello che molti definiscono un vero e proprio scempio ai danni del patrimonio verde cittadino?
Il tema dei controlli sul territorio
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema dei controlli sul territorio e della tutela del bene pubblico. Sempre più cittadini denunciano una situazione nella quale comportamenti incivili sembrano ripetersi senza particolari conseguenze. Senza individuazione dei reponsabili e senza punizioni non ci saranno miglioramenti.
Dai rifiuti abbandonati lungo le strade agli atti vandalici, passando per il danneggiamento di arredi urbani e aree verdi, il malcontento cresce tra chi ritiene che il fenomeno del degrado stia raggiungendo livelli preoccupanti.
Un segnale preoccupante per la città
L’albero mutilato in via Santa Maria a Cubito rappresenta l’ennesimo simbolo di una città che fatica a difendere il proprio patrimonio ambientale e urbano.
L’auspicio è che le eventuali immagini delle telecamere presenti nella zona possano aiutare a fare chiarezza sull’accaduto e ad accertare eventuali responsabilità. Nel frattempo, resta l’amarezza per un gesto che ha privato la comunità di un importante elemento del verde pubblico e che riaccende il dibattito sulla necessità di maggiore vigilanza e rispetto delle regole.
Resta anche la convinzione che l’amministrazione comunale non sappia quali soluzioni mettere in campo a contrasto di questi fenomeni. Non bastano foto e passerele, bisogna punire i bifolchi che si macchiano di queste nefandezze non attaccare chi segnala i problemi.

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