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Paolo Maldini nuovo direttore tecnico FIGC: con lui anche Leonardo
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Giovanni Malagò affida a Paolo Maldini il rilancio delle Nazionali italiane. L’ex capitano azzurro sarà anche presidente del Club Italia, mentre Leonardo ricoprirà il ruolo di advisor
Paolo Maldini torna a vestire idealmente l’azzurro. Non più da capitano e simbolo della difesa italiana, ma da dirigente chiamato a progettare il futuro del calcio nazionale.
La FIGC ha ufficializzato la nomina di Paolo Maldini come nuovo direttore tecnico della Federazione e presidente del Club Italia. Una scelta fortemente voluta dal presidente federale Giovanni Malagò, che ha deciso di affidare a una delle figure più autorevoli del calcio italiano il compito di guidare la ricostruzione dell’intero sistema delle Nazionali.
Al fianco di Maldini ci sarà anche Leonardo, nominato advisor e chiamato a mettere a disposizione della Federazione la propria esperienza internazionale maturata come calciatore, allenatore e dirigente.
Maldini nuovo direttore tecnico della Nazionale italiana
La nomina rappresenta molto più di un semplice ritorno in Nazionale. Maldini diventerà uno dei principali riferimenti tecnici della FIGC e avrà un ruolo centrale nella definizione delle strategie sportive federali.
Come presidente del Club Italia, l’ex capitano del Milan sarà chiamato a coordinare e indirizzare il progetto che comprende la Nazionale maggiore, le selezioni giovanili e le strutture tecniche federali.
La scelta di Malagò appare quindi orientata verso una riorganizzazione complessiva, con l’obiettivo di creare una linea tecnica riconoscibile e una maggiore continuità tra il settore giovanile e la squadra maggiore.
Non soltanto risultati immediati, dunque, ma una programmazione capace di restituire competitività e identità al calcio italiano.
La scelta fortemente voluta da Giovanni Malagò
Giovanni Malagò aveva individuato da tempo in Paolo Maldini il profilo ideale per avviare il nuovo corso della Federazione.
L’ex difensore possiede infatti una combinazione particolarmente rara: la conoscenza del calcio di altissimo livello, il prestigio internazionale, l’esperienza dirigenziale e una credibilità costruita nel corso di un’intera carriera.
La trattativa avrebbe richiesto alcuni giorni di riflessione, ma alla fine Maldini ha accettato la proposta del presidente federale. L’annuncio ufficiale della FIGC è arrivato l’11 luglio 2026.
Per Malagò si tratta di una delle prime decisioni realmente caratterizzanti della sua presidenza: consegnare la responsabilità tecnica del progetto azzurro a un uomo che rappresenta, in Italia e all’estero, una determinata idea di professionalità, appartenenza e cultura sportiva.
Quale sarà il ruolo di Leonardo
Nel nuovo assetto federale Maldini non lavorerà da solo. La FIGC ha infatti annunciato anche l’ingresso di Leonardo in qualità di advisor.
Il dirigente brasiliano avrà quindi un ruolo di consulenza e collaborazione all’interno del nuovo progetto tecnico. La sua esperienza potrà risultare particolarmente importante nei rapporti internazionali, nell’organizzazione dell’area sportiva e nella valutazione delle figure chiamate a lavorare con le Nazionali.
Leonardo conosce molto bene Maldini. I due hanno condiviso una parte importante della storia del Milan e proprio Leonardo, nel 2018, contribuì al ritorno dell’ex capitano rossonero nel club con un incarico dirigenziale.
La ricostituzione della coppia Maldini-Leonardo lascia intuire la volontà di creare una struttura fondata sulla fiducia reciproca e sulla complementarità delle competenze.
Maldini rappresenterà il vertice tecnico e istituzionale del Club Italia, mentre Leonardo potrà offrire una visione più ampia del mercato, delle dinamiche internazionali e dell’organizzazione delle grandi società sportive.
L’esperienza di Maldini come dirigente del Milan
Dopo aver concluso una straordinaria carriera da calciatore, Paolo Maldini ha maturato una significativa esperienza dirigenziale nel Milan.
Durante la sua permanenza nell’area tecnica rossonera ha partecipato alla costruzione della squadra che ha riportato il club alla vittoria dello scudetto nella stagione 2021-2022 e alla qualificazione alle semifinali di Champions League nell’annata successiva.
Il suo lavoro è stato caratterizzato dalla ricerca di giovani calciatori di prospettiva, dalla sostenibilità degli investimenti e dalla costruzione di un gruppo in grado di crescere nel tempo.
Sono principi che Maldini potrebbe ora provare ad applicare anche al sistema federale, pur in un contesto profondamente diverso rispetto a quello di un club.
La sfida sarà individuare un modello tecnico comune, rafforzare il collegamento con le società professionistiche e accompagnare con maggiore efficacia i giovani talenti nel passaggio verso la Nazionale maggiore.
Maldini e la maglia azzurra: una storia lunga 126 presenze
Il rapporto tra Paolo Maldini e la Nazionale italiana è iniziato molto prima dell’incarico dirigenziale.
Con l’Italia, Maldini ha collezionato 126 presenze, partecipando a quattro Campionati del Mondo e a tre edizioni degli Europei. È stato per anni capitano degli Azzurri e uno dei difensori più rappresentativi nella storia del calcio internazionale.
Non ha mai vinto un grande trofeo con la Nazionale, ma ha raggiunto la finale del Mondiale del 1994 e quella del Campionato Europeo del 2000.
La sua esperienza potrà essere utile soprattutto nella costruzione di un ambiente nel quale i calciatori comprendano pienamente il valore della maglia azzurra e la responsabilità derivante dal rappresentare l’Italia.
La prima grande decisione riguarderà il commissario tecnico
Uno dei primi dossier che Maldini e Leonardo dovranno affrontare sarà quello relativo alla guida tecnica della Nazionale maggiore.
La scelta del commissario tecnico dovrà essere coerente con il nuovo progetto federale e non potrà essere considerata una decisione isolata. Il futuro allenatore dovrà condividere la visione tecnica della FIGC, collaborare con il Club Italia e contribuire alla crescita di un’identità comune tra le diverse selezioni nazionali.
Proprio questo potrebbe rappresentare il principale elemento di discontinuità rispetto al passato: non scegliere soltanto un allenatore, ma costruire intorno a lui una struttura tecnica stabile, competente e riconoscibile.
Maldini sarà inevitabilmente uno dei protagonisti della decisione, insieme a Malagò e con il supporto consultivo di Leonardo.
Una nuova era per il calcio italiano
La nomina di Paolo Maldini produce un impatto simbolico immediato, ma la vera valutazione dovrà essere effettuata sui risultati e sulla capacità di incidere concretamente sull’organizzazione federale.
Il prestigio personale non sarà sufficiente. Serviranno autonomia decisionale, risorse, collaborazione con i club e una programmazione che non venga modificata dopo i primi risultati negativi.
L’Italia ha bisogno di ritrovare continuità, competitività e capacità di valorizzare i propri giovani. La scelta di Maldini sembra andare nella direzione di affidare il progetto a una figura che conosce il calcio ai massimi livelli e che, durante la propria carriera, ha sempre rappresentato equilibrio, serietà e senso delle istituzioni sportive.
Con Maldini alla guida tecnica, Leonardo come advisor e Malagò alla presidenza della FIGC, il calcio italiano apre dunque una nuova fase.
Una fase nella quale il peso della storia dovrà trasformarsi in capacità di progettare il futuro.

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