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L’Argentina non muore mai. Dal 0-2 al 3-2.

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L’Egitto gioca una partita perfetta per 85 minuti

Una partita che sulla carta non aveva storia ma che dimostra come in questo mondiale non ci sono più le squadre imbattibili di una volta e che ogni partita si deve sempre giocare.

La squadra di Salah gioca una partita tatticamente perfetta per 83 minuti. Già dai primi minuti, la pressione e le ripartenze degli egiziani mettono in crisi la difesa dell’Argentina.

L’inizio, di marca Argentina, lasciava immaginare una partita dall’esito scontato ed invece al minuto quindici, sugli sviluppi di un calcio di punizione, la testa di Ibrahim porta avanti l’Egitto.

La reazione dell’Argentina non si fa attendere ed al minuto diciannove, Tagliafico viene travolto in area, calcio di rigore ma Messi che dal dischetto si fa ipnotizzare da Shobeir.

Il portiere dell’Egitto diventa l’assoluto protagonista della partita ed al minuto ventotto salva ancora i suoi con un intervento miracoloso su MacAllister che calcia a botta sicura ma trova pronto il numero uno egiziano.

Messi prova a farsi perdonare al minuto trentuno con un calcio di punizione che termina sul palo. L’Argentina prova in tutti i modi a pareggiare la partita ma il primo tempo termina 1-0 per l’Egitto.

La ripresa non cambia il canovaccio della partita. L’Argentina attacca in massa ma si espone alle ripartenze egiziane. Proprio in una delle tante ripartenze, l’Egitto trova la rete del raddoppio ma viene annullata per un fallo all’inizio dell’azione.

L’Egitto continua a difendersi e ripartire ed al minuto sessantasette, Zico, chiude un contropiede magistrale che porta l’Egitto clamorosamente in vantaggio 2-0.

I volti smarriti dei giocatori argentini sembrano precludere ad una eliminazione assurda ma l’Argentina in campo ha giocatori che possono riaprire le partite da un momento all’altro e così al settantanovesimo da un cross di Messi, nasce il goal del 1-2 di Romero.

Partita riaperta, adesso l’Argentina ci crede e Messi, al minuto ottantatrè calcia di sinistro un pallone che termina sul suo mancino dopo un rimpallo. La palla sbatte sulla parte bassa della traversa e finisce in rete.

L’Argentina l’ha ripresa ed ora l’inerzia è tutta dalla parte dei sudamericani.

Le due squadre si sbilanciano, entrambe cercano di vincerla e da una ripartenza, l’assist del subentrante Lautaro Martinez, trova la testa di Fernandez che insacca e manda l’Argentina in Paradiso.

L’Argentina arriva ai quarti di finale ed aspetta la vincente tra Svizzera e Colombia confermando un percorso che fino a questo momento non ha visto affrontare nessuna squadra di prima fascia.

Le lacrime di Messi a fine partita mostrano tutta la sofferenza di una nazionale che era ad un passo dal baratro.

Lionel, indossa una maglia che da sempre ha un peso enorme, la 10 dell’Argentina non sarà mai una maglia banale e chiudere la carriera in nazionale con un altro mondiale sarebbe la chiusura perfetta.

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