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Striano, maxi incendio in un capannone: nube nera visibile a chilometri

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incendio striano luglio 2026

Il rogo è divampato il 7 luglio in un deposito di materiale elettrico e idraulico. Decine di vigili del fuoco impegnati nelle operazioni

STRIANO – Un incendio di enormi proporzioni ha devastato un capannone adibito al deposito di materiale elettrico e idraulico nella periferia di Striano. Il rogo è divampato nel primo pomeriggio di martedì 7 luglio 2026, poco dopo le 13:20, all’interno di una struttura situata in via Rivolta, in prossimità del confine con San Valentino Torio.

Le fiamme hanno rapidamente avvolto il deposito e interessato la copertura dell’edificio, alimentate dai materiali presenti all’interno. In pochi minuti una gigantesca colonna di fumo nero e denso si è innalzata sopra l’intera zona, oscurando il cielo e suscitando forte preoccupazione tra residenti e lavoratori.

Secondo le testimonianze raccolte sul territorio, la nube avrebbe superato l’area dell’autostrada, spingendosi fino alle pendici della montagna di Palma Campania. Le immagini scattate dall’alto restituiscono la dimensione dell’emergenza: il capannone completamente avvolto dal fumo, le fiamme lungo il tetto e numerosi mezzi di soccorso schierati intorno alla struttura.

Decine di vigili del fuoco impegnati nell’intervento

Sul posto sono state mobilitate numerose squadre dei Vigili del Fuoco, comprese unità provenienti dall’area di Nola e rinforzi dei comandi di Napoli e Salerno. Complessivamente, nelle ore più critiche, hanno operato circa cinquanta pompieri, distribuiti in una decina di squadre, con autoscale, autobotti e mezzi speciali.

I soccorritori, dotati di autorespiratori, hanno lavorato in condizioni estremamente difficili a causa dell’intensità delle fiamme, del calore e della densità del fumo. L’obiettivo principale è stato circoscrivere il fronte dell’incendio, impedire che il rogo raggiungesse le strutture vicine e mettere in sicurezza l’intera area.

Le fotografie mostrano i vigili del fuoco impegnati a pochi metri dal capannone, circondati da una massa compatta di fumo grigio e nero. Diverse linee idriche sono state predisposte lungo il piazzale mentre le autoscale operavano sulla copertura dell’edificio.

Nessun ferito, ma grande preoccupazione per l’ambiente

Nonostante la gravità dell’incendio, non risultano persone ferite. La principale preoccupazione si è concentrata sulle possibili conseguenze ambientali provocate dalla combustione di materiali elettrici, idraulici e componenti in plastica custoditi nel deposito.

L’Arpac ha avviato dalle ore 17 il monitoraggio della qualità dell’aria, installando un campionatore ad alto flusso per rilevare l’eventuale presenza di diossine, furani e policlorobifenili. A circa tre chilometri dal luogo dell’incendio è stato inoltre attivato un laboratorio mobile in grado di misurare polveri sottili, monossido di carbonio, ossidi di azoto, benzene e altri inquinanti atmosferici.

L’invito ai cittadini: porte e finestre chiuse

A causa della vasta nube di fumo, il Comune di Striano ha adottato misure precauzionali, invitando i cittadini a tenere chiuse porte e finestre e a spegnere gli impianti di condizionamento o ventilazione capaci di prelevare aria dall’esterno. Indicazioni analoghe sono state diffuse anche nei comuni limitrofi.

Ai residenti è stato inoltre consigliato di proteggere alimenti, coltivazioni e animali domestici dall’esposizione alla cenere e ai residui prodotti dalla combustione, in attesa dei risultati ufficiali delle analisi ambientali.

Cause ancora da accertare

Le cause del vasto incendio non sono state ancora chiarite. Soltanto dopo il completo raffreddamento della struttura e la conclusione delle operazioni di messa in sicurezza sarà possibile effettuare i rilievi tecnici necessari per individuare il punto di origine delle fiamme.

Al momento non risultano elementi sufficienti per stabilire con certezza la natura del rogo. Le autorità competenti dovranno verificare le condizioni dell’impianto, i materiali presenti nel deposito e ogni altra circostanza utile alla ricostruzione dell’accaduto.

Quello del 7 luglio resterà un pomeriggio difficile da dimenticare per Striano e per l’intero territorio circostante. La spaventosa colonna di fumo, visibile da numerosi comuni dell’Agro e dell’area vesuviana, ha mostrato con evidenza la gravità di un’emergenza che ha richiesto un imponente dispiegamento di uomini e mezzi.

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