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Rifiuti abbandonati a Qualiano, scoppia il caso dopo il post del sindaco
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Dopo l’annuncio del sindaco su un conferimento errato di rifiuti, il presunto responsabile replica e chiarisce: “Erano indumenti, non spazzatura”
Dopo il nostro articolo, che riportava l’annuncio del sindaco di Qualiano Raffaele De Leonardis sull’individuazione di un conferimento di rifiuti non corretto, la vicenda si arricchisce di nuovi elementi. Il presunto responsabile dell’abbandono si è infatti riconosciuto nell’immagine oscurata pubblicata dal primo cittadino sui social e ha deciso di intervenire pubblicamente.
La replica
Il primo commento è apparso sotto il nostro post, che riportiamo integralmente per diritto di replica. A scrivere è la moglie dell’uomo indicato come autore del gesto (marito e moglie usano lo stesso profilo):
“Ancora state pubblicando foto di mio marito ovunque le denunce le meritate voi per privacy e per falsa notizia, perché all’interno delle buste c’erano indumenti e non rifiuti!!!!!! BASTA!!!!”
Una presa di posizione netta, che contesta sia la natura del materiale abbandonato sia la diffusione dell’immagine, seppur oscurata. Ma la replica più articolata arriva direttamente sotto il post del sindaco De Leonardis, dove la stessa persona (in questo caso il marito) si rivolge in modo diretto al primo cittadino.
La replica al Sindaco
Nel lungo commento si ribadisce che nelle buste vi fossero indumenti e non rifiuti, ammettendo però un errore:
“Senta erano indumenti non erano rifiuti informatevi bene, semplicemente è stato fatto l’errore di non svuotare le buste negli appositi contenitori l’errore è stato di averle lasciate lì, ma non si preoccupi ero io verrò proprio di persona al comune a parlare con voi, non capisco come si permette a offendere in modo gratuito quando all’interno delle buste erano abiti! Vuole parlare tanto di pulizia e lei è il primo a non tenere nemmeno una villa comunale per bambini pulita, dove i nostri figli giocano, si è preoccupato di costruirne un’altra senza avere un po di manutenzione per quella vecchia, sapete essere fiscali solo con quello che dite voi, prendete immagini della gente e sparate sentenze così al vento, boh io sto scioccato!“.
Nel messaggio emergono anche critiche politiche e amministrative, con riferimenti allo stato di manutenzione delle ville comunali per bambini e all’uso dei social per “sparare sentenze al vento”. Il tono è quello di chi si sente offeso e messo alla gogna pubblica, pur riconoscendo di aver lasciato le buste a terra.
Per fare chiarezza sulla vicenda, abbiamo contattato direttamente il sindaco Raffaele De Leonardis. Il primo cittadino ha precisato il proprio ruolo e quello della Polizia Municipale:
“Si tratta di un’operazione che sta portando avanti il Comando della Polizia Municipale. Non conosco i protagonisti della vicenda. C’è un video di una telecamera trappola che mostra quanto è accaduto”.
“Ho semplicemente indicato nel mio post una persona che sta scaricando delle buste a terra alle due del pomeriggio. Non ho indicato nè nomi, nè generalità”, ha aggiunto il Sindaco
“Non sono certo io a dover controllare i contenuti. I controlli e l’eventuale multa li fa la Polizia Municipale”, chiarisce De Leonardis, aggiungendo una riflessione finale: “Rispondendo si sono autodenunciati? Dicono che hanno lasciato qualcosa a terra? Sinceramente non so cosa dire”Se vengono li posso accompagnare al Comando, ma più di questo non posso”.
Il protagonista della vicenda sosteniere che si trattava di abiti, lasciati perché i contenitori non sarebbero stati svuotati. Noi gli crediamo, ci mancherebbe altro, e gli diamo voce. Tuttavia è necessario chiarire un punto fondamentale.
Il punto di vista giuridico
Dal punto di vista giuridico, i contenitori per indumenti usati sono punti di raccolta autorizzati. Tutto ciò che viene lasciato all’esterno dei contenitori rientra nell’abbandono di rifiuti ai sensi dell’articolo 192 del Decreto Legislativo 152/2006, ed è quindi sanzionabile, indipendentemente dal fatto che si tratti di vestiti ancora utilizzabili.
Le sanzioni previste per i privati cittadini vanno indicativamente da 300 a 3.000 euro, con possibili aggravanti se l’abbandono crea degrado o intralcio.
In alcune città può esistere una tolleranza operativa di fatto, ma non è una norma e non tutela il cittadino in caso di controllo. Il comportamento corretto resta quello di utilizzare un altro contenitore disponibile, attendere lo svuotamento o rivolgersi ai centri di raccolta comunali o alle associazioni autorizzate.
Anche se si tratta di indumenti, nel momento in cui vengono lasciati a terra diventano giuridicamente rifiuti urbani abbandonati. Su questo punto la legge non lascia spazio a interpretazioni.

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