Entertainment
Marocco: Passaggio a Tetouan
Pubblicato
4 settimane fail

Tra il Rif e il Mediterraneo, fuori dai soliti circuiti turistici, dove il Marocco è ancora autentico
A Tetouan non capiti per caso, scegli di andarci.
L’esclusione dai più classici itinerari turistici ha preservato l’originale essenza di questa città che può risultare turbante perfino per chi, dai contrasti del Marocco, è magneticamente attratto.

E’ una scelta consapevole che non lascia indifferenti, un’esperienza forte ma necessaria ai sensi, ormai troppo intorpiditi dall’attuale modalità di viaggio, più volta all’estetica che all’alterità.
Tetouan è accecante: “l’Andalusa”, la“Figlia di Granada”, la “Colomba bianca ” sospesa in volo è l’immagine restituita dalle case rivestite a calce che, col sole, contrastano con la sagoma dorata della kasbah e delle antiche mura.
Tetouan è asfissiante: in quei giorni umidi dal cielo plumbeo l’aria diventa pesante e gli sentori del traffico, dei mercati, degli scarichi urbani si sommano assumendo persistenze decisamente opprimenti.

Tetouan è assordante: l’Ensanche e la Medina sfidano il silenzio con volumi alti. Musica nei caffè affacciati sulle piazze, clacson nei boulevard della città nuova, colpi cadenzati degli artigiani all’opera con i loro strumenti fanno risuonare gli antichi souk di ritmi tipici dei singoli mestieri.
Soprattutto, Tetouan è sorprendente.
Rispetto ad altre mete del Paese, invase e adattate fin troppo alle esigenze del turismo di massa, questa città ancora appartiene completamente ai suoi abitanti e si concede volentieri ai visitatori discreti che, tra influenze spagnole e tradizioni magrebine, scoprono sfumature ancora originali del Marocco.
Qui, dove si sono incrociati tribù berbere delle montagne del Rif, pirati venuti dal mare, profughi in fuga dal regno di El Andalous della fine del Medioevo e dove oggi, musulmani, ebrei e cattolici convivono senza fare notizia.
Tamuda, sulla costa mediterranea, è il sito di epoca romana, dove inizia la storia conosciuta di Tetouan.
Oggi, invece con i suoi resort, è diventata località di riferimento per un turismo balneare di alto livello.

L’Ensanche, la città nuova, è un rimando decadente all’architettura andalusa: un’eredità coloniale degli anni ’20 del secolo scorso in cui era Protettorato spagnolo, di cui Place Moulai el Mehdi, con la Chiesa di Nostra Signora della Vittoria, è il perno urbano e religioso per gli osservanti di fede cattolica. Dal lato opposto del Boulevard Hassan II, si apre la scenografica piazza che ospita il Khalifat e Dar el Mahkzen, l’inaccessibile residenza reale. I suoi interni si possono solo immaginare: lussureggianti giardini moreschi di palme e fontane, circondati dalla probabile successione di sale rivestite con zellije colorate, trine gessose di tadelakt e tridimensionali geometrie delle muquarnas sui soffitti in legno di cedro.

La Medina, Patrimonio Unesco dal 1997, svela a coloro che si addentrano tra le sue stradine tutti i segreti delle meravigliose lavorazioni artigiane che qui si preservano.
Sembra un groviglio in apparenza inestricabile: salite, archi, passaggi stretti e bui, riparati da tetti di tegole verdi e coperture ombreggianti, dove perfino la luce diventa raggio solo quando trova il giusto spazio.

Per attraversarla facilmente, bisogna seguire i simboli colorati sul selciato o agli angoli delle vie, che indicano la direzione per scovare moschee, fontane e le porte che, anticamente, ne aprivano l’accesso tra le mura difensive: Bab Rouah è l’ingresso alla Medina dal quartiere ebraico, Bab Oqla è la porta del mare, Bab Sebta invece conduce al cimitero che, come vuole la tradizione, è situato fuori le mura.

Seguendo questa mappa dal linguaggio universale, mentre intenti nella ricerca di eccezionali tesori, si scopre la quotidianità di questa comunità: donne che ricamano i tradizionali mendyl di rosso e di blu e uomini che presidiano gli usci stracolmi delle botteghe, mentre consumano il loro pasto frugale a base di kesra e jben, semplici focacce di pane di semola con il tipico formaggio berbero di montagna, avvolto nelle foglie di palma.

Attenzione: Tetouan ti attraversa mentre l’attraversi!
Sono davvero forti le sensazioni davanti a certe scene, tipiche dei vecchi souk, dove alimenti di ogni tipo vengono esposti in vendita, in maniera del tutto inconcepibile alle nostre latitudini.
E’ necessario sospendere ogni giudizio e andare oltre, soprattutto col pensiero.

Quelle colonne di libri ingialliti, quelle montagne di scarpe consunte, quei cumuli di piccoli elettrodomestici e ricambi vari, quei vestiti usati raccontano storie di bisogni, di mancanze e privazioni, oggetti da economia di recupero (talvolta anche di estremo utilizzo) che invita a ricalibrare, almeno un po’, i propri concetti di “necessario” e “superfluo”.
Anche se in città differenti, quando si esplora una Medina, accadono sempre le stesse strane cose: non si esce mai da dove si è entrati, non si esce mai come si è entrati.

Nella scenografia di Place Feddan, la vista si apre sulle pendici della Djebel Dersa, dove la Kasbah e la Medina si incontrano e dove la città avvolge ogni viaggiatore in un simbolico abbraccio di commiato.

“L’Andalusa”, la“Figlia di Granada”, la “Colomba bianca ” insegna che è possibile la pace tra persone di fede differente, quando ad accomunarle è il dialogo e la volontà di guardare al futuro e soprattutto quanto può essere dignitosa l’umiltà. Questo forse è il dono prezioso di Tetouan ai suoi ospiti e ai viaggiatori di passaggio che avranno solo l’onere di rispettarne l’autenticità.

Pensioni INPS, stop ai rimborsi: quando la restituzione non è dovuta

Torrioni, furto di piante e danni al bosco: denunciato 50enne

1 Maggio 2026, Terranova (FMPI): “Produttività e IA per aumentare gli stipendi e salvare le PMI”

Infermiere rapina una donna con un bisturi: shock a Calvizzano, arrestato dai Carabinieri

Festa del Lavoro 1 Maggio 2026: significato, storia e perché è ancora attuale

Nola, blitz antidroga contro il clan Russo: 23 arresti per traffico di stupefacenti e armi

Omicidio Raffaele Cinque a Poggioreale: tre arresti per l’agguato del 21 gennaio 2024

Qualiano, rifiuti abbandonati sulla viabilità di servizio Grande Viabilità

Clan Contini, droga con il delivery a Napoli: 13 arresti

Stesa al Parco Verde di Caivano: tre arresti, indagini sui nuovi assetti della camorra

Nola, blitz antidroga contro il clan Russo: 23 arresti per traffico di stupefacenti e armi

Omicidio Raffaele Cinque a Poggioreale: tre arresti per l’agguato del 21 gennaio 2024

Qualiano, rifiuti abbandonati sulla viabilità di servizio Grande Viabilità

Clan Contini, droga con il delivery a Napoli: 13 arresti


