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Formazione digitale e green: 50 milioni alle PMI del Sud. Dal 12 marzo domande su Invitalia per il bando MIMIT 

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Il MIMIT stanzia 50 milioni di euro per la formazione digitale e green delle PMI del Sud Italia, con incentivi a fondo perduto e percorsi certificati in ambiti ad alto contenuto tecnologico e innovativo.

La competitività delle imprese del Mezzogiorno passa sempre più dalla qualità del capitale umano. Con questa consapevolezza, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha stanziato 50 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di competenze specialistiche in ambito digitale e green nelle PMI del Sud Italia.

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Si tratta di una misura strategica che punta a rafforzare la capacità delle imprese meridionali di affrontare la transizione tecnologica ed ecologica, favorendo un aggiornamento strutturale delle competenze interne.

L’incentivo è rivolto alle PMI con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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Particolarmente significativa è la previsione di una riserva del 40% delle risorse destinata alle imprese appartenenti alle filiere:

  • automotive
  • moda
  • tessile
  • arredamento

Il decreto direttoriale delimita con precisione le aree di intervento. I percorsi formativi dovranno riguardare ambiti ad alto contenuto tecnologico e innovativo, tra cui:

Intelligenza Artificiale, con applicazioni concrete nei processi aziendali;

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Semiconduttori, per lo sviluppo di competenze nella progettazione e gestione di componentistica avanzata;

Connettività avanzata (5G e reti industriali evolute);

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Cybersecurity, per la protezione dei dati e la resilienza delle infrastrutture digitali.

Elemento qualificante della misura è l’obbligo di conseguire certificazioni o attestazioni ufficiali di competenza, così da garantire un impatto concreto e misurabile sull’organizzazione aziendale.

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Le domande potranno essere presentate esclusivamente in via telematica attraverso la piattaforma Invitalia, a partire dal:

  • 12 marzo 2026
  • Fino al 14 maggio 2026

La procedura è a sportello, con assegnazione dei fondi in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze, fino a esaurimento delle risorse.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, con intensità variabile in relazione alla dimensione dell’impresa e al piano formativo presentato.

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Dal punto di vista giuridico e operativo, è fondamentale che le imprese:

  • predispongano con anticipo un progetto formativo strutturato e coerente con le linee del decreto;
  • raccolgano preventivi dettagliati e documentazione tecnica;

valutino eventuali profili di cumulabilità con altri incentivi (nazionali o regionali), nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato.

Trattandosi di una misura con fondi limitati e forte domanda potenziale, la tempestività sarà determinante..

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La sfida non è soltanto accedere al contributo, ma utilizzare le risorse per avviare un percorso di trasformazione strutturale.

Perché oggi più che mai, la competitività non si acquista: si costruisce attraverso la conoscenza.

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