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Codacons contro ampliamento porto di Salerno: allarme ambientale

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Il Codacons Salerno denuncia i rischi dell’ampliamento del porto: minacce alle spiagge pubbliche, impatti ambientali e richiesta di intervento delle autorità

Il Codacons Salerno aderisce alla battaglia contro l’ampliamento del porto commerciale

Troppe cose non sono chiare, afferma il Presidente Codacons Campania Avv. Matteo Marchetti, “non sono chiari gli effetti positivi che avrebbe sull’economia il prolungamento della banchina; non sono chiare le incidenze sull’ambiente di un’opera di notevole portata, senza contare che non sono diffusenemmeno le misure di mitigazione”.

“Il Codacons proporrà alle altre associazioni e ai comitati – dice l’Avv. Pierluigi Morena del Codacons – di presentare un dossier all’Unesco perché vi sia una presa di coscienza anche da parte di Enti sovranazionali che sono chiamati a prendere posizione su beni che essi stessi riconoscono come di pregio paesaggistico”.

I pochi spazi pubblici costieri rimasti non possono essere sacrificati nel nome di un presunto piano di sviluppo che in realtà appare del tutto privo di criterio

Non tutto può essere piegato alle logiche del profitto e della speculazione. Le Autorità competenti pensino piuttosto a migliorare la vita dei cittadini con misure semplici, capaci di dare vera attuazione alle norme europee.

È giusto denunciare il rischio serio di cancellazione delle spiagge pubblica a ridosso del molo, è seria la possibilità di ridimensionamento del litorale di Marina di Vietri sul Mare e di Cetara

Il Codacons chiede che l’Autorità portuale e, per quanto di competenza il Comune di Salerno, si attivino per:

  1. fornire informazioni sulle infrastrutture e si chiariscano innanzitutto i tempi di apertura al traffico di
  2. Porta Ovest;
  3. istituire una task force per una maggiore integrazione tra città e porto.
  4. Creare un ecosistema città-porto più sostenibile e sano;
  5. istituire strumenti di rilevazione permanente della qualità dell’aria e delle emissioni derivanti dalle
  6. attività in porto con relativa pubblicazione dei dati;
  7. istituire un presidio permanente di Polizia municipale per la regolamentazione del traffico in via
  8. Porto;
  9. Rendere effettiva l’esecuzione del Piano di gestione delle acque, con istituzione di un monitoraggio
  10. permanente della qualità delle acque e degli sversamenti in mare da parte delle navi, con
  11. pubblicazione dei dati;
  12. Richiedere periodicamente rapporti ambientali per garantire che gli utenti portuali siano conformi
  13. alle norme;
  14. far rispettare il principio del “chi inquina paga” in caso di incidente;
  15. Aprire un dibattito per abbattere le barriere e aprire, ove possibile, lo scalo marittimo alla città.
  16. Questa è la svolta vera di cui ha bisogno la città, non opere faraoniche o inutili, questa la politica delle
  17. cose possibili e condivise con i cittadini.

Nota stampa – Codacons

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