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Cisal. 1° Maggio: lavoro, diritti e futuro per Caserta, l’analisi del Segretario Palumbo 

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Filiera bufalina

Cisal Caserta, Palumbo: “Lavoro fragile e ritardi strutturali nel territorio”

In occasione del 1° maggio, il Segretario generale della Cisal Caserta, Ferdinando Palumbo, richiama l’attenzione sul significato profondo della Festa dei Lavoratori, da vivere non solo come momento celebrativo, ma come occasione di analisi sulle reali condizioni del lavoro e sulle principali criticità che interessano la provincia di Caserta. Il quadro che emerge è quello di un territorio stabilmente collocato nelle ultime posizioni delle classifiche sulla qualità della vita, con indicatori negativi su occupazione, servizi, sicurezza e capacità di sviluppo, un ritardo strutturale che continua a pesare sulla crescita economica e sulla tenuta sociale dell’intera area provinciale.

Al centro delle criticità resta il tema del lavoro, dove le forme di irregolarità hanno assunto oggi configurazioni più complesse rispetto al passato: ore non contabilizzate, utilizzi distorti della contrattazione e, in alcuni casi, ricorso agli accordi di prossimità anche in assenza di reali condizioni di crisi aziendale, da cui derivano precarietà diffusa, compressione dei redditi e progressivo indebolimento del tessuto sociale.

A ciò si aggiunge il fenomeno dell’emigrazione giovanile, particolarmente evidente nell’Alto Casertano, con una perdita progressiva di capitale umano e competenze. Un’attenzione specifica è rivolta al comparto agroalimentare, settore strategico per l’economia provinciale, ancora segnato dagli effetti della vicenda della brucellosi bufalina e da alcune fragilità strutturali, ma anche caratterizzato da elementi di sviluppo legati alla presenza di grandi gruppi multinazionali nell’imbottigliamento e nella trasformazione, capaci di generare occupazione e attrarre investimenti, pur tra persistenti criticità organizzative ed economiche. Resta centrale il tema della sicurezza sul lavoro, con il ripetersi di infortuni in diversi settori, in particolare costruzioni, industria, agricoltura e logistica; la Cisal sottolinea come l’attuale sistema basato su tavoli e protocolli non sia sufficiente, in quanto spesso limitato alla sola ricostruzione degli eventi senza incidere in modo risolutivo sulle cause, anche in sede di audizione parlamentare, alla quale il sindacato ha partecipato con l’ingegnere gestionale Mauro Naddei, ribadendo la necessità di strumenti più incisivi e strutturali.

Nel comparto della sicurezza civile, la Cisal rivendica inoltre la scelta di non sottoscrivere recenti conciliazioni relative alla regolarizzazione del ROL, caratterizzate da piani di rientro fino a 18 rate, rinviando le pratiche alla competente ITL a tutela sostanziale dei lavoratori in un contesto ispettivo ancora fragile. Sul piano infrastrutturale, viene accolta positivamente l’apertura dello svincolo di Maddaloni, considerata un miglioramento per la mobilità e i collegamenti strategici del territorio, pur in presenza di ulteriori criticità ancora aperte, sempre aperta la questione aeroporto di Grazzanise.

Nel litorale domizio, in particolare nell’area di Castel Volturno, permangono condizioni di degrado urbano, fragilità abitative e marginalità sociale; in tale contesto si inserisce la posizione della Cisal sul progetto del CPR, espressa non in chiave ideologica ma sulla base di valutazioni provenienti da diverse componenti della società civile e del territorio, con perplessità legate alla coerenza dell’intervento rispetto a una più ampia strategia di rilancio turistico, ambientale ed economico dell’area, restando ferma la necessità di una opportuna integrazione dei migranti regolari anche stagionali che assicurano continuità in alcuni settori. Un ulteriore elemento centrale riguarda le politiche per la famiglia e per l’occupazione femminile, considerate asse portante dello sviluppo sociale ed economico, poiché una occupazione femminile stabile e qualificata rappresenta infatti una condizione essenziale per garantire adeguati livelli di reddito ai nuclei familiari e alle famiglie monogenitoriali.

All’interno di questo quadro si inserisce anche il tema delle prestazioni socio-sanitarie: nell’ambito di Aversa, la Cisal è impegnata affinché le famiglie con persone con disabilità non siano più costrette a sostenere integralmente il costo delle prestazioni necessarie, ma possano contare su un sistema di sostegno più equo e realmente accessibile; più in generale, si evidenziano diffuse criticità nella fruizione dei servizi sociali su scala provinciale, con difficoltà nel garantire continuità, accessibilità ed efficacia delle prestazioni rivolte alle fasce più fragili della popolazione.

In questo contesto, ribadisce Palumbo :“Il sindacato non è un’agenzia che disbriga pratiche, ma un soggetto politico non partitico del territorio volto ad incidere su tematiche di sviluppo, lavoro e coesione sociale”.

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