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Rissa dopo Fiorentina-Roma Primavera: la Procura Figc apre un’inchiesta. Zaniolo nel mirino
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11 mesi fail
Il caos negli spogliatoi dopo la semifinale Primavera: due versioni opposte dei fatti tra Roma e Fiorentina, con Nicolò Zaniolo al centro della polemica. La Procura federale indaga.
ROMA – La Procura Federale della Figc ha ufficialmente aperto un’inchiesta per chiarire quanto accaduto al termine della semifinale del campionato Primavera tra Fiorentina e Roma, disputata lunedì 26 maggio e vinta 2-1 dalla squadra viola. Al centro dell’indagine ci sarebbe una presunta rissa scoppiata negli spogliatoi, che, secondo la versione giallorossa, sarebbe stata innescata dalla presenza e dal comportamento dell’ex calciatore romanista Nicolò Zaniolo, oggi alla Fiorentina, ma presente in tribuna per assistere alla partita.
Secondo quanto riferito dalla Roma, Zaniolo sarebbe sceso negli spogliatoi al termine dell’incontro e avrebbe assunto atteggiamenti provocatori nei confronti dei giocatori della Primavera giallorossa. “Durante il confronto – si legge nel comunicato ufficiale del club capitolino – sarebbero stati colpiti fisicamente due calciatori della formazione Primavera. La AS Roma condanna con fermezza ogni forma di comportamento aggressivo o non conforme ai valori dello sport”.
La Fiorentina, dal canto suo, respinge con decisione le accuse. In una nota ufficiale, il club toscano ha riportato direttamente la versione dei fatti fornita da Zaniolo, che si difende:
“Al termine della partita sono sceso negli spogliatoi per complimentarmi con i ragazzi della Fiorentina e poi sono passato nello spogliatoio della Roma per salutare e complimentarmi anche con loro per la stagione, ma ad un certo punto hanno iniziato ad insultarmi quindi, a quel punto, per evitare che la situazione degenerasse, ho preferito andare via.”
In seguito, Zaniolo ha aggiunto ulteriori chiarimenti:
“Non c’è stata alcuna provocazione da parte mia. Sono andato negli spogliatoi con l’intenzione di fare i complimenti a entrambi i gruppi di ragazzi, come segno di sportività. Non mi aspettavo una reazione del genere. Quando ho capito che il clima si stava surriscaldando, ho preferito allontanarmi per evitare problemi.”
La vicenda si complica ulteriormente per il fatto che tutto sarebbe avvenuto negli spogliatoi, quindi fuori dalla portata dell’arbitro e senza una documentazione ufficiale del direttore di gara. Toccherà ora al capo della Procura federale, Giuseppe Chinè, fare chiarezza sull’accaduto. Il primo passo sarà l’avvio degli interrogatori delle parti coinvolte, per raccogliere testimonianze e verificare eventuali responsabilità disciplinari.
Un episodio spiacevole che macchia il finale di una partita sentita e combattuta e che getta un’ombra sul comportamento extra-campo di un giocatore che, seppur non coinvolto direttamente nella gara, potrebbe ora dover rispondere di un atteggiamento giudicato inopportuno o provocatorio.

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