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Esteri

Ucraina, spiragli di pace tra ambiguità e diplomazia: Trump annuncia negoziati, Putin frena sul cessate il fuoco

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Il presidente Usa annuncia l’inizio immediato dei negoziati tra Mosca e Kiev, ma Putin frena: “Servono compromessi”

ROMA – Si riaccende il fronte diplomatico sul conflitto in Ucraina, ma restano forti le incognite su tempistiche e volontà reali. Dopo una lunga telefonata durata oltre due ore tra Donald Trump e Vladimir Putin, il presidente americano ha annunciato che Mosca e Kiev sarebbero pronte a iniziare “immediatamente” i negoziati per una tregua e, soprattutto, “per la fine della guerra”. Una notizia che scuote il panorama internazionale, ma che al momento non trova conferma concreta nelle parole del Cremlino.

Putin, intervenuto dalla località russa di Sochi, ha mantenuto una posizione più prudente: ha parlato genericamente di un memorandum per un futuro trattato di pace, ribadendo la necessità di “compromessi” e di “eliminare le cause di fondo” del conflitto. Nessun impegno su un cessate il fuoco immediato, né tantomeno sullo stop di 30 giorni auspicato dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dall’Ucraina.

Trump ottimista, ma senza dettagli

L’ex tycoon americano, oggi alla Casa Bianca, ha comunque descritto la conversazione con Putin come “eccellente” per toni e contenuti, e ha rilanciato l’idea di ospitare i negoziati in Vaticano. “Sarebbe fantastico”, ha dichiarato, elogiando la disponibilità del Papa e del Vaticano a fare da mediatore.

Tuttavia, le sue dichiarazioni lasciano spazio a molte interpretazioni: ha sottolineato che le condizioni dei negoziati saranno stabilite esclusivamente da Kiev e Mosca, quasi a voler segnare un passo indietro rispetto al ruolo diretto di Washington nei dettagli del processo negoziale.

Zelensky resta cauto: ‘Nessun arretramento’

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto disponibile a esaminare l’offerta russa, ma ha ribadito una linea rossa invalicabile: nessun ritiro da Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia. Un punto su cui Mosca insiste da tempo, e che resta uno degli ostacoli principali a qualsiasi soluzione negoziale.

Meloni al centro del dialogo euroatlantico

Sul fronte europeo, Giorgia Meloni continua a giocare un ruolo attivo. Dopo aver parlato con Trump prima della sua telefonata con Putin, ha presieduto un vertice a Palazzo Chigi con JD Vance e Ursula von der Leyen, per ribadire l’impegno congiunto Usa-Ue verso un “nuovo inizio” nei rapporti transatlantici e nella gestione della crisi ucraina.

“Italia pronta a fare la sua parte per facilitare i contatti e lavorare per la pace“, ha affermato Meloni, lasciando intendere che Roma potrebbe diventare un punto di riferimento nei negoziati, insieme al Vaticano.

Il Cremlino: contatti ristabiliti, ma niente scadenze

Il portavoce Dmitry Peskov ha confermato che i contatti tra Russia e Ucraina sono stati ristabiliti, ma ha frenato sugli entusiasmi. “Non ci sono scadenze e non possono essercene”, ha detto, sottolineando che i negoziati saranno complessi e che i dettagli faranno la differenza. Anche sulla sede degli eventuali colloqui, nessuna decisione definitiva: “La proposta del Papa è nota, ma nulla è stato ancora deciso”.

Un equilibrio ancora instabile

Dietro le dichiarazioni pubbliche, restano le tensioni geopolitiche e le incertezze sulle reali intenzioni del Cremlino. Molti osservatori leggono l’apertura di Putin come un tentativo di guadagnare tempo e consolidare le posizioni sul campo, mentre a Washington si punta sulla pressione diplomatica e sulle sanzioni per costringerlo al tavolo.

Le prossime settimane saranno decisive: l’Italia ospiterà il 10-11 luglio la Ukraine Recovery Conference, che potrebbe assumere una valenza cruciale se si materializzasse un cessate il fuoco. Nel frattempo, Meloni e gli alleati europei dovranno continuare a bilanciare il rapporto con gli Stati Uniti e le dinamiche intra-Ue, in un contesto reso ancora più fluido da rivalità interne e tensioni con la Francia di Macron.

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