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Ultima Generazione: Roma, Scarti di verdura al verdura al ministero dell’agricoltura

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Il settore agricolo è stato trasformato in una macchina da business che ha perso completamente il legame con il territorio

Roma, 2 aprile 2025- Questa mattina alle ore 9.00, sette persone aderenti alla campagna Il Giusto Prezzo di Ultima Generazione hanno lasciato scarti di verdura all’ingresso del Ministero dell’Agricoltura e delle foreste, srotolando striscioni con scritto “Ultima Generazione” e “Giusto Prezzo”, come protesta contro l’incapacità del governo di tutelare realmente l’agricoltura italiana. 

Giorgia Meloni fa l’equilibrista, ma a cadere saranno gli agricoltori italiani. Il governo continua a giocare su più tavoli, cercando di non scontentare nessuno, ma nel frattempo non sta facendo assolutamente nulla per sostenere chi lavora la terra. L’agricoltura italiana è in crisi, eppure Meloni e il ministro Lollobrigida continuano a vendere la favola del contadino-patriota, di un’agricoltura eroica e sovranista, mentre la realtà dell’insostenibilità economica della maggior parte delle aziende agricole, unita ai danni della crisi climatica, si impone con tutta la sua durezza.

Federica, 18 anni, ha dichiaratoOgni giorno a scuola mi insegnano che il governo dovrebbe proteggere i cittadini, ma è un inganno. Io ho 18 anni, cosa mi sta garantendo questo governo per il mio futuro? Il prezzo del cibo schizza alle stelle e continuerà a farlo, mentre la crisi climatica devasta i raccolti con grandinate e siccità, lasciando gli agricoltori in ginocchio. Meloni e Lollobrigida che fanno? Parlano, promettono, ma alla fine inseguono solo i loro interessi!

AGRICOLTORI E CONSUMATORI INGANNATI

Meloni e Lollobrigida si sono dimostrati incapaci di affrontare i problemi reali dell’agricoltura italiana. L’inflazione climatica e i cambiamenti ambientali stanno aggravando ulteriormente la situazione. Le siccità e le alluvioni distruggono i raccolti, riducono la disponibilità di risorse naturali e aumentano i costi, ma il governo continua a ignorare queste crisi strutturali. Meloni preferisce continuare a parlare di sovranità alimentare e agricoltura sostenibile, ma nei fatti continua a incentivare un’agricoltura che dipende completamente dal mercato globale e dai grandi interessi economici.

Il governo non ha una strategia chiara per difendere il settore agricolo. Da un lato, si promettono interventi per supportare gli agricoltori, ma dall’altro si continua a incentivare un sistema agricolo destinato principalmente all’export, svendendo il Made in Italy e distruggendo i territori. La verità è che l’agricoltura è ormai ridotta a un modello di business, le campagne italiane sono invase da monocolture per la produzione di prodotti destinati esclusivamente ai mercati esteri, come i noccioleti per la Nutella, i vigneti per il prosecco, o i campi di grano utilizzati per produrre pasta con materia prima importata. In questo sistema, l’agricoltura non è più legata alla qualità e alla tradizione, ma è ridotta a merce da vendere al miglior offerente.

Il risultato di questa logica di business è che i veri prodotti del Made in Italy, simbolo di cultura e tradizione, sono sempre più relegati a prodotti di lusso, accessibili solo a una ristretta élite. I consumatori, in molti casi, sono costretti ad accontentarsi di imitazioni a basso costo, prodotte con ingredienti scadenti e lontani dalla genuinità che il nostro paese ha sempre rappresentato.

Ultima Generazione denuncia l’ennesima presa in giro del governo e chiede che la politica agricola italiana venga strappata dalle mani di chi la usa solo per convenienza elettorale. Serve un’agricoltura che garantisca qualità, sostenibilità e autodeterminazione per i produttori, invece di lasciarli ostaggio delle logiche di mercato.

COSA CHIEDIAMO?

PROTEGGERE I RACCOLTI: L’agricoltura italiana sta affrontando una crisi senza precedenti. Siccità, ondate di calore, grandinate e alluvioni devastano i campi, compromettendo raccolti e coltivazioni. Dobbiamo proteggere i raccolti e, per farlo, è necessario promuovere una transizione verso un nuovo sistema agricolo che sia resiliente e sostenibile economicamente ed ecologicamente.

AGGIUSTARE I PREZZI: Il costo degli alimenti nei supermercati sta diventando insostenibile, mentre ai produttori arriva solo una minima parte del prezzo finale. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire immediatamente per garantire un giusto prezzo al cibo, equo per chi compra e per chi produce.

FAR PAGARE I RESPONSABILI: Chi rompe paga. Vogliamo che a finanziare questa transizione verso un sistema agricolo più sostenibile non siano le nostre tasse ma siano, piuttosto, gli extraprofitti dei reali responsabili della crisi attuale – la finanza, la GDO, i top manager delle multinazionali del cibo e l’industria del fossile.

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