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Primavera, tempo di ripartire

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Tre destinazioni per immergersi nella bellezza della Natura che si rigenera.

Il calendario ci aggiorna che è primavera anche se il meteo non sempre è d’accordo. Tra marzo e aprile sono previsti, cambiamento climatico permettendo, alcuni degli eventi naturali che rendono davvero speciali alcune destinazioni di viaggio, già normalmente dotate di grande fascino. Questi processi naturali, pur ripetendosi ogni anno, si riconfermano essere potenti calamite attrattive per tantissimi viaggiatori che, desiderando di vivere queste esperienze, si preparano a mettersi in viaggio.

 “Hanami” lo chiamano i giapponesi: quel rituale tradizionale di contemplare la “Sakura”, la stagionale fioritura dei ciliegi che investe diverse aeree del territorio del paese del Sol Levante, in tempi diversi, durante la primavera. La piena fioritura non dura che pochi giorni.

ciliegi in fiore

Gli alberi di ciliegio, carichi di fiori, somigliano a nuvole dalle sfumature che vanno dal bianco perlaceo al rosa tenue; i loro petali sono così delicati che, non appena accarezzati dal vento, si trasformano in una pioggia incantata e ineluttabile, che dona allo spettatore un monito importante: l’eternità è un’illusione e ogni momento presente necessita di consapevolezza.

La temporaneità è la caratteristica in comune con un altro importante appuntamento primaverile in Europa. A Lisse, nei Paesi Bassi, a circa 35 chilometri da Amsterdam, il parco botanico “Keukenhof” ha già aperto le sue porte e, ogni anno i numeri sono impressionanti: oltre un milione e mezzo di visitatori per sette milioni di fiori da bulbo, soprattutto narcisi, giacinti e, ovviamente, tulipani.

tulipani souvenir

Uno spettacolo cromatico incredibile che regala emozioni a tinte forti  che però dura troppo poco. Il parco resta aperto meno di due mesi, quest’anno dal 20 marzo all’11 maggio. Una palese esortazione, se per questa primavera risultasse già tardi, ad organizzarsi in anticipo, per la prossima.

Giardino di Ninfa: Ruderi e Ruscelli 

Eppure, per lasciarsi coinvolgere nel processo di rigenerazione della natura che rinasce dopo il riposo invernale, non c’è bisogno di prendere l’aereo né di percorrere centinaia di chilometri: basta raggiungere Cisterna di Latina, nel Lazio, per ammirare quello che il “New York Times” ha decretato come il giardino romantico più bello del mondo. 

Il “Giardino di Ninfa” è un’oasi di bellezza che racchiude in sé il patto tra la ciclicità della natura, la costanza umana e la sensibilità femminile che, nel corso dei secoli, ne ha garantito la cura. Dalle radici profonde risalenti all’epoca romana (il suo nome si deve infatti alla presenza di un tempio dedicato alle divinità delle sorgenti), i resti dell’antica città di Ninfa giungono ad oggi attraverso la successione, tra Medioevo e Rinascimento, di antiche famiglie nobiliari quali i Conti e  i Colonna, anche se si deve soprattutto alle donne della casata Caetani dal 1921 in poi, la creazione di un luogo ameno che lascia incantati.

L’accostamento tra elementi naturali e artificiali sono tratti tipici del giardino all’inglese, dove il deciso intervento umano lascia comunque la sovranità alla Natura, che restituisce una varietà di microclimi capaci di far convivere insieme essenze provenienti da diverse latitudini.

Questo accordo d’armonia genera un vero e proprio mondo botanico dalle fiabesche scenografie visive alle quali, oltre alle innumerevoli sfumature dai toni freddi della vegetazione, si aggiungono sprazzi di colore che, a seconda delle stagioni, interrompono la continuità del verde.

“Bosco” di Bambù

Come accompagnamento musicale, i suoni dell’acqua che, scorrendo, zampillando, cascando da diverse altezze, producono note diverse in perfetto accordo con il cinguettio delle oltre 100 specie di uccelli censiti, presenti nel parco.

Giardino di Ninfa, Camelie in fiore

Glicini, roseti rampicanti, camelie, meli, ciliegi e tantissime varietà di piante, persino una “foresta” di bambù: una collezione quasi infinita che, insieme ai resti delle chiese e dei ruderi medioevali, attendono di essere scoperti o ritrovati, (in piena estate, al tramonto) grazie alle visite guidate nei giorni di apertura, da prenotare, rigorosamente, in anticipo.

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