Esteri
Corea del Sud: Unità tra governo e opposizione nella richiesta di dimissioni di Yoon Suk-yeol
Pubblicato
2 anni fail

Il presidente Yoon è accusato di violazione costituzionale per la dichiarazione di legge marziale, ora revocata, che ha scatenato proteste e richieste di impeachment
In Corea del Sud, la politica ha visto un’inusuale alleanza tra la maggioranza di governo e le forze di opposizione nella richiesta di dimissioni del presidente Yoon Suk-yeol, dopo la controversa dichiarazione della legge marziale, che è stata successivamente ritirata.
Il People Power Party (PPP), che detiene la presidenza ma non ha una maggioranza parlamentare, e il partito Democratico (DP), che controlla l’Assemblea Nazionale insieme ad altri partiti di opposizione, hanno unito le forze per chiedere le dimissioni di Yoon, accusandolo di una grave violazione costituzionale.
La situazione è esplosa dopo che il presidente Yoon ha annunciato la legge marziale, poi revocata poche ore dopo sotto la pressione del Parlamento e delle proteste popolari. Il fatto che la legge marziale fosse stata dichiarata senza l’approvazione del Consiglio di Stato ha sollevato dubbi sulla sua legittimità, alimentando l’indignazione politica.
Il leader del PPP, Han Dong-hoon, ha definito l’episodio “tragico” e ha chiesto che i responsabili, in particolare il ministro della Difesa Kim Yong-hyun, che avrebbe suggerito la mossa, rispondano delle loro azioni. Inoltre, il partito Democratico ha annunciato che, in assenza di dimissioni, avvierà una mozione di impeachment contro Yoon, ritenendo che la sua azione costituisca una violazione della Costituzione.
Per avviare una procedura di impeachment, sarebbe necessaria una maggioranza di due terzi del Parlamento, ovvero 200 dei 300 deputati, una cifra che attualmente potrebbe essere raggiunta se il DP e gli altri piccoli partiti di opposizione unissero i loro voti.
La situazione ha spinto anche il principale sindacato sudcoreano a indire uno sciopero generale, chiedendo le dimissioni di Yoon. Gli assistenti più stretti del presidente si sono offerti di dimettersi in massa, ma il presidente ha posticipato un incontro previsto per spiegare la gestione della crisi.
Il caos generato dalla dichiarazione di legge marziale e la sua revoca, combinato con la mancanza di un’adeguata procedura legale, ha messo Yoon sotto una crescente pressione politica, con il rischio di una grave crisi istituzionale.
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