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La corte europea condanna Google per abuso di posizione dominante
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2 anni fail

Google dovrà pagare 2,4 miliardi per abuso di posizione dominante. I giudici di Lussemburgo hanno annunciato l’illegalità per agevolazioni fiscali di 13 miliardi
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso due sentenze significative che influenzeranno il panorama economico e fiscale europeo.
Da un lato, ha confermato l’ammenda di 2,4 miliardi di euro inflitta a Google per abuso di posizione dominante; dall’altro, ha ordinato all’Irlanda di recuperare 13 miliardi di euro di aiuti fiscali illegali concessi a Apple.
Google e l’ammenda da 2,4 miliardi di euro
La Corte ha respinto l’impugnazione di Google e della sua casa madre Alphabet, confermando così la sanzione di 2,4 miliardi di euro imposta dalla Commissione Europea.
La multa era stata inflitta per aver abusato della sua posizione dominante nel mercato dei motori di ricerca per favorire il proprio servizio di comparazione di prodotti.
Questo caso sottolinea l’impegno dell’Unione Europea nel garantire condizioni di concorrenza leale nel mercato digitale.
L’Irlanda e il recupero da 13 miliardi di euro da Apple
Più rilevante è la decisione riguardante Apple e l’Irlanda. La Corte ha annullato la sentenza del Tribunale dell’Unione Europea che aveva respinto la decisione della Commissione Europea del 2016.
Secondo quest’ultima, l’Irlanda aveva concesso al gigante tecnologico un aiuto di Stato illegale attraverso ruling fiscali preferenziali che avevano permesso ad Apple di evitare il pagamento di imposte dovute in misura significativa.
Dal 1991 al 2014, i ruling fiscali dell’Irlanda avevano approvato metodi di determinazione degli utili imponibili per le filiali irlandesi di Apple, escludendo gli utili derivanti dalle licenze di proprietà intellettuale.
Questo approccio aveva comportato un vantaggio fiscale illecito per Apple, calcolato dalla Commissione in 13 miliardi di euro. La Corte di Giustizia ha ribadito che il Tribunale era incappato in errori di valutazione e ha ordinato all’Irlanda di procedere al recupero dei fondi.
Queste decisioni hanno implicazioni significative per il settore tecnologico e il sistema fiscale europeo.
La conferma dell’ammenda a Google dimostra l’intensificazione della regolamentazione contro le pratiche anticoncorrenziali, mentre il recupero dei fondi da Apple rappresenta un precedente importante nella lotta contro l’agevolazione fiscale ingiustificata a favore di grandi multinazionali.
le sentenze della Corte di Giustizia dell’UE riflettono un approccio più rigoroso e sistematico nella regolamentazione delle pratiche fiscali e commerciali delle grandi aziende, mirato a garantire una maggiore equità e competitività nel mercato europeo
Infine un portavoce dell’azienda ha dichiarato: “Siamo delusi dalla decisione della Corte. Questa sentenza si riferisce a un insieme di fatti molto specifico. Abbiamo apportato modifiche nel 2017 per conformarci alla decisione della Commissione europea e il nostro approccio ha funzionato con successo per oltre sette anni, generando miliardi di clic per oltre 800 servizi di comparazione prezzi”
Link della sentenza europea: EUR-Lex – 62022CJ0048 – EN – EUR-Lex (europa.eu)

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