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Austria: vacanza imperiale nel regno del sale
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2 anni fail

Austria: Bad Ischl e la regione austriaca del Salzkammergut. Le destinazioni della cultura europea per il 2024.
In Austria, esistono luoghi ameni con paesaggi da cartolina d’epoca, dipinta con i colori intensi delle tinte più fresche: l’azzurro del cielo, il blu profondo delle acque, tutte le sfumature di verde intenso della vegetazione, senza tralasciare qualche nube grigia, spesso solo di passaggio.

Luoghi in cui si respira sempre aria pulita, in cui le temperature estive consentono ancora di vivere le giornate all’aria aperta, cosa che alle nostre latitudini ormai non è poi così scontata.
La scelta perfetta di chi sceglie una vacanza mirando al riequilibrio psicofisico, al ricaricarsi di energia: quel mix derivante dal giusto riposo, dal circondarsi di una natura rigogliosa, dal buon bere e dal buon mangiare, dalla fruizione dello sport e della cultura, il tutto calibrato sulla base della propria attitudine e dei propri interessi.

Sono tanti gli elementi positivi della scelta dell’Austria come meta per una vacanza estiva alternativa, soprattutto quest’anno che vede la città di Bad Ischl e altre 22 località del distretto del Salzkammergut designate come “Capitale Europea della Cultura 2024” (insieme alle città di Bodø in Norvegia e Tartu in Estonia).
Una serie di progetti volti alla conservazione della memoria, alla valorizzazione del territorio attraverso le sue tradizioni, utilizzando queste come viatico verso un futuro sostenibile di gestione delle risorse materiali e umane, puntando verso un turismo più di qualità e meno “mordi e fuggi”, che spesso danneggia il territorio più che sostenerlo.

Una dichiarazione di intenti che si traduce in una serie di iniziative speciali che si aggiungono a quelle tradizionalmente offerte, per “ingolosire” ulteriormente il turista esperienziale e il viaggiatore tradizionale. Gli elementi fondanti della regione sono l’acqua e il sale, per via della presenza di numerosi laghi, delle sorgenti termali e dell’attività di estrazione del locale “oro bianco”, risalente pare addirittura a settemila anni fa, fondamentale per l’economia. Lo slogan promozionale “La cultura è il nuovo sale” dice tutto.
La creazione di una speciale “app” consente di visitare autonomamente Bad Ischl: lo schermo del proprio cellulare fornirà attraverso la realtà aumentata, una visione della città con dettagli storici e architettonici del presente e del passato; sono previste anche passeggiate di gruppo con speciali audio guide che consentono non solo di esplorare la cittadina guidati da un computer, ma anche interazione tra i turisti, promuovendo connessioni reali tra le persone.
In alcuni giorni, addirittura si potrà provare l’esperienza della gravità ridotta nello spazio, attraverso il galleggiamento in una vasca di salamoia (alta concentrazione di sale in una determinata quantità d’acqua), supportate da immagini ad altra definizione proiettate sotto una cupola di 18 metri. Innovative modalità di connessione si affiancano a quelle tradizionali, come i concerti, visto che la musica è un pilastro fondamentale dell’offerta culturale austriaca.

Probabilmente, l’importante investitura culturale di quest’anno porterà la fama della cittadina di circa 14.000 abitanti oltre i confini nazionali, ma Bad Ischl vanta un turismo interno di tutto rispetto da sempre.

Perfino l’Imperatore Franz Joseph e la sua consorte Elisabetta, la famosissima Principessa Sissi, trascorrevano le loro vacanze qui e la loro residenza costituisce una delle principali attrazioni della città.

La Kaiservilla, dono di nozze dell’Arciduchessa Sofia nel 1853, madre dell’imperatore, stupisce per l’assenza della fastosità a cui si è abituati quando si pensa alla corte degli Asburgo.


Pur essendo una residenza imperiale, è ridotta nelle sue dimensioni, razionale negli arredi e descrive una quotidianità più semplice fatta di riposo, lettura, passeggiate nella natura: un condensato dell’ “essere in vacanza”, che accomuna tutti da sempre, reali e non (battute di caccia a parte, che erano, al tempo stesso, passatempo preferito e attività diplomatica di quell’epoca ormai lontana). La villa è anche un luogo storicamente molto importate.

Sulla scrivania dello studio di Franz Joseph è visibile un documento eccezionale firmato dall’Imperatore il 28 luglio 1914: una copia della dichiarazione di guerra alla Serbia, scaturita dall’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, che sancì di fatto l’inizio della Prima guerra Mondiale.

L’acqua e il sale sono gli elementi portanti di un’altra piccolissima località, nel Salzkammergut, divenuta vera e propria meta da sogno dai turisti di tutto il mondo: Hallstatt.

Circondata dalle montagne che si tuffano nel lago su cui si affaccia, un gruppetto di case dai tetti spioventi, gerani ai balconi e un campanile aguzzo che ne delinea uno skyline ormai inconfondibile.

La ripidissima salita in funicolare conduce all’ingresso delle miniere di sale, una vera e propria città sotterranea, la cui visita consente di conoscere l’attività di estrazione che ha tenuto in vita il borgo di minatori, prima di diventare una delle destinazioni di viaggio più amate, soprattutto dai cinesi che ne hanno persino realizzato una copia in Cina.
Una cartolina reale, in cui i colori non son ritoccati, dove i cigni esistono per davvero, talmente perfetta da ispirare, pare, la Disney per la creazione del regno di Arendelle di Frozen.
Hallstatt però è forse uno dei casi più controversi di “overtourism”: il piccolissimo borgo di 800 abitanti circa si vede invadere ogni giorno da una marea di visitatori (oltre 10.000 al giorno), un flusso incontenibile che mette in risalto la problematica del contingentamento, proprio come accade per esempio, anche per Venezia e Firenze.
La bellezza da regione austriaca, per fortuna, travalica le stagioni e ciò suggerisce di approfittare anche di altri periodi: le atmosfere magiche sono garantite anche con la luce morbida dell’autunno e con le sfumature siderali della neve
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