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Nusco, sequestrato il depuratore dell’area industriale: indagini su scarichi, rifiuti ed emissioni
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Il provvedimento della Procura di Avellino dopo un’attività investigativa avviata anche in seguito alla denuncia di circa 400 cittadini. Secondo quanto riportato nel comunicato, sarebbero emerse criticità nella gestione dell’impianto e nel trattamento dei reflui. Il depuratore è stato provvisoriamente restituito al gestore per consentire il ripristino delle condizioni di corretto esercizio entro 60 giorni.
NUSCO (AV) – I Carabinieri del Gruppo Forestale di Avellino, insieme ai reparti territoriali, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo con facoltà d’uso relativo al depuratore situato nell’area industriale di Nusco.
Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, che ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 18 settembre 2026. La stessa misura prevede la restituzione provvisoria dell’impianto all’ente gestore, con l’obiettivo di consentire il ripristino delle condizioni di corretto funzionamento entro un termine di 60 giorni.
Le indagini sul depuratore
Secondo quanto riferito dalla Procura, la misura cautelare sarebbe il risultato di una complessa attività investigativa coordinata dall’Autorità giudiziaria e condotta dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Bagnoli, insieme alla locale Stazione territoriale e con il supporto del personale dell’ARPAC.
Dagli accertamenti, sempre secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, l’ente gestore del depuratore industriale non avrebbe provveduto regolarmente allo smaltimento dei fanghi di depurazione e non avrebbe garantito il corretto funzionamento dei sistemi di depurazione, ozonizzazione e abbattimento delle emissioni.
Sarebbero inoltre emerse criticità relative alla regolarizzazione degli scarichi che confluiscono nel corso d’acqua adiacente all’impianto.
L’indagine partita dopo la denuncia di circa 400 cittadini
Un elemento significativo riguarda l’origine degli accertamenti.
La Procura riferisce infatti che l’attività investigativa si sarebbe sviluppata in seguito alla denuncia di circa 400 cittadini e alle successive analisi effettuate nel tempo dai tecnici dell’ARPAC.
Secondo quanto riportato nel documento, tali controlli avrebbero rilevato la presenza di sostanze inquinanti considerate pericolose e il conseguente superamento dei limiti previsti per i parametri analizzati.
Indagato il responsabile dell’impianto
Il responsabile del depuratore, un uomo di 65 anni, sarebbe stato deferito nell’ambito delle indagini per ipotesi di reato riguardanti la gestione e il deposito illecito di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, nonché per il presunto scarico illecito di acque reflue industriali.
Si tratta, è opportuno precisarlo, di ipotesi investigative ancora da accertare.
La stessa Procura sottolinea infatti che il provvedimento è stato adottato nella fase delle indagini preliminari, che contro la misura sono previsti gli strumenti di impugnazione stabiliti dalla legge e che la persona sottoposta a indagine deve essere considerata presunta innocente fino a sentenza definitiva.
Fonte: Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino – comunicato stampa del 18 settembre 2026.

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