Cronaca
Maltrattamenti alla moglie, Ariano: stop con divieto di avvicinamento
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Ariano Irpino, maltrattamenti in famiglia: disposta misura cautelare con divieto di avvicinamento alla moglie e ai figli
Ariano Irpino, misura cautelare per maltrattamenti
A Ariano Irpino, i Carabinieri della locale Stazione hanno eseguito un’ordinanza applicativa del divieto di avvicinamento nei confronti di un uomo, gravemente indiziato, allo stato delle indagini, del reato di maltrattamenti ai danni della moglie.
Il provvedimento dispone l’obbligo di mantenere una distanza di almeno mille metri dalla persona offesa, dai figli e dai luoghi da loro abitualmente frequentati, oltre al divieto assoluto di comunicare con le vittime. A diffondere la notizia una comunicazione della Procura di Benevento.
Anni di violenze e minacce
L’attività investigativa nasce dalla denuncia della donna, che ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine dopo anni di comportamenti violenti, minacciosi e prevaricatori da parte del marito.
Una situazione descritta come ormai insostenibile, tanto da spingerla ad allontanarsi dall’abitazione familiare.
Il racconto dei figli e le prove
Le dichiarazioni della vittima sono state ritenute attendibili anche alla luce delle testimonianze dei figli, che hanno confermato il clima familiare segnato da continui episodi di violenza fisica e verbale.
A supporto del quadro indiziario è stata acquisita anche la fotografia di una cicatrice sul corpo della donna, riconducibile a una presunta aggressione avvenuta in passato.
Tutela delle vittime e intervento delle istituzioni
L’episodio riporta l’attenzione sul fenomeno dei maltrattamenti in famiglia, una realtà che spesso si consuma nel silenzio delle mura domestiche.
L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine e della magistratura rappresenta uno strumento fondamentale per interrompere situazioni di violenza, garantendo protezione non solo alle vittime dirette, ma anche ai figli, spesso coinvolti in contesti di violenza assistita.
L’importanza della denuncia
Le autorità ribadiscono l’importanza di denunciare tempestivamente episodi di violenza, primo passo per uscire da condizioni di pericolo e avviare un percorso di tutela.
Si precisa che la misura è stata adottata nella fase delle indagini preliminari ed è suscettibile di impugnazione. L’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, come previsto dalla legge.

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