Esteri
Sudan, esami a rischio per gli studenti: allarme UNICEF
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2 mesi fail

Sudan, UNICEF denuncia: studenti senza pari accesso agli esami nazionali a causa del conflitto e delle condizioni di sicurezza
Sudan, diritto allo studio a rischio per migliaia di studenti
In Sudan il diritto all’istruzione è sempre più compromesso a causa del conflitto in corso. A lanciare l’allarme è Etleva Kadilli, direttrice regionale dell’UNICEF per l’Africa orientale e meridionale, che sottolinea la necessità di garantire a tutti gli studenti la possibilità di sostenere gli esami nazionali in condizioni eque e sicure.
Secondo l’organizzazione, l’impossibilità di accedere agli esami sta creando profonde disparità tra i giovani.
Esami come unica opportunità per il futuro
Per molti studenti sudanesi, gli esami rappresentano una tappa fondamentale per poter proseguire il proprio percorso formativo.
“I bambini in tutto il Sudan hanno lo stesso diritto fondamentale all’istruzione e dovrebbero poter sostenere gli esami nazionali in condizioni di sicurezza e regolarità, indipendentemente da dove si trovino”, ha dichiarato Kadilli.
Negli ultimi anni, infatti, migliaia di ragazzi hanno visto la propria istruzione interrompersi a causa della guerra, senza riuscire a completare il ciclo scolastico.
Disuguaglianze tra studenti e rischio di esclusione
La situazione è aggravata dalle differenze territoriali. Studenti che vivono in zone di conflitto, contesti di sfollamento o all’estero rischiano di non avere accesso agli stessi programmi di esame rispetto a chi si trova in aree più stabili.
Secondo UNICEF, un sistema non uniforme potrebbe compromettere il valore dei titoli di studio e ridurre le opportunità future per migliaia di giovani.
Un’intera generazione a rischio
Le conseguenze vanno oltre l’ambito scolastico. Per una generazione già segnata dal conflitto, il mancato accesso all’istruzione può tradursi in difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro e nella partecipazione alla ricostruzione del Paese.
“Garantire che tutti gli studenti sudanesi possano sostenere lo stesso esame, ovunque si trovino, è essenziale per salvaguardare sia i loro diritti oggi sia le loro prospettive per il futuro”, ha aggiunto la direttrice UNICEF.
La richiesta alle autorità e alle parti in conflitto
UNICEF chiede che siano adottate misure concrete per assicurare lo svolgimento degli esami in modo sicuro, accessibile e uniforme. Tra le priorità indicate vi sono un maggiore coordinamento tra le parti coinvolte e il rispetto del principio di neutralità dell’istruzione.
L’organizzazione ha ribadito la propria disponibilità a supportare il processo, sottolineando che la scuola deve restare al centro della tutela dei diritti dei minori, anche in contesti di crisi.

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