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Qualiano, il sindaco contro il vandalismo: Perché distruggere ciò che è di tutti?

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Dal campetto di minibasket sorto sul terreno confiscato alla camorra, il sindaco De Leonardis interviene sul vandalismo e sul degrado urbano, ma restano interrogativi su repressione e prevenzione

L’intervento del sindaco dal simbolo della legalità

Il sindaco di Qualiano, Raffaele De Leonardis, è intervenuto pubblicamente sul crescente fenomeno del vandalismo che colpisce arredi urbani e spazi pubblici destinati soprattutto ai giovani. Lo ha fatto da un luogo altamente simbolico: il campo di minibasket realizzato su un terreno confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla comunità, oggi purtroppo ridotto in condizioni di evidente degrado.

Un luogo che dovrebbe rappresentare riscatto, legalità e futuro, ma che invece mostra i segni di un’incuria profonda, aggravata da atti vandalici ripetuti.

Telecamere distrutte e strutture danneggiate

Il campetto, come denunciato dallo stesso primo cittadino, versa in uno stato preoccupante: telecamere di videosorveglianza rotte, strutture danneggiate, segni evidenti di distruzione. Un paradosso che colpisce ancora di più se si considera che proprio su quell’area erano puntati gli “occhi elettronici” installati per proteggerla e tanto altro.

Ed è qui che sorgono le prime domande legittime. Se le telecamere erano attive prima di essere distrutte, qualcuna ha ripreso qualcosa? Sono stati individuati i responsabili? E soprattutto: ai colpevoli è stata comminata la giusta punizione?

Il senso dei gesti e le domande irrisolte

Il sindaco si interroga pubblicamente sul senso di distruggere ciò che di bello viene costruito per la comunità, in particolare per i giovani. Una domanda condivisibile, che tocca corde profonde e chiama in causa il tema del rispetto, dell’educazione civica e del rapporto tra cittadini e beni comuni. Sarebbe necessario un intervento simile ogni settimana da altri punti sensibili della città.

Ma accanto ai giusti interrogativi del Sindaco di Qualiano se ne affiancano altri, altrettanto urgenti. Perché il fenomeno del vandalismo tende ad aumentare invece di diminuire? Quali politiche di repressione sono state realmente messe in campo negli ultimi anni? E come sono state affiancate a quelle, indispensabili ma non sufficienti da sole, di educazione al rispetto del decoro urbano come il video prodotto dal Minibasket?

Repressione ed educazione: un equilibrio ancora da trovare

È evidente che l’educazione alla legalità e al rispetto degli spazi pubblici sia fondamentale, soprattutto tra i più giovani. Ma è altrettanto evidente che senza una repressione efficace e visibile, il messaggio che passa è quello dell’impunità. Un messaggio pericoloso, che alimenta l’emulazione e trasforma il vandalismo in una sfida, in un rito di gruppo, in un gesto di forza fine a se stesso.

Il campetto di minibasket, nato come simbolo di riscatto da un passato criminale, rischia così di diventare il simbolo opposto: quello di una comunità che fatica a difendere ciò che ha conquistato.

Una sfida che riguarda tutta la città

L’intervento del sindaco riporta il tema del vandalismo al centro del dibattito cittadino, ma apre anche a una riflessione più ampia. Difendere il decoro urbano non significa solo riparare ciò che viene distrutto, spendendo risorse economiche prezione, ma prevenire, controllare, punire quando serve e coinvolgere la comunità in modo attivo.

Interrogarsi è giusto. Ora, però, i cittadini si aspettano anche risposte concrete: sui controlli, sulle responsabilità e sulle azioni intraprese. Perché senza un cambio di passo deciso, il rischio è che il degrado continui a correre più veloce delle buone intenzioni, nonostante il Primo cittadino De Leonardis si dica ottimista e fiducioso.

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