Politica
Referendum, Anf: Giustizia sottomessa a politica è una esagerazione
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Giampaolo Di Marco: indipendentemente dal referendum, serve una riforma della giustizia condivisa e concreta
Bologna. Sul tema più infuocato della campagna referendaria agli sgoccioli, Giampaolo Di Marco, segretario generale dell’Anf (Associazione nazionale forense), in una intervista al “Qn-Quotidiano nazionale” a pochi giorni dal voto, avvisa: “La suggestione che la politica possa cambiare le regole per sottomettere la giustizia, da tecnico, non mi pare percorribile nel nostro ordinamento. Di sicuro non con una riforma del genere. E’ una delle tante esagerazioni del dibattito attuale”.
A prescindere da esito serve riforma giustizia
Di Marco: Se vince ‘sì’ ci sarà subito bisogno di dialogo istituzionale
“Comunque vada la consultazione elettorale, la giustizia va riformata. E va fatto insieme”. Ad affermarlo è l’avvocato Giampaolo Di Marco che dal 2021 guida come segretario generale l’Associazione nazionale forense (Anf). Intervistato dal “Qn-Quotidiano nazionale” Di Marco, che non nasconde il suo orientamento per il “sì” alla proposta di modifica dell’ordinamento, sposta il focus del dibattito quando afferma: “Lasciamo ai giuristi i tecnicismi sul sorteggio e aspetti simili. Mettiamo al centro i problemi quotidiani della giustizia. Uno su tutti l’innalzamento delle competenze dei giudici di pace, un ambito che oggi grida vendetta“. Del resto, fa però anche notare il presidente dell’Anf, “la separazione delle carriere è l’elemento meno divisivo. Ed è una storica battaglia dell’avvocatura”.
In ogni caso, se vincesse il sì “confrontarci diventa fondamentale. Ci sarà immediato bisogno di un dialogo istituzionale che permetta di applicare la riforma e declinarla nella legge ordinaria”, spiega il legale, segnalando che ad esempio “oggi l’autonomia della magistratura requirente non ha uno spazio costituzionale. La riforma creerà questo spazio e sarà fondamentale che tale principio venga calato nella quotidianità dei processi in maniera coerente”. Altro aspetto da considerare- continua- è poi che “oltre al Csm, si sdoppierà anche la funzione di guida e controllo del presidente della Repubblica. Bisognerà declinare questa doppia garanzia. Sfumature non di poco conto per i giuristi e i costituzionalisti“.
Rispetto all’ipotesi di una vittoria del “no”, di marco commenta: “E’ fondamentale che la spinta riformatrice non si arresti. Certo, bisognerà capire quando i tempi saranno maturi per una nuova azione. Di sicuro non in questa legislatura. Ma va considerato che anche questa riforma non nasce oggi: ci sono disegni di legge, a firma anche di Tina Anselmi, datati 1974, che affrontano molti degli argomenti oggi in discussione”.

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