Esteri
Guerra in Medio Oriente 2026: gli USA e Israele contro l’Iran, il conflitto oltre i confini
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Aggiornamenti sul conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran con impatti regionali e internazionali soprattutto economici
Un’escalation militare senza precedenti
Il conflitto militare tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran è entrato nella sua settima giornata con un’escalation di attacchi su ampia scala. L’azione militare, denominata Operazione Ruggito del Leone da parte israeliana, è iniziata il 28 febbraio 2026 con raid aerei e missilistici coordinati contro siti strategici in Iran, incluso l’aeroporto e obiettivi di comando a Teheran e altre città. L’obiettivo dichiarato da Washington e Tel Aviv è degradare le capacità militari iraniane e impedire lo sviluppo di armi nucleari.
Le forze congiunte hanno distrutto strutture di difesa, siti di missili balistici e sistemi radar, con l’uso massiccio di bombardieri e droni statunitensi e israeliani.
Ritorsioni iraniane e partecipazione regionale
In risposta agli attacchi, l’Iran ha lanciato missili e droni contro obiettivi in territorio israeliano e basi statunitensi nei Paesi del Golfo. L’escalation ha coinvolto anche Hezbollah in Libano, che ha bombardato aree nel sud di Israele, portando a intensi bombardamenti israeliani sulle zone controllate dal gruppo libanese.
Il conflitto ha causato centinaia di morti e feriti su entrambi i fronti e un’ampia ondata di evacuazioni civili in Libano.
Colpita ambasciata Usa a Riad
Un incendio “limitato” è scoppiato nella notte tra lunedì e martedì all’ambasciata americana a Riad in seguito a un attacco di due droni, ha annunciato il ministero della Difesa saudita. “L’ambasciata americana a Riad è stata attaccata da due droni, che hanno causato un incendio limitato e danni materiali minori all’edificio”, ha dichiarato un portavoce del ministero.
Distrutta la sede della TV Iraniana
Israele annuncia di avere bombardato e distrutto la tv pubblica iraniane, già bersagliata più volte nei giorni scorsi.
I media iraniani hanno riferito di esplosioni a Teheran, dove è stata attaccata anche la sede dell’emittente di Stato (Irib). Le trasmissioni dell’emittente al momento non risultano interrotte.
In Libano invece colpita la TV di Hezbollah a Beirut: si tratta dell’emittente televisiva libanese Al-Manar, affiliata a Hezbollah. La stessa emittente colpita ha dichiarato che i suoi uffici nella periferia sud di Beirut sono stati bombardati dall’esercito israeliano.
Colpita anche una base Usa in Barhein
La Guardia rivoluzionaria iraniana martedì mattina ha annunciato di avere lanciato una nuova ondata di attacchi, L’obbiettivo una base militare statunitense in Bahrein, e di averla distrutta. “In questo attacco, 20 droni e tre missili hanno colpito gli obiettivi, distruggendo l’edificio di comando principale e le caserme della base aerea statunitense e incendiando i depositi di carburante”, così ha dichiarato in un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa iraniana Fars.
Impatto civile e blocchi nei trasporti
Le operazioni militari hanno portato a chiusure di spazi aerei e aeroporti in molte nazioni del Medio Oriente, con migliaia di voli cancellati e passeggeri bloccati.
Nel frattempo, fonti ufficiali riferiscono di un calo del traffico mercantile attraverso lo Stretto di Hormuz di circa il 70% a causa delle tensioni, con un impatto diretto sul commercio globale di petrolio.
Reazioni diplomatiche e diritto internazionale
Il conflitto è approdato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove il Segretario Generale dell’ONU ha condannato l’uso della forza da entrambe le parti e invitato a un de-escalation immediata, sottolineando i rischi di un conflitto più ampio.
Analisti di diritto internazionale hanno osservato che le azioni militari congiunte possono sollevare questioni legali significative, poiché il diritto internazionale limita l’uso della forza a situazioni di autodifesa immediata o a decisioni del Consiglio di Sicurezza.
Dichiarazioni dei vertici politici
- Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che la guerra potrebbe richiedere “del tempo” ma che non sarà un conflitto pluriennale, ribadendo la necessità di eliminare le minacce percepite dallo Stato iraniano.
- L’amministrazione degli Stati Uniti, pur mantenendo l’obiettivo di neutralizzare le capacità iraniane, ha segnalato contrasti interni sul proseguimento delle operazioni e sulla durata del conflitto.
Implicazioni globali
L’escalation in Medio Oriente ha fatto salire i prezzi dei beni rifugio come l’oro, riflettendo l’incertezza sui mercati globali.
Con la situazione ancora in divenire, analisti internazionali sottolineano che la guerra potrebbe avere effetti duraturi sulla stabilità regionale, sulle rotte commerciali e sulle relazioni diplomatiche tra potenze mondiali.
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran nel marzo 2026 rappresenta una delle più significative crisi di politica estera e sicurezza internazionale degli ultimi anni, con impatti militari, civili e diplomatici che si estendono ben oltre i confini del Medio Oriente. La situazione rimane fluida e suscettibile di ulteriori escalation nei prossimi giorni.

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