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Politica

Calvizzano, cade l’amministrazione: il sindaco lascia dopo la sfiducia

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Dieci consiglieri si dimettono e fanno cadere la giunta: il sindaco affida a Facebook un lungo messaggio di commiato carico di amarezza e accuse politiche. Nominato il Commissario

Il colpo di scena avvenuto ieri: dieci consiglieri fanno cadere l’amministrazione

Il sindaco di Calvizzano ha concluso il suo mandato dopo le dimissioni contestuali di dieci consiglieri comunali su sedici, un atto che ha determinato la caduta immediata dell’amministrazione. La comunicazione è arrivata direttamente dal primo cittadino attraverso un lungo post pubblicato su Facebook, nel quale ricostruisce la vicenda e la sua lettura politica degli eventi.

Un post carico di delusione, orgoglio e accuse

Nel suo messaggio, il sindaco parla di un gesto «freddo» consumato davanti al notaio, senza confronto e senza spiegazioni alla comunità. Un epilogo che definisce doloroso sia come amministratore sia come uomo, dopo oltre cinque anni di lavoro intenso, pressioni, responsabilità e risultati concreti.

Rivendica infatti di aver “rivoltato Calvizzano come un calzino”, elencando opere pubbliche, scuole, strade, spazi recuperati, iniziative culturali, investimenti per giovani e famiglie, fino alla creazione del Calvizzano Festival d’Autore, simbolo di una città viva e capace di valorizzare il talento.

Ribadisce con orgoglio che Calvizzano, negli ultimi anni, si sarebbe fatta apprezzare «in tutta la regione e anche oltre i confini regionali», uscendo dall’anonimato e mostrando energia, progetti e opportunità.

“Una congiura politica”

Nella parte più politica del post, il sindaco parla apertamente di una manovra orchestrata nel tempo, attribuendone la regia a Luciano Borrelli, da lui ritenuto proiettato verso la fascia tricolore. Descrive un clima di logoramento graduale e un accordo politico tra il gruppo vicino a Borrelli e il gruppo “Insieme”, un’intesa che a suo giudizio risponderebbe più a logiche di potere che a una visione amministrativa per la città.

Il sindaco interroga pubblicamente i firmatari su come giustificheranno ai cittadini la scelta di interrompere percorsi avviati, progetti in corso e risultati conseguiti dopo anni di impegno. Ricorda inoltre che una sfiducia non è mai un atto neutro: genera instabilità e rischia di danneggiare Calvizzano più del singolo amministratore.

Il sentimento finale: amarezza ma dignità

Nel post emerge un sentimento di tradimento personale, accompagnato però dalla promessa di continuare a “guardare Calvizzano negli occhi” e a dire la verità sul lavoro svolto. L’amore per la città, afferma, non finisce con una firma depositata davanti al notaio.

Chiude con un ringraziamento sentito ai consiglieri e assessori che lo hanno sostenuto, definendoli persone autentiche e leali, e riconosce che la differenza di visione politica con i firmatari è stata determinante nella rottura.

Il Prefetto interviene: nominato un commissario

A seguito delle dimissioni, il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha disposto la sospensione del Consiglio comunale e ha nominato il dott. Giovanni Lucchese, viceprefetto in quiescenza, come Commissario prefettizio incaricato della gestione provvisoria dell’ente. È stata avviata contestualmente anche la procedura di scioglimento del Consiglio comunale.

La città si prepara dunque a una fase di transizione amministrativa, in attesa che vengano definite le prossime tappe istituzionali.

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