Esteri
UNICEF: a Gaza 336mila bambini tornano all’istruzione d’emergenza
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8 mesi fail

Gaza, crollo del sistema educativo: il 60% dei bambini senza scuola e il 90% degli istituti distrutti. L’UNICEF avvia il programma Back to Learning
A Gaza, il 60% dei bambini in età scolare non ha accesso all’istruzione in presenza e oltre il 90% delle scuole risulta danneggiato o distrutto. È uno scenario drammatico, aggravato da quasi due anni e mezzo di attacchi alle strutture educative.
In questo contesto, l’UNICEF ha annunciato una delle più grandi operazioni educative d’emergenza mai realizzate: il programma Back to Learning, destinato a 336.000 bambini.
Secondo l’UNICEF, più di 335.000 bambini sotto i cinque anni vivono oggi in condizioni che li espongono a seri ritardi nello sviluppo, a causa del collasso dei servizi per la prima infanzia.
“Non un’iniziativa accessoria, ma una vera emergenza”
Nella dichiarazione rilasciata il 27 gennaio 2026, il portavoce UNICEF James Elder sottolinea che l’istruzione a Gaza è stata colpita in modo devastante: scuole, università e biblioteche sono state distrutte, cancellando anni di progressi.
Prima della guerra, Gaza vantava uno dei tassi di alfabetizzazione più alti al mondo. Ora, spiega Elder, “ogni bambino a cui viene negato l’accesso all’istruzione è un futuro ingegnere, medico o insegnante perduto ancor prima di iniziare”.
Centri di apprendimento, sostegno psicologico e servizi essenziali
Il progetto Back to Learning prevede:
- l’ampliamento dei centri di apprendimento multiservizio e non formali,
- l’integrazione di attività educative con sostegno psicologico e psicosociale,
- una governance solida in uno degli scenari umanitari più complessi al mondo.
L’UNICEF collabora con il Ministero dell’Istruzione palestinese, l’UNRWA e numerosi partner locali. Attualmente sostiene oltre 100 spazi di apprendimento in tutta Gaza, luoghi che offrono istruzione di base ma anche momenti di gioco, normalità e supporto alla salute mentale.
Perché puntare sulla scuola in piena emergenza?
L’UNICEF chiarisce che l’istruzione non è alternativa agli aiuti essenziali. Parallelamente, infatti, ha distribuito:
- un milione di coperte termiche,
- centinaia di migliaia di kit invernali,
- oltre 70 strutture nutrizionali,
- interventi continui sugli impianti idrici e fognari.
I centri educativi rappresentano spazi sicuri in una zona spesso inaccessibile: garantiscono routine, protezione, informazioni vitali e collegamento ai servizi sanitari e nutrizionali.
La domanda è enorme: ogni struttura ha lunghe liste d’attesa, mentre le comunità organizzano aule improvvisate in tende o edifici danneggiati.
Un investimento per la ricostruzione del futuro
Quasi la metà della popolazione di Gaza ha meno di 18 anni. L’UNICEF chiede 86 milioni di dollari per raggiungere 336.000 bambini entro fine anno: una cifra che, sottolinea Elder, “equivale a quanto il mondo spende in caffè in un’ora o due”.
Il progetto non vuole sostituire la scuola, ma fungere da ponte verso la ricostruzione completa del sistema educativo.
“Back to Learning significa restituire ai bambini routine, dignità e una direzione. È così che la speranza diventa pratica. È così che si ricostruisce il futuro”, conclude Elder.

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