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Campania e Benessere Sostenibile 2025: luci e ombre dal nuovo Report ISTAT

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Il nuovo Report BesT 2025 di ISTAT fotografa il benessere in Campania: tra criticità storiche e segnali di ripresa, ecco i dati chiave su salute, lavoro, ambiente e qualità della vita

Campania 2025: il benessere sostenibile tra sfide e opportunità secondo ISTAT

L’Istat ha pubblicato l’edizione 2025 dei Report BesT, dedicati al Benessere equo e sostenibile dei Territori, offrendo una fotografia aggiornata e dettagliata delle 20 regioni italiane, tra cui la Campania. Questa terza edizione si distingue per un formato più snello e una lettura integrata degli indicatori, con l’obiettivo di veicolare i «messaggi chiave» che emergono dal confronto territoriale, delineando i profili di benessere di ciascuna regione e delle sue province in termini di punti di forza, debolezza e divari.

Un quadro d’insieme: Campania sotto la media nazionale, ma con segnali positivi

Nel 2025, la Campania si posiziona ancora sotto la media nazionale per la maggior parte degli indicatori di benessere: su 60 indicatori analizzati, solo 8 vedono la regione in vantaggio, mentre 40 segnalano svantaggi. Tutte le province campane mostrano livelli di benessere inferiori alla media italiana, con Benevento che si distingue per il maggior numero di indicatori sopra la media e Caserta per il maggior numero di criticità. I principali svantaggi si concentrano nei domini del benessere economico, lavoro e innovazione, mentre i punti di forza emergono nei settori sicurezza e ambiente, con tassi di criminalità predatoria più bassi e una maggiore estensione di aree protette rispetto alla media nazionale.

Salute: criticità persistenti, ma qualche miglioramento

La Campania continua a registrare valori inferiori alla media nazionale per speranza di vita, mortalità evitabile e mortalità infantile. Tuttavia, si osservano miglioramenti rispetto al 2019, in particolare per la speranza di vita e la mortalità per tumori. La mortalità per demenze negli anziani e quella per incidenti stradali tra i giovani risultano invece migliori rispetto al resto d’Italia.

Istruzione e formazione: luci e ombre

La partecipazione scolastica dei bambini di 4-5 anni è superiore alla media nazionale, ma la quota di bambini che usufruiscono dei servizi comunali per l’infanzia è molto bassa. La Campania è in svantaggio anche per i livelli di istruzione degli adulti e la partecipazione alla formazione continua, con Avellino che si distingue per risultati migliori rispetto alle altre province.

Lavoro e benessere economico: il nodo più critico

Il tasso di occupazione in Campania resta tra i più bassi d’Italia (49,4% tra i 20 e i 64 anni), con una forte incidenza di giovani NEET (24,9%). La retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti è di 17.505 euro, ben al di sotto della media nazionale (23.630 euro). Anche il reddito disponibile equivalente degli individui è tra i più bassi d’Italia, con una mediana di 13.800 euro annui.

Relazioni sociali, sicurezza e qualità della vita

La diffusione delle organizzazioni non profit e l’accessibilità delle scuole sono inferiori alla media nazionale. Tuttavia, la percezione di sicurezza personale è in linea con il dato italiano, mentre la percezione del rischio di criminalità è più alta, soprattutto nella città metropolitana di Napoli. La soddisfazione per la vita è inferiore alla media nazionale, ma province come Benevento e Avellino mostrano risultati migliori.

Ambiente, cultura e innovazione

La Campania si distingue per la minore produzione di rifiuti urbani pro capite (tranne Napoli) e per l’ampia estensione di aree protette, soprattutto ad Avellino e Salerno. La densità del patrimonio museale è molto elevata a Napoli, mentre la diffusione delle aziende agrituristiche è in crescita. Restano invece criticità sulla qualità dell’aria e sulla dispersione idrica. Sul fronte innovazione, la regione è ancora distante dalla media nazionale per brevetti e mobilità dei laureati, ma Napoli si distingue per la digitalizzazione dei servizi comunali.

Servizi pubblici e sanitari: persistono i divari

Permangono ampi svantaggi nei servizi di pubblica utilità e sanitari, con una minore dotazione di medici specialisti e posti letto rispetto alla media nazionale, tranne che a Benevento e Avellino. La copertura della rete fissa ultraveloce è buona a Napoli, ma inferiore nelle altre province.

Focus provincia per provincia: Benessere equo e sostenibile in Campania 2025

Napoli (Città Metropolitana)

  • Punti di forza:
    • Densità e rilevanza del patrimonio museale: Napoli è prima tra le province italiane per strutture museali e visitatori.
    • Digitalizzazione dei servizi comunali: quota di Comuni con servizi online superiore alla media nazionale.
    • Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in crescita.
  • Debolezze:
    • Retribuzione media annua e reddito disponibile tra i più bassi della regione.
    • Percezione del rischio di criminalità molto elevata (44,6% delle famiglie).
    • Soddisfazione per la vita tra le più basse (42,8%).
    • Tasso di occupazione e livelli di istruzione inferiori alla media nazionale.
    • Qualità dell’aria: concentrazioni di PM10 e PM2,5 sopra i limiti OMS.
  • Peculiarità:
    • Forte polarizzazione tra aree di eccellenza culturale e criticità sociali ed economiche.

Caserta

  • Punti di forza:
    • Densità di verde storico: Caserta è ottava a livello nazionale.
    • Presenza di amministratori comunali giovani superiore alla media italiana.
  • Debolezze:
    • Maggior numero di indicatori significativamente inferiori alla media nazionale (45).
    • Retribuzione media annua e reddito mediano tra i più bassi della regione.
    • Tasso di denunce di rapina elevato (55,1 per 100 mila abitanti).
    • Servizi pubblici: irregolarità del servizio elettrico e copertura internet sotto la media.
    • Accessibilità delle scuole molto limitata.
  • Peculiarità:
    • Vulnerabilità finanziaria delle famiglie superiore alla media nazionale.

Avellino

  • Punti di forza:
    • Speranza di vita alla nascita più alta della regione (82,5 anni).
    • Quota di diplomati e partecipazione alla formazione continua sopra la media nazionale.
    • Percezione di sicurezza personale tra le più alte (72,6%).
    • Estensione delle aree protette molto elevata (27%).
    • Soddisfazione per la vita superiore alla media nazionale.
  • Debolezze:
    • Retribuzione media annua e reddito mediano inferiori alla media italiana.
    • Mobilità dei laureati: perdita significativa di giovani qualificati.
  • Peculiarità:
    • Profilo di benessere complessivamente migliore rispetto alle altre province campane.

Benevento

  • Punti di forza:
    • Maggior numero di indicatori sopra la media nazionale (13).
    • Diffusione di organizzazioni non profit più alta della regione.
    • Percezione di sicurezza personale e soddisfazione per la vita tra le più alte.
    • Raccolta differenziata dei rifiuti superiore alla media nazionale (72,8%).
    • Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili molto elevata (237,6% sui consumi totali).
  • Debolezze:
    • Retribuzione media annua e reddito mediano tra i più bassi.
    • Accessibilità delle scuole limitata.
    • Servizi sanitari: dotazione di medici specialisti e posti letto inferiore alla media nazionale.
  • Peculiarità:
    • Forte coesione sociale e reti di aiuto.

Salerno

  • Punti di forza:
    • Estensione delle aree protette tra le più alte d’Italia (55,6%).
    • Raccolta differenziata dei rifiuti in forte aumento (67,6%).
    • Densità di aziende agrituristiche in crescita.
    • Quota di diplomati e partecipazione scolastica elevata.
  • Debolezze:
    • Retribuzione media annua e reddito mediano inferiori alla media nazionale.
    • Qualità dell’aria: concentrazioni di PM10 e PM2,5 vicine ai limiti OMS.
    • Servizi pubblici: offerta di trasporto pubblico locale e copertura internet sotto la media.
  • Peculiarità:
    • Forte variabilità territoriale tra aree costiere e interne.

Il Report BesT 2025 evidenzia come la Campania sia una regione dalle molte sfaccettature, con province che presentano profili di benessere molto diversi tra loro. Napoli si distingue per eccellenze culturali ma soffre di criticità sociali ed economiche; Benevento e Avellino mostrano segnali di coesione sociale e ambientale; Caserta e Salerno evidenziano forti divari e peculiarità territoriali. Questi dati offrono una base preziosa per politiche mirate e interventi di sviluppo locale.

Approfondimenti

L’articolo è basato sui dati del rapporto BesT 2025 relativo alla regione Campania. Per coloro che volessero approfondire si lasciano sotto i link con tutti i Report

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