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Esteri

Hamas apre al piano di tregua Usa, ma pone condizioni: “Fine della guerra e ritiro dell’IDF”

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Hamas apre al piano Usa, ma chiede cessate il fuoco e ritiro IDF

Gaza/Tel Aviv – 3 luglio 2025 – Hamas ha annunciato la disponibilità a valutare positivamente il nuovo piano di tregua promosso dagli Stati Uniti, ma fissa paletti chiari e non negoziabili: cessate il fuoco immediato, ritiro totale delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza e accesso garantito agli aiuti umanitari.

La risposta arriva a poche ore dall’annuncio del presidente statunitense Donald Trump sull’adesione formale di Israele alla proposta di cessate il fuoco di 60 giorni. Il piano, noto come “Witkoff migliorato”, prevede una tregua temporanea durante la quale dovrebbero essere liberati 10 ostaggi israeliani e restituiti i corpi di altri 18. Tuttavia, il rilascio progressivo dei restanti ostaggi dipenderà dall’esito dei negoziati per una tregua permanente.

In un comunicato ufficiale, Hamas ha sottolineato che la proposta è in fase di analisi interna e di consultazione con le altre fazioni palestinesi, ma ha ribadito le sue “linee rosse”: la fine dell’aggressione, il ritiro delle forze israeliane e la creazione di un corridoio umanitario stabile. Secondo fonti arabe citate dalla stampa israeliana, Hamas chiede anche la revisione dei meccanismi di distribuzione degli aiuti per evitare che restino sotto il controllo delle autorità israeliane o di enti statunitensi.

Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto duramente alle aperture del gruppo islamista, affermando che “Hamas non esisterà più. Non ci sarà alcun ‘Hamastan’ e libereremo tutti i nostri ostaggi. È finita.”

Hamas, da parte sua, ha proposto una modifica chiave al piano americano: distribuire il rilascio dei 10 ostaggi lungo tutto l’arco dei 60 giorni di tregua, anziché concentrarlo nei primi giorni, per evitare un abbandono precoce dell’accordo da parte di Israele.

Fonti diplomatiche indicano che, con gli aggiustamenti richiesti, si potrebbe arrivare a un’intesa definitiva entro una o due settimane. Le borse, intanto, sembrano scommettere su una svolta: l’indice principale di Tel Aviv ha registrato un netto rialzo, segno di ottimismo da parte dei mercati.

Resta ora da vedere se le pressioni internazionali riusciranno a trasformare questo fragile spiraglio in una tregua duratura, dopo mesi di scontri, migliaia di vittime e una crisi umanitaria sempre più profonda a Gaza.


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