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Emanuela Di Matteo presenta la raccolta di racconti “Summis desiderantes affectibus. Desiderando, con supremo ardore…”
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7 mesi fail

Racconti di magia, ombre e crudeltà nella Roma contemporanea
“Summis desiderantes affectibus. Desiderando, con supremo ardore…” di Emanuela Di Matteo è una raccolta di trentaquattro racconti in cui ci si inoltra nelle strade della Città Eterna per scoprire le sue ombre e i suoi angoli intrisi di magia. Un modo di attraversare la Roma contemporanea con occhi nuovi e più propensi allo straordinario, assumendo prospettive inedite per osservarla sia nei suoi lati più cruenti che nei suoi misteri più affascinanti. In una mescolanza di reale e fantastico, si mette in scena la quotidianità ma tenendo presente che dietro a ciò che può apparire banale si nascondono presenze inaspettate: creature leggendarie, figure fuori dal tempo, mostri che non sono altro che riflessi delle nostre paure, fragilità e contraddizioni.
Con una scrittura elegante e scorrevole, l’autrice ci conduce in una serie di visioni che lasciano il segno: intrecciando la realtà e il sogno, infatti, le ordinarie storie di casalinghe, di impiegati, o di giovani in cerca di un posto nel mondo assumono contorni sfumati, e si trasfigurano in racconti mitici con protagonisti antiche divinità, gargoyle, fantasmi e fattucchiere; sono vicende spesso incentrate sulla sofferenza umana e sulla capacità che abbiamo di provocare dolore nel prossimo, oltre che sull’affannarsi in un contesto che non offre consolazione né pace ma solo indifferenza.
L’elemento magico, in queste storie, non è quindi alleggerente e non risponde a un bisogno di evasione: è, al contrario, uno specchio che riflette con ancora più nitidezza e brutalità le ferite, i desideri, le ansie e le angosce dei personaggi. Come infatti afferma il critico cinematografico e saggista Roberto Lasagna nella prefazione all’opera:
«La scrittura di Emanuela Di Matteo ci porta dentro la memoria viva e pulsante di un’umanità che patisce e arranca. Sono vite capovolte che compongono la tela di una visione in grado di suggerire con disincanto e partecipazione emotiva la descrizione di un immaginario realistico e insieme magico».
“Summis desiderantes affectibus. Desiderando, con supremo ardore…” – titolo evocativo che fa riferimento alla famigerata bolla pontificia promulgata nel 1484 da Innocenzo VIII, in cui si affermava la necessità di sopprimere la stregoneria e si condannavano tutti coloro che venivano considerati fuori dalla grazia di Dio – è una raccolta di racconti che sovverte le regole: ci ricorda che il mostro, a volte, siamo proprio noi stessi, ignari di esserlo e convinti che il cattivo della storia debba avere necessariamente delle fattezze deformi e prosperare nell’oscurità, quando invece può accadere di trovare le più agghiaccianti testimonianze di crudeltà in piena luce. Link di vendita su amazon

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