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Carta docente: i precari vanno in tribunale per un diritto
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11 mesi fail

Carta docente. I precari ancora senza bonus: il giudizio di ottemperanza come unica soluzione
Nonostante le numerose sentenze di condanna che hanno riconosciuto il diritto dei docenti precari a beneficiare della Carta Docente da 500 euro annui, il Ministero dell’Istruzione continua a non adempiere pienamente ai propri obblighi.
In particolare, si registra il mancato caricamento delle schede elettroniche sulla piattaforma ministeriale, strumento indispensabile per consentire ai beneficiari di utilizzare il bonus per l’aggiornamento professionale.
Questa situazione sta generando nuovi disagi e contenziosi, poiché i docenti, pur avendo visto riconosciuto il loro diritto dai Tribunali, non possono concretamente usufruire della misura prevista dalla legge.
Negli ultimi anni, diversi Tribunali del Lavoro in tutta Italia hanno condannato il Ministero a estendere la Carta Docente anche ai precari, ribadendo il principio di parità di trattamento con i colleghi di ruolo. Tuttavia, il riconoscimento sulla carta rischia di restare privo di effetti senza il materiale caricamento delle schede.
Di fronte all’inerzia della Pubblica Amministrazione, lo strumento processuale da attivare è il giudizio di ottemperanza. Si tratta di una procedura con cui il giudice, su istanza del docente ricorrente, ordina all’amministrazione inadempiente di dare piena esecuzione alla sentenza, fissando tempi e modalità precise.
Il giudizio di ottemperanza rappresenta quindi l’unica via efficace per trasformare un diritto riconosciuto in una realtà concreta, costringendo il Ministero a caricare le schede e a rendere disponibile il bonus.
Il perdurare di questa situazione non riguarda soltanto un problema tecnico o amministrativo, ma mette in discussione il principio di legalità e il rispetto dovuto ai docenti che ogni giorno garantiscono il funzionamento della scuola.
Come sottolineano diverse associazioni di categoria, “non è tollerabile che lo Stato, dopo essere stato condannato dai Tribunali, continui a non rispettare le sentenze, costringendo i cittadini a ulteriori azioni legali per vedere riconosciuto un proprio diritto”
Il caso del bonus Carta Docente si trasforma così nell’ennesimo banco di prova del rapporto tra cittadini e istituzioni: il diritto riconosciuto non può rimanere solo sulla carta. Il giudizio di ottemperanza diventa oggi lo strumento essenziale per passare dalle sentenze all’effettiva esecuzione, restituendo dignità a chi lavora nella scuola.
Avvocato Lelio Mancino

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