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Esteri

Maxi attacco russo su Kiev, Trump: “Presto parlerò con Putin e si troverà un accordo”

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Spiragli anche su Gaza: Hamas pronta a riprendere i negoziati, Netanyahu valuta proposta USA

All’indomani del più massiccio attacco russo contro l’Ucraina dall’inizio del conflitto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a parlare del dossier ucraino, promettendo un intervento diplomatico diretto: “Non sono affatto contento di quello che sta succedendo. Presto parlerò con Putin. Resto fiducioso che si troverà un accordo”, ha dichiarato in conferenza stampa alla Casa Bianca.

Il raid russo, che ha colpito con almeno 805 droni e 13 missili diverse infrastrutture strategiche a Kiev — tra cui, per la prima volta, anche il palazzo del governo — ha scosso la comunità internazionale. Immediata la reazione dei leader occidentali: il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio urgente con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ribadendo che “Mosca non vuole la pace”.

Hamas apre al dialogo, anche Netanyahu valuta la proposta

Sul fronte mediorientale, Trump ha annunciato sviluppi anche sul conflitto in corso nella Striscia di Gaza. Il movimento islamista palestinese Hamas ha fatto sapere di essere pronto a riprendere “immediatamente” i negoziati, in risposta a una nuova proposta presentata dalla Casa Bianca.

Stiamo lavorando su un piano che possa portare alla liberazione degli ostaggi e a un cessate il fuoco duraturo”, ha detto Trump. Secondo fonti vicine al premier israeliano Benjamin Netanyahu, anche Israele starebbe valutando seriamente la proposta americana, aprendo così a un possibile spiraglio diplomatico dopo mesi di stallo.

Ultimatum di Trump e pressing diplomatico

Non tollereremo ulteriori escalation,” ha avvertito Trump, riferendosi sia alla Russia sia ad Hamas. “Il mondo è stanco della guerra. È tempo che le leadership tornino alla ragione e mettano fine a questi conflitti”.

Trump ha poi ribadito la possibilità di nuove sanzioni contro Mosca se non ci saranno segnali di apertura, mentre per il Medio Oriente si starebbe lavorando a una conferenza di pace sotto egida USA entro l’autunno.

La comunità internazionale resta in allerta

Mentre le cancellerie europee intensificano i contatti diplomatici, la NATO ha convocato una riunione straordinaria per discutere le conseguenze dell’attacco a Kiev. Intanto, l’ONU ha condannato duramente il bombardamento russo, definendolo “una grave violazione del diritto internazionale”.

Restano ore di alta tensione sui due principali fronti di crisi globali, ma le dichiarazioni del presidente statunitense aprono alla possibilità, seppur remota, di una svolta diplomatica nel caos geopolitico di questi mesi.

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