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La Riviera portoghese, dove l’Europa e l’ estate “tramontano” insieme
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8 mesi fail

Ultimi “scampoli” dell’estate tra allegria e nostalgia
Il calendario ci ricorda che, per convenzione, l’estate finisce con il solstizio d’autunno dopo la metà di settembre ma, per tantissimi, la fine della “bella stagione” coincide già con quella delle vacanze, con il rientro a lavoro, agli impegni alla routine. Gli studenti, più fortunati, vivono in modalità vacanziera fino all’inizio delle lezioni. Per chi si occupa di viaggi, invece, è già terminata da tempo. Eppure un vento ancora caldo sospinge, fino a noi viaggiatori mai appagati, un’eco non troppo lontana, che ci chiama a sé per vivere, ancora a pieno, qualche ultimo giorno d’estate.

E’ il richiamo suadente e colorato della Riviera Portoghese, quella lunga fascia costiera che parte dalla capitale Lisbona e arriva fino a quello che si può definire il “Far West” d’Europa. Percorrendo l’Avenida Marginal si incontrano, senza soluzione di continuità, piccole località costiere affacciate, ora su grandi litorali sabbiosi ora su scogliere rocciose, presidiati da antichi forti e da piccoli fari: panorami di grande bellezza che hanno sempre esercitato su tutti un grande fascino.

A queste latitudini, le rotte marine erano crocevia di mercanti, pirati, contrabbandieri ed esploratori, mentre sulla terraferma, i piccoli villaggi di pescatori invece, sulla scia del Re Luis I del Portogallo, a partire dal XIX secolo, vennero scelti dalla nobiltà e dall’alta borghesia di tutta Europa, come meta prediletta delle vacanze.
Anche Umberto I di Savoia scelse la località di Cascais, non come destinazione vacanziera, ma come dimora d’esilio, dopo la proclamazione della Repubblica Italiana nel 1946.
Dall’umiltà alla nobiltà. L’identità marinara e autentica presto venne invasa dalla mondanità. Grandi alberghi, casinò, campi da golf con percorsi spettacolari, circuito da Gran Premio (per auto e moto): gli ingredienti c’erano proprio tutti per fare della Riviera Portoghese una destinazione glamour per un turismo d’èlite.
Spesso presenti, Grace Kelly (quando pare volesse allontanarsi dai suoi impegni ufficiali di principessa di Monaco) e Ian Fleming, autore dei libri con protagonista James Bond, l’agente segreto britannico 007, che in uno dei film celebrerà le sue nozze proprio in uno dei grandi alberghi di Estoril.

Oggi invece, le luci della mondanità si sono del tutto attenuate, se non fosse per l’estremo scintillio dell’ingresso al Casino di Estoril, il più grande d’Europa (e di certo anche il più luminoso!) e la Riviera Portoghese è tornata ad un turismo inclusivo che non conosce stagione, alternando spiagge, gastronomia, sport ed eventi musicali popolari, spesso completamente gratuiti, proprio come le “Festas do Mar” che, quest’anno, si terranno dal 28 agosto al 07 settembre. Dal “Baccarat” al baccalà, non c’è che da scegliere.

I dettagli tipici del Portogallo ci sono tutti: dagli azulejos e le “talle” dorate (altari preziosi dipinti d’oro) delle chiese fino alla classica calçada portuguesa, la tipica pavimentazione ondulata che prolunga il moto del mare fin sotto ai piedi, quando si lasciano le spiagge di Raihna o di Duquesa. “Dorato” è anche il contesto che ospita “Casa Italia”, la villa, oggi parte di un complesso alberghiero e residenziale privatissimo (e non visitabile), che lascia solo immaginare la quotidianità dell’esilio dell’ultimo re d‘Italia, compensata dalla visita Museo Condes De Castro Guimarães e dalla splendida passeggiata che passa dalla Cittadella, l’antica Fortezza di S. Caterina. Imperdibile e perfetta, la cornice dell’iconico Faro di Santa Marta, simbolo assoluto di Cascais, che sorveglia una piccola spiaggia con palme, riparata e paradisiaca.


Mille metri e tutto cambia. La sabbia lascia il posto alle scogliere, il vento si alza e il mare dimostra tutta la sua potenza: è la “Boca Do Inferno”, un luogo suggestivo e vibrante dove la Natura urla, letteralmente. Nel fragore impetuoso e negli spruzzi imprevedibili, il mare esprime tutta l’ energia della Natura; forse, anche la rabbia per essere invasa da un turismo ormai demoniaco e per sentirsi quasi avvinta. Quasi.

A qualche decina di chilometri di distanza, si giunge a Cabo da Roca, estremità portoghese, il punto più occidentale dell’Europa continentale, dove lo scenario cambia ancora: è qui, tra onde immense e vento dalla forza incredibile, che la Natura si riprende a pieno titolo la supremazia assoluta sull’uomo.

L’equilibrio, ancora una volta , assume le sembianze di una tavola: quelle da surf, che, numerosissime da queste parti, accarezzano le onde e quelle da pranzo, dove il mare e l’uomo si incontrano come graditi ospiti, generoso l’uno e affamato l’altro. Un pranzo all’aperto, che sia d’estate o meno, sulla Riviera Portoghese, è una vera e propria esperienza gastronomica indimenticabile, parte imprescindibile del viaggio, che ti obbliga però dall’assaggio al passeggio.

Di sera, invece, a far girare la testa, ci pensano la “roulette” e la ruota panoramica dall’aspetto estremamente “vintage”; i locali sul litorale di Carcavelos, sono i preferiti di chi preferisce ammirare lo spettacolo mai scontato dei residui di luce, in quell’atmosfera di allegria e nostalgia, tipica del Portogallo, ma anche della fine degli ultimi giorni della bella stagione, quando si raggiunge una imprescindibile consapevolezza. L’estate tramonta qui.


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