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Punto Nascite Piedimonte, FMT Caserta: “Si favorisce il privato a scapito degli ospedali pubblici”
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Il Dott. Pasquale Persico (FMT Caserta): “Revocare le convenzioni ai punti nascita privati per salvare la sanità pubblica del Matese”
PIEDIMONTE MATESE (CE) – La possibile chiusura del Punto Nascite dell’ospedale di Piedimonte Matese continua a sollevare forti reazioni. A intervenire con un duro atto d’accusa è il Dott. Pasquale Persico, Segretario Provinciale di FMT (Federazione Medici Territoriali) Caserta, che denuncia pubblicamente le logiche politiche che, a suo dire, stanno indebolendo la sanità pubblica a vantaggio di quella privata.
“Il problema in queste zone è molto chiaro – dichiara Persico – Esistono cliniche private convenzionate che offrono punti nascita e che, di fatto, sottraggono parti agli ospedali pubblici di Piedimonte Matese e Sessa Aurunca”.
Secondo FMT, il sistema delle convenzioni con le strutture private finisce per sostituire e non integrare il servizio pubblico. Questo genera uno squilibrio evidente: medici che indirizzano le pazienti verso il privato convenzionato, dove il parto avviene in regime pagato con fondi pubblici, sottraendo così nascite e risorse agli ospedali pubblici.
“Se l’ASL di Caserta togliesse la convenzione per i punti nascita a queste strutture, in un solo anno sia Piedimonte che Sessa supererebbero i 1.000 parti ciascuno. Non servirebbe neanche più la deroga ai 500”. Spiega ancora il dottor Persico.
Persico parla di una vera e propria “volontà politica di favorire il privato” e sottolinea che la chiusura del punto nascita rappresenterebbe una rinuncia al diritto costituzionale alla salute, soprattutto in aree montane dove infrastrutture e viabilità rendono rischioso ogni spostamento.
Il quadro descritto è allarmante:
- Le cliniche private accreditate non dispongono di pronto soccorso ginecologico
- Sono lontane dai paesi montani
- Le donne partorienti sono costrette a percorrere chilometri su strade difficili
Il risultato, secondo il segretario FMT Caserta, è duplice e preoccupante:
- Aumento dei rischi per i parti naturali in caso di travaglio improvviso
- Incremento dei parti cesarei programmati non per necessità clinica, ma per evitare complicazioni logistiche
“La chiusura del punto nascita di Piedimonte – conclude Persico – priva il territorio di un diritto essenziale e alimenta un modello sanitario distorto, dove la sicurezza viene sostituita dalla convenienza organizzativa”.
FMT Caserta chiede alla Regione Campania e agli enti competenti di revocare le convenzioni ai privati e di restituire piena operatività ai presìdi pubblici del Matese e dell’Alto Casertano.

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