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Aggressione a Milano Certosa, Ugl Salute: “25 mila episodi in un anno”
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12 mesi fail

Ugl Salute: “Serve tolleranza zero contro chi attacca il personale sanitario”
Milano, 20 giugno 2025 – «La recente aggressione subita da un soccorritore dell’Anpas alla stazione di Milano Certosa, minacciato con un coltello mentre era in servizio, è l’ennesima dimostrazione che chi lavora ogni giorno per salvare vite è troppo spesso lasciato solo di fronte alla violenza», dichiarano in una nota congiunta Gianluca Giuliano, Segretario nazionale UGL Salute, e Roberto Cirami, Segretario Provinciale di UGL Salute.
«UGL è da sempre in prima linea nel contrasto alle aggressioni al personale sanitario. I numeri sono drammatici: secondo l’indagine Amsi, Umem e Uniti per Unire, nel 2024 si sono verificati ben 25.940 episodi di violenza contro operatori sanitari in tutta Italia, con un aumento del 33% rispetto all’anno precedente. Il Nord Italia risulta l’area più colpita, con il 63% degli episodi, ma la piaga è diffusa ovunque».
«Accogliamo con favore il decreto recentemente approvato dal governo, che introduce misure concrete e attese: l’arresto in flagranza differita entro 48 ore per chi aggredisce medici, infermieri e soccorritori, pene più severe fino a 5 anni di reclusione e multe fino a 10.000 euro per chi danneggia con violenza strutture e materiali sanitari. Si tratta di un segnale importante, che recepisce le richieste avanzate anche da UGL negli ultimi anni».
«A livello locale, parlo in particolare della Lombardia – aggiunge Cirami – strumenti come l’introduzione volontaria delle bodycam per i soccorritori rappresentano un primo passo, ma servono investimenti più strutturali nella sanità territoriale e più tutele per tutto il personale in servizio, specie nei contesti di emergenza-urgenza. In questa direzione si inserisce la Legge Garavaglia (capogruppo Fratelli d’Italia Lombardia) primo firmatario di una legge regionale che punta a riconoscere, valorizzare e tutelare soccorritori, autisti soccorritori e operatori tecnici di centrale operativa, con particolare attenzione ai volontari del sistema di emergenza-urgenza. La recente dotazione agli operatori in servizio sui mezzi di soccorso avanzato e di base, sebbene su base volontaria, è uno strumento utile e concreto per garantire maggiore sicurezza agli operatori».
«Non vogliamo altre vittime – concludono Giuliano e Cirami –. Chi cura non può e non deve essere esposto a rischi quotidiani. Lo Stato ha il dovere di garantire sicurezza, rispetto e dignità a chi tutela la salute dei cittadini. UGL continuerà a battersi con forza su questo fronte, senza arretrare di un passo».

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