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Cronaca

Maxi sequestro da 3,2 milioni, Barletta, Andria e Trani: aziende sotto indagine

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Sequestro Barletta Andri e trani

Barletta, Andria e Trani, sequestro da oltre 3,2 milioni: indagine su bancarotta fraudolenta e riciclaggio nel settore auto

maxi sequestro nel settore dei ricambi auto

Un sequestro da oltre 3,2 milioni di euro è stato eseguito tra le province di Barletta, Andria e Trani dalla Guardia di Finanza, su disposizione del GIP del Tribunale di Trani, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura.

Il provvedimento riguarda due società operanti nel settore della produzione e commercializzazione di ricambi per autoveicoli, riconducibili a due soggetti di Barletta indagati per bancarotta fraudolenta, reati fiscali e riciclaggio. A diffondere la notizia il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Barletta.

Società svuotata e trasferimento dei beni

Le indagini, condotte dai finanzieri del Comando Provinciale BAT, hanno ricostruito una presunta operazione fraudolenta che avrebbe portato al dissesto di una società già gravata da ingenti debiti verso l’erario.

Secondo quanto emerge dagli accertamenti, mentre si procedeva verso la liquidazione giudiziale, il patrimonio aziendale sarebbe stato progressivamente svuotato, con il trasferimento dei beni verso una nuova società creata ad hoc, con lo stesso oggetto sociale.

Elementi della presunta frode

Gli investigatori hanno individuato diversi elementi ritenuti indicativi della continuità tra le due società e della natura fraudolenta dell’operazione:

  • coincidenza delle sedi legali e operative
  • presenza degli stessi dipendenti con identiche mansioni
  • utilizzo degli stessi beni aziendali
  • prosecuzione della medesima attività economica

Un sistema che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe consentito di proseguire l’attività sotto altra forma, sottraendosi alle obbligazioni e ai creditori.

Distrazione patrimoniale e flussi illeciti

Gli accertamenti bancari hanno inoltre evidenziato operazioni che lascerebbero ipotizzare una distrazione di risorse aziendali, con il trasferimento di denaro e beni verso disponibilità riconducibili agli indagati.

Il quadro costruito dagli inquirenti ha portato alla contestazione, in concorso, dei reati di bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti.

Sequestro e amministrazione giudiziaria

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Trani ha ottenuto il decreto di sequestro che ha riguardato l’intero compendio aziendale, immobili, veicoli, partecipazioni societarie e conti correnti.

L’azienda sequestrata è stata affidata a un amministratore giudiziario, nominato dal Tribunale.

Contrasto alla criminalità economica

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, che possono alterare il mercato e danneggiare anche lavoratori e creditori.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, come previsto dalla legge.

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