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Ultima Generazione: Roma, Mille forbici davanti il senato
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Di nuovo in azione per chiedere il taglio dell’Iva sui beni alimentari essenziali
Roma, 13 giugno 2025 – Questa mattina, intorno alle ore 10.40 davanti l’ingresso del Senato della Repubblica in corso del Rinascimento, sette persone di Ultima Generazione, aderenti alla campagna “Il Giusto Prezzo”, hanno rovesciato mille forbici da cartoleria per ricordare al governo la promessa fatta agli italiani di tagliare l’Iva sui beni alimentari essenziali. Per la terza volta in questa settimana, dopo essere stati davanti la Camera dei Deputati e il Ministero dell’Agricoltura, sfidando il decreto sicurezza siamo di nuovo davanti ad un palazzo del potere.
Sono poi stati spostati dalle forze dell’ordine in via del Salvatore dove hanno aperto lo striscione con scritto “Tagliamo l’IVA”. Alle 11.20 sono stati portati in commissariato.
Alina, 30 anni ha dichiarato: “Stamattina sono venuta davanti Palazzo Madama perché chiedo soltanto una vita dignitosa e un futuro migliore per me e per i miei tre figli. Invece siamo stati circondati dalle forze dell’ordine, siamo stati caricati come se fossimo dei delinquenti, quando noi in realtà siamo venuti soltanto a chiedere il taglio dell’IVA sui beni alimentari essenziali perché non è possibile andare avanti così.
Il cibo non è un lusso, vanno tassati i beni di lusso. Ci rivolgiamo al governo Meloni, e se non darà concretezza alla nostra richiesta siamo pronti a boicottare i supermercati da ottobre”.
LA FISCALITÀ INIQUA DEL GOVERNO MELONI TRA BATOSTE AI DIPENDENTI E REGALI AGLI EVASORI
È stato presentato al Senato l’11 giugno il rapporto sulla politica di bilancio dell’UPB (Ufficio parlamentare di bilancio). Al netto della vastità (e tecnicità) dei temi trattati ci sono osservazioni interessanti per capire che cosa realmente importa a questo governo delle lavoratrici e dei lavoratori. A proposito della politica fiscali per i lavoratori dipendenti infatti si osserva che le riforme di questo governo: “aumentano la sensibilità dell’imposta personale sul reddito all’inflazione soprattutto per i lavoratori dipendenti. – infatti –il maggiore prelievo associato a 2 punti percentuali di inflazione è più alto di circa 370 milioni (+13 per cento).”e continua il rapporto gli aumenti “nominali” degli stipendi finiscono erosi dall’inflazione e dal prelievo fiscale.
Tradotto: le riforme fiscali del governo finiscono per gravare sulle lavoratrici e lavoratori dipendenti, rendendo loro ancora più difficile provvedere alle necessità della vita quotidiana. Questo mentre il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini gioca a fare il commercialista (quando non è impegnato a fare l’ingegnere con il ponte sullo Stretto) e propone quella che chiama ipocritamente “pacificazione fiscale” ovvero la rottamazione delle cartelle esattoriali ovvero il condono per gli evasori fiscali. Due pesi e due misure.
Su tutto ciò incombono poi i danni catastrofici della crisi climatica e l’aumento della spesa per la difesa (ovvero per comprare armi), anche questo temi affrontati nel rapporto. Ribelliamoci a queste politiche inique: chiediamo l’abolizione dell’Iva sui beni essenziali e dall’11 ottobre iniziamo il boicottaggio dei supermercati.
PERCHÈ L’AZZERAMENTO DELL’IVA SUI BENI ESSENZIALI?
In un Paese dove il potere d’acquisto reale è calato del 10%, azzerare l’IVA su pane, pasta, olio e altri beni di base — oggi tassati tra il 4% e il 10% — è il minimo indispensabile. Ultima Generazione sfida il governo sul suo stesso terreno: chiediamo l’attuazione di una promessa fatta da Fratelli d’Italia, poi rimasta lettera morta. Loro ne hanno fatto propaganda. Noi vogliamo realizzarla davvero. Tagliamo l’IVA!
PERCHÉ IL BOICOTTAGGIO?
La campagna lanciata oggi è semplice: se entro l’autunno raccoglieremo 100.000 adesioni, da ottobre partirà un boicottaggio organizzato contro i supermercati, per chiedere al governo il taglio dell’IVA sui beni essenziali, finanziato con un prelievo sugli extraprofitti delle grandi aziende responsabili della crisi climatica. Il boicottaggio è una tattica di pressione collettiva che può funzionare: in Croazia ha portato il governo a calmierare i prezzi.
Colpendo economicamente e mediaticamente la GDO, possiamo spingerla a sostenere la nostra richiesta. Non toglie responsabilità alla grande distribuzione, che è uno dei settori più potenti e meno trasparenti del Paese: mentre milioni di famiglie e agricoltori subiscono l’inflazione climatica, i colossi del commercio aumentano profitti e potere, scaricando i costi su chi è più fragile. Il boicottaggio sarà complementare alle altre forme di disobbedienza civile già praticate da Ultima Generazione: non è una rinuncia, ma un passo in avanti verso una partecipazione di massa, accessibile, determinata ed efficace.
E se smettessimo di fare la spesa tutti assieme?
Fallo anche tu: https://vai.ug/boicottaggio
COSA CHIEDIAMO?
PROTEGGIAMO I RACCOLTI DALLA CRISI CLIMATICA
L’agricoltura è in crisi per colpa del collasso climatico: siccità, alluvioni e grandinate mettono a rischio i raccolti e, di conseguenza, la sopravvivenza delle piccole aziende agricole italiane. Proteggiamo i raccolti attraverso politiche che sostengano economicamente gli agricoltori e tutelino le risorse naturali, fermando il consumo di suolo e promuovendo pratiche climaticamente sostenibili.
AGGIUSTIAMO I PREZZI TAGLIANDO L’IVA
Il cibo costa troppo per chi lo compra e rende poco a chi lo produce. Chiediamo a Meloni il taglio immediato dell’IVA sui beni essenziali: basta tassare i bisogni vitali. Impegniamoci in almeno 100.000 a dire questo basta coi fatti: niente spesa nei supermercati da sabato 11 ottobre finchè non verrà tagliata l’IVA sui beni essenziali. Quando la rabbia collettiva si organizza, diventa forza vera.
FACCIAMO PAGARE I RESPONSABILI
Chi rompe paga: la transizione non può essere finanziata con le nostre tasse ma con le ricchezze e privilegi di chi ha speculato per decenni sul nostro benessere e sul nostro ambiente. È responsabilità del governo reperire le risorse dove già esistono: l’agrobusiness, la GDO, i grandi patrimoni,l’industria fossile e quella militare

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