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Sciolto il Comune di Caserta per infiltrazioni camorristiche

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Caserta - Municipio

Il sindaco di Caserta, Carlo Marino: “un atto di natura politica”. Si dice pronto ad impugnare l’atto davanti al TAR del Lazio

Il Consiglio dei Ministri ha preso una decisione significativa il 18 aprile 2025, sciogliendo il Comune di Caserta per infiltrazioni camorristiche. La proposta è stata avanzata dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dopo un’attenta analisi della situazione. Ad essere sciolti anche i Consigli comunali di altri comuni italiani, tra cui Aprilia nel Lazio, Badolato e Casabona in Calabria.

La decisione che ha colpito in Consiglio comunale di Caserta è stata preceduta da un’indagine approfondita condotta da una commissione di accesso inviata dal Viminale nell’agosto scorso. Sebbene la relazione degli ispettori non sia ancora stata resa pubblica, lo scioglimento sarebbe avvenuto perché vi sarebbe un fumus che vorrebbe il Comune di Caserta sotto il controllo di organizzazioni criminali. Ciò comprometterebbe la trasparenza e la legalità delle istituzioni locali.

Il sindaco di Caserta, Carlo Marino, ha espresso il suo disappunto, definendo il provvedimento un “atto di natura politica” e annunciando l’intenzione di impugnarlo davanti al TAR del Lazio. Marino, esponente del Partito Democratico e presidente dell’ANCI Campania, ha guidato il comune per quasi nove anni, ma il suo mandato sarebbe segnato da accuse di corruzione e infiltrazioni mafiose.

Questo scioglimento rappresenta un duro colpo per la comunità di Caserta, che ora si trova ad affrontare un periodo di incertezza, che proietterebbe, se confermato, la città al voto tra almeno due anni, mentre la città sarebbe guidata da una amministrazione commissariale.

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