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Giornata della Memoria: “Il Vento della Memoria: 30 anni di impegno contro le mafie”
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Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: “Una giornata di speranza, responsabilità e lotta per la giustizia”
Oggi, 21 marzo, si celebra la trentesima Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, un evento di grande rilevanza promosso dall’associazione Libera e da Avviso Pubblico.
Questa giornata, istituita nel 1996 e riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano nel 2017, rappresenta un momento di riflessione collettiva e di impegno concreto contro la criminalità organizzata.
La scelta del 21 marzo, primo giorno di primavera, non è casuale: simboleggia la rinascita e la speranza, valori fondamentali nella lotta contro le mafie.
Quest’anno, la città ospitante è Trapani, che per un giorno diventa capitale della memoria e dell’impegno. La manifestazione principale prevede un corteo di circa 3 km, aperto dai familiari delle vittime, e culmina con la lettura pubblica dei nomi di oltre 1.100 vittime innocenti delle mafie.
La giornata non è solo un momento di commemorazione, ma anche un’occasione per sensibilizzare e mobilitare la società civile. Le iniziative includono incontri educativi, attività formative nelle scuole e nei luoghi pubblici, e progetti di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Essa sottolinea l’importanza di costruire una cultura della legalità attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni e delle istituzioni.
Lo slogan di quest’anno, “Il vento della Memoria semina Giustizia”, riflette l’obiettivo di trasformare il ricordo delle vittime in un impegno quotidiano per una società più giusta e solidale.
La partecipazione di giovani, associazioni, rappresentanti delle istituzioni e cittadini dimostra che la lotta contro le mafie è una responsabilità collettiva.
Questa giornata ci ricorda che il sacrificio di chi ha perso la vita per mano della mafia non deve essere vano. È un invito a costruire un futuro in cui la legalità e la giustizia siano i pilastri della nostra società.
Potenti anche le parole di Don Luigi Ciotti che ha ha sottolineato che questa giornata non deve essere una semplice celebrazione, ma un richiamo alle responsabilità di ciascun cittadino. “Non una passerella di buoni sentimenti, ma un richiamo forte alle nostre responsabilità di cittadini. Quelle persone sono morte perché altri non sono stati abbastanza vivi”, ha detto e poi ha continuato: “L’omertà uccide la verità. È necessario trasformare la memoria in responsabilità e impegno quotidiano”.
Altrettanto forti le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, ha duiichiarato: «Il 21 marzo rappresenta un giorno solenne di ricordo e di impegno civile per affermare valori essenziali per la salute della nostra comunità.
L’impegno quotidiano per la pratica della legalità, la lotta contro tutte le mafie, contro le consorterie criminali che generano violenza e oppressione, contro zone grigie di complicità che ne favoriscono affari e diffusione, vede operare tutti i cittadini che desiderano vivere in una società coesa e rispettosa dei diritti di tutti.
Ricorrono trent’anni da quando Libera e altre associazioni hanno intrapreso un percorso importante di sensibilizzazione e mobilitazione civile fino a far sì che una legge dello Stato istituisse la “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, per esprimere doverosa solidarietà nei confronti delle vittime innocenti uccise dalla mano mafiosa. Ogni ambito è stato colpito da questo flagello: servitori della Repubblica, donne e uomini che si battevano per migliorare la società, imprenditori e cittadini che hanno respinto il ricatto del crimine, persone semplici finite sotto il tiro degli assassini.
I loro nomi sono parte della nostra memoria collettiva, ed è nei loro confronti che si rinnova, anzitutto, l’impegno a combattere le mafie, a partire dalle Istituzioni ai luoghi della vita quotidiana, superando rassegnazione e indifferenza, alleate dei violenti e sopraffattori.
La mafia può essere vinta. Dipende da noi: tanti luminosi esempi ce lo confermano».

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