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Il cenacolo letterario di Villa Diodati
Pubblicato
1 anno fail
Di
Gioia Nasti
La nascita del mito: Villa Diodati e l’inizio dell’era del terrore letterario
Fu un’estate ben strana quella del 1816, dominata da temperature basse e maltempo, in parte dovuti all’eruzione, l’anno prima, del vulcano Tambora in Indonesia, che aveva sparso le ceneri per tutto il globo, provocando un inverno lungo e continuo. Fu proprio in quell’estate che Lord Byron affittò a Cologny, in Svizzera, la Villa Diodati, dove soggiornò con il proprio medico personale John Polidori e dove li raggiunsero il poeta Percy B. Shelley, la sua futura moglie, Mary Wollstonecraft Godwin, e la sorellastra di lei, Claire Clairmont, amante di Byron in attesa della bambina di lui.
Un cenacolo letterario di tutto rispetto, che si dilettava nel leggere i racconti sovrannaturali e di fantasmi raccolti nella Fantasmagoriana, un’antologia tedesca di genere gotico-horror.
Lord Byron era all’epoca il più famoso poeta romantico del tempo, autore di versi magnifici ma soprattutto eroe romantico ribelle e trasgressivo. Shelley, in fuga dall’Inghilterra, altro poeta molto famoso, accompagnato dalla futura moglie Mary Wollstonecraft Godwin, figlia della prima scrittrice femminista e del filosofo William Godwin, quindi già inserita, fin da giovanissima, nei circoli letterari e filosofici del tempo. I due outsider erano Claire, amante di Byron e sorellastra di Mary, e John Polidori, medico di Byron ma aspirante scrittore.
In una fredda e piovosa serata di giugno, pare il 16, di quell’anno, impediti dalla tempesta nell’esplorazione dei dintorni della villa e del vicino Lago Lemano, per vivacizzare la situazione, Lord Byron propose ai suoi ospiti di cimentarsi in un vero e proprio contest letterario: ognuno avrebbe dovuto scrivere un racconto dell’orrore. Mentre i due grandi poeti non produssero nulla di veramente duraturo, sia Polidori che Mary cominciarono a lavorare a racconti che poi sarebbero divenuti delle pietre miliari per il genere horror.
Suggestionati dai racconti di fantasmi, vampiri, streghe ed altri esseri soprannaturali, dall’atmosfera cupa che “quell’anno senza estate” presentava, dalle discussioni sugli esperimenti di Luigi Galvani sull’elettricità che riusciva a far muovere muscoli ormai senza vita, Mary Shelley e John Polidori aprirono la strada, quella notte, alla letteratura dell’orrore, che avrebbe avuto poi tanti seguaci nei secoli successivi.
Frankenstein divenne, da un lato, l’epitome dell’uomo che osa sfidare la legge naturale, ma che, impressionato e impaurito da tanto potere, scappa e rifiuta di assumersene le responsabilità; dall’altro fu la dimostrazione che una nuova strada era stata aperta, che avrebbe avuto seguaci numerosi e prolifici.
Il vampiro, invece, si pose come l’antesignano di tutte le figure vampiresche a venire, a cominciare dal Dracula di Bram Stoker e dalla Carmilla di Le Fanu fino ai più recenti vampiri usciti dalla penna di Ann Rice. Il vampiro di Polidori, tale Lord Ruthven, è il prototipo del Principe delle Tenebre, affascinante, magnetico, irresistibile, che succhia, con il sangue, anche la vita dalle giovani vittime.
I suoi occhi grigi riescono a stregare ogni donna che egli desideri e, in questo personaggio, non possiamo non riconoscere Dracula, il vampiro per eccellenza.
La sua figura sarà la base di partenza non solo per i futuri vampiri, ma anche per i demoni romantici belli e maledetti che popoleranno le storie gotiche contemporanee e successive, come quelli usciti dalla fantasia di Edgar Allan Poe, Maupassant, E.T.A. Hoffmann, Téophile Gautier, Wells.
Il cenacolo letterario di Villa Diodati purtroppo fu accomunato anche da morti premature. John Polidori si suicidò a ventisei anni, ingerendo dell’acido prussico a causa dei suoi numerosi debiti, Percy B. Shelley annegò nel 1822 durante un naufragio al largo di La Spezia e Lord Byron morì di meningite in Grecia, dove si era recato per combattere per la libertà di quel paese dall’impero ottomano.
Quello che però è indubbio è che la creatura plasmata dall’uomo e portata alla vita senza l’aiuto di Dio ed il vampiro che infesta i sonni perturbati insieme ad altri esseri mostruosi e soprannaturali ebbero in quella notte la prima scintilla di vita e continuano ancora oggi ad affascinare e ad incantare i lettori di tutto il mondo.
Gioia Nasti

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