Esteri
UNICEF/CISGIORDANIA: 13 bambini palestinesi uccisi nei primi due mesi del 2025
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Dichiarazione di Edouard Beigbeder, direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa sulle vittime infantili in Cisgiordania
12 febbraio 2025 – La violenza legata al conflitto continua a causare morte e paura ai civili, compresi donne e bambini in Cisgiordania. Il 7 febbraio, un bambino palestinese di 10 anni è morto per le ferite riportate dopo essere stato colpito da un proiettile, mentre due giorni dopo, in un altro tragico evento nel campo di Nur Shams, una donna incinta di otto mesi è stata colpita e uccisa insieme al suo bambino non ancora nato.
Nei primi due mesi del 2025, un totale di 13 bambini palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania. Questo include 7 bambini uccisi dal 19 gennaio, in seguito al lancio di un’operazione su larga scala nel nord del territorio. Tra le vittime c’è anche un bambino di due anni e mezzo, la cui madre incinta è rimasta ferita nella sparatoria.
Dal 7 ottobre 2023, 195 bambini palestinesi e tre bambini israeliani sono stati uccisi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. Negli ultimi 16 mesi il numero di bambini palestinesi uccisi nel territorio è aumentato del 200% rispetto al periodo di 16 mesi precedente.
L’UNICEF è profondamente allarmato dall’escalation di violenza, in particolare a Jenin. L’uso crescente di armi esplosive, attacchi aerei e demolizioni nei governatorati di Jenin, Tulkarem e Tubas – compresi i campi per rifugiati e altre aree densamente popolate – ha danneggiato gravemente le infrastrutture essenziali, interrompendo le forniture di acqua ed elettricità.
I bambini e le loro famiglie nel nord della Cisgiordania – soprattutto quelli che vivono nei campi per rifugiati – continuano ad affrontare incredibili difficoltà. Migliaia di famiglie sono state sfollate a causa delle recenti operazioni militari, anche nei campi di Jenin, Nur Shams, Tulkarem e al-Faraa.
L’istruzione è stata interrotta per gli studenti di quasi 100 scuole, con insegnanti e studenti che non hanno potuto frequentare le lezioni in sicurezza, aggravando ulteriormente lo stress psicologico e sociale. Molti bambini che vivono nelle aree colpite hanno urgente bisogno di assistenza psicologica e psicosociale.
L’UNICEF condanna tutti gli atti di violenza contro i bambini e chiede l’immediata cessazione delle attività armate in tutta la Cisgiordania occupata. Tutti i civili, compresi i bambini senza eccezione, devono essere protetti.
Le organizzazioni umanitarie devono avere accesso sicuro e senza ostacoli per fornire assistenza salvavita e servizi di protezione ai bambini e alle loro famiglie. L’aggravarsi della crisi sottolinea l’urgente necessità che le parti rispettino gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. È fondamentale trovare una soluzione politica durevole, sostenuta dalla comunità internazionale, per garantire che tutti i bambini della regione possano vivere in pace e sicurezza.
L’UNICEF è pronto a collaborare con i partner per rispondere ai bisogni immediati e a lungo termine dei bambini e delle famiglie colpite in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.

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