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Borse riaprono deboli dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca

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Le incertezze sulle politiche economiche di Trump pesano sull’apertura dei mercati, con Francoforte e Parigi in calo, mentre Londra resta quasi invariata.

Le borse europee aprono la settimana all’insegna della cautela, con un avvio di contrattazioni generalmente negativo dopo l’insediamento ufficiale di Donald Trump come 45° presidente degli Stati Uniti. Gli investitori si interrogano sull’impatto delle politiche annunciate dal nuovo presidente americano durante la cerimonia di insediamento, temendo possibili scossoni sui mercati internazionali.

A Francoforte, il DAX ha aperto in calo dello 0,31%, segno di un avvio difficile per il mercato tedesco, mentre Parigi ha registrato una flessione dello 0,12%, con gli investitori che restano cauti nell’attesa di segnali concreti dalle politiche di Trump. Londra, tuttavia, si è mantenuta poco mossa con un incremento dello 0,06%, mentre gli occhi degli operatori erano puntati principalmente sugli sviluppi oltre Atlantico.

Nel suo discorso inaugurale, Trump ha ribadito la sua intenzione di proteggere l’economia americana, concentrandosi su misure protezionistiche e politiche economiche interne, creando così incertezze su come queste decisioni possano influire sul commercio globale. Le promesse di rilancio dell’industria americana e di un forte orientamento nazionalista sono stati temi centrali, che alimentano il dibattito sulle possibili ripercussioni sulle relazioni commerciali internazionali.

Sul fronte dei cambi valutari, l’euro ha mantenuto un andamento stabile contro il dollaro, con il cambio che si attesta poco sopra quota 1,07. Gli investitori restano quindi in attesa di ulteriori sviluppi, in particolare sui piani fiscali di Trump e sul possibile inasprimento delle politiche commerciali, che potrebbero modificare gli equilibri sul mercato globale.

L’incertezza resta alta, e i mercati europei continuano a navigare in acque agitate, con gli occhi degli analisti e degli investitori puntati su Washington per cogliere ogni segnale che possa orientare le prossime mosse sul fronte economico internazionale.

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