Esteri
Vertice NATO a Bruxelles: Meloni ribadisce il sostegno all’Ucraina, Kallas critica le proposte di colloqui di pace
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Un incontro ad alto livello tra Zelensky e i leader europei, mentre il Regno Unito annuncia nuovi aiuti militari.
Bruxelles – Si è concluso dopo circa tre ore il vertice nella residenza del segretario della NATO, Mark Rutte, tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e una delegazione di membri europei dell’Alleanza, tra cui il premier italiano Giorgia Meloni. Durante l’incontro, la presidente del Consiglio ha ribadito il fermo impegno dell’Italia, in qualità di presidente del G7, nel sostenere l’Ucraina nella sua “legittima difesa” e nella ricerca di una “pace giusta e duratura“, in conformità con il diritto internazionale e i principi della Carta delle Nazioni Unite.
Meloni: “Sostegno totale all’Ucraina”
La presidente del Consiglio ha sottolineato la necessità di un impegno congiunto a livello internazionale per garantire che l’Ucraina possa difendersi dall’aggressione russa, ribadendo l’importanza di una soluzione diplomatica che rispetti la sovranità e l’integrità territoriale del paese. Il vertice, che ha visto la partecipazione dei leader di numerosi paesi europei, è stato preceduto da un incontro bilaterale tra Zelensky e il presidente francese Emmanuel Macron, seguito da un colloquio tra il presidente ucraino e il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg.
Presenza di leader chiave dell’Europa
Tra i partecipanti all’incontro nella residenza di Rutte, oltre a Meloni, erano presenti il ministro degli Esteri del Regno Unito David Lammy, il presidente polacco Andrzej Duda, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro olandese Dick Schoof, nonché la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa. Quest’ultimo, insieme a Zelensky, prenderà parte al summit dei 27 che avrà luogo nella giornata odierna.
Kaja Kallas: “Fermare le proposte di colloqui di pace”
In vista del vertice dell’Unione Europea che si terrà oggi, l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Kaja Kallas, ha lanciato un monito contro le iniziative di dialogo con la Russia. In un’intervista al Financial Times, Kallas ha criticato la proposta di alcuni capitali occidentali di spingere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a negoziare con Mosca, affermando che “non ha senso spingere Zelensky a parlare quando Putin non vuole parlare“. Secondo Kallas, l’Occidente deve smettere di proporre colloqui di pace finché la Russia non manifesta una reale volontà di porre fine al conflitto, e deve concentrarsi invece sull’assicurare che le promesse di garanzie di sicurezza fatte a Kiev non rimangano “vuote”.
Il Regno Unito aumenta il sostegno militare all’Ucraina
Nel frattempo, il Regno Unito ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina, del valore di 225 milioni di sterline (circa 273 milioni di euro). L’annuncio, che arriva a seguito di una visita del Segretario alla Difesa britannico John Healey a Kiev, prevede la fornitura di droni, sistemi di difesa aerea e munizioni. Healey, durante la sua visita, ha ribadito l’impegno di Londra a “intensificare” il sostegno all’Ucraina nel 2025, come parte di un impegno più ampio da parte del Regno Unito e dei suoi alleati per sostenere Kiev nel conflitto contro l’aggressione russa.
Il cammino verso la pace rimane incerto
Mentre gli sforzi diplomatici internazionali continuano a crescere, le voci che spingono per un’intensificazione del sostegno militare all’Ucraina si fanno più forti, mentre al contempo le divisioni sui possibili negoziati con la Russia restano un tema caldo all’interno dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica. Con la Russia che continua a rifiutare qualsiasi proposta di cessate il fuoco e a rafforzare la sua offensiva, la comunità internazionale si trova di fronte a un delicato equilibrio tra la difesa dell’Ucraina e la ricerca di una soluzione diplomatica al conflitto.
Il summit di oggi a Bruxelles sarà cruciale per definire i prossimi passi dell’Unione Europea e della NATO, con il destino dell’Ucraina che continua a dipendere dalla determinazione dei suoi alleati nel mantenere il sostegno militare e politico, mentre si cerca di evitare il rischio di un conflitto che potrebbe estendersi ulteriormente.

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