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Cronaca

Bonea (BN): minaccia e picchia la moglie, scatta divieto di avvicinamento

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Foto Archivio

Bonea. L’indagato avrebbe ingiuriato, minacciato e picchiato la moglie. L’untima aggressione lo scorso agosto.

Bonea. Ieri, a seguito di una tempestiva ed articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, il personale della Stazione Carabinieri di Montesarchio ha eseguito un’ordinanza cautelare di divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi abitualmente frequentati dalla stessa, con applicazione del cd braccialetto elettronico.

Ad emettere il provvedimento l’uffidcio del GIP del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Destinatario del provvedimento un 39enne di Bonea. A darne notizia una comunicazione della Procura di Benevento

L’uomo è gravemente indiziato del delitto di maltrattamenti e lesioni personali in danno della coniuge.

Ad avviare le indagini i militari della Stazione Carabinieri di Airola a seguito della denuncia-querela sporta dalla persona offesa. La donna ha raccontato delle condotte reiterate di ingiuria, minaccia e violenza perpetrate in suo danno da parte del marito.

L’indagato l’avrebbe insultata con epiteti oltraggiosi, screditandola nel suo ruolo di madre. L’avrebbe anche percossa con schiaffi e pugni al volto, all’esito di discussioni per futili motivi di gelosia o contrasti nella gestione della vita familiare, anche in presenza dei figli minori.

L’ultima aggressione lo scorso 25 agosto. La vittima, stanca delle reiterate condotte vessatorie poste in essere dal marito, gli comunicava la propria intenzione di andarsene di casa, considerato peraltro il modo in cui era trattata dai suoi familiari.

La donna, in quella occasione, ha prima subito l’aggressione da parte dei suoceri e della cognata. I tre l’avrebbero strattonata per sottrarle il cellulare per controllarne il registro delle chiamate. In seguito èsarebbe intervenuto il marito che l’avrebbe strattonata e insultato, manacciandola al contempo di non farle più vedfere i figli.

Alla luce dell’attività investigativa espletata con tempestività dai militiari di Airola, anche mediante l’escussione di persone informate sui fatti, il Gip ha ritenuto che ricorressero le esigenze cautelari, considerata la gravità dei fatti contestati all’indagato, valutando la fondatezza del compendio probatorio raccolto a sostegno delle dichiarazioni della denunciante e condivisa la valutazione prospettata dal Pubblico Ministero.

Per tali ragioni, il GIP ha emesso un provvedimento applicativo della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi abitualmente frequentati dalla stessa, al fine di scongiurare il ripetersi di ulteriori condotte persecutorie da parte dell’odierno arrestato.

La misura oggi eseguita è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. Contro di essa sono ammessi mezzi di impugnazione. Il destinatario è una persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

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