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I ghiacciai della Marmolada restituiscono i corpi di due soldati italiani della Grande Guerra
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2 anni fail

Forcella Serauta, Marmolada, agosto 2024 – Una scoperta tanto tragica quanto straordinaria è emersa recentemente dalle nevi perenni della Marmolada, la “Regina delle Dolomiti”.
I corpi di due soldati italiani, rimasti sepolti per oltre un secolo sotto uno spesso strato di neve e ghiaccio, sono stati ritrovati a quasi tremila metri di altitudine, in una zona impervia e difficile da raggiungere.
Questo recupero, avvenuto grazie al segnalamento di un escursionista lo scorso 16 agosto, rappresenta l’ennesimo ricordo tangibile del terribile conflitto che si combatté tra queste montagne durante la Prima Guerra Mondiale.
Il ritrovamento
L’escursionista, impegnato in una camminata nei pressi di Forcella Serauta, ha notato ciò che sembrava essere un corpo umano affiorare parzialmente dalla neve.
Immediatamente, ha avvisato i carabinieri della Compagnia di Cavalese, che, insieme ai colleghi del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Passo Rolle, si sono attivati per il recupero.
L’operazione è stata complessa e ha richiesto l’uso di un elicottero della Sezione aerea della Guardia di Finanza di Bolzano, data la difficile accessibilità della zona, raggiungibile solo con piccozza e ramponi.
Identificazione e ipotesi storiche
Grazie al ritrovamento delle mostrine con le caratteristiche stelle a cinque punte, è stato possibile identificare i resti come appartenenti a due fanti della Brigata Fanteria Como del Regio Esercito Italiano. Tuttavia, l’assenza delle piastrine di riconoscimento rende impossibile attribuire con certezza un’identità ai due caduti.
L’ipotesi più accreditata è che i soldati si trovassero in missione di ricognizione lungo una linea di trincea, molto vicina alla postazione austroungarica. Le condizioni dei resti e il contesto geografico fanno pensare a una possibile imboscata dell’artiglieria nemica che potrebbe aver colpito i due militari italiani, costringendoli a trovare la morte tra i ghiacci della Marmolada.
Il destino delle salme
Dopo il recupero, i resti sono stati trasferiti a valle, a Canazei, con un’operazione coordinata tra i carabinieri e il SAGF della Guardia di Finanza. Qui, dopo un repertamento meticoloso e il nulla osta dell’autorità giudiziaria, i corpi sono stati deposti in una cassa di legno, ornata con il Tricolore italiano, come ultimo segno di rispetto verso questi caduti dimenticati.
Il futuro delle salme è ora nelle mani dell’Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa, noto come Onorcaduti, che si occupa della ricerca e della sistemazione dei caduti militari. Con molta probabilità, i resti verranno infine traslati al sacrario militare di Asiago, in Veneto, dove riposano molti altri soldati della Grande Guerra.
La memoria tra i ghiacci
Non è la prima volta che le Dolomiti restituiscono i corpi di soldati caduti durante la Grande Guerra. Il caso più recente risale al 21 agosto 2010, sempre sulla Marmolada, quando furono ritrovati i resti di un alpino, scoperti anch’essi da un alpinista. Questi ritrovamenti, oltre a offrire l’opportunità di onorare la memoria dei caduti, sono testimonianze preziose e tragiche di un periodo storico che ha segnato profondamente queste montagne e le comunità che vi abitano.
L’innalzamento delle temperature e il conseguente scioglimento dei ghiacciai continuano a portare alla luce resti umani, oggetti e testimonianze di quel conflitto, ricordandoci le dure condizioni affrontate dai soldati e le atrocità della guerra, anche in un ambiente così remoto e inospitale come quello delle Alpi.
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