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80° anniversasio dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema: il ricordo di Mattarella
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2 anni fail

Il 12 agosto scorso celebrato a Sant’Anna di Stazzema l’ottantesimo anniversario dell’eccidio compiuto dalle SS con la complicità dei fascisti.
Il 12 agosto celebrato l’ottantesimo anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema ad opera di truppe delle SS con la complicità dei fascisti. In quel grave eccidio furono trucidate 560 persone di cui 130 bambini.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’ 80° anniversario dell’ eccidio di Sant’Anna di Stazzema, ha ricordato le vittime e le responsabilità
«Per la Repubblica oggi è giorno di memoria, di raccoglimento, di testimonianza». Così ha esordito Mattarella, ponendo un forte accento sull’importanza della memoria.
«Il 12 agosto di ottant’anni or sono reparti delle SS naziste, con la complicità fascista, compirono nelle frazioni di Stazzema uno degli eccidi più spietati della Seconda Guerra Mondiale, uccidendo senza pietà donne, anziani, bambini, sfollati che pensavano di aver trovato un rifugio sottraendosi ai combattimenti». Ha riassunto il Presidente della Repubblica, rimmarcando chi erano le vittime dell’efferato eccidio e avendo cura di scandire bene le responsabilità.
«Fu la guerra portata alle popolazioni civili, lo sterminio di comunità locali incolpevoli. Fu la tragedia che si abbattè sui villaggi della linea Gotica, a Padule di Fucecchio, a Marzabotto, fra le altre». Ha ancora rimarcato l’incolpevolezza delle persone che furono barbaramente trucidate, passate per le armi e a colpi di bombe a mano.
«Il baratro nel quale allora sprofondò l’umanità ha reso questi luoghi un sacrario europeo del dolore, e un simbolo di riscatto di quella rinascita umana e civile che ha saputo opporsi alla barbarie, generando democrazia, libertà, pace, laddove si voleva cancellare ogni speranza». Ha ancora aggiunto il Presidente Mattarella e poi si è rivolto ai discendenti.
«Ai discendenti e alle genti di Stazzema, che rinnovano oggi il dolore della propria comunità per lo sterminio dei propri cari, va il sentimento commosso dell’intera Nazione».
«Una grande eredità morale è stata lasciata dai sopravvissuti. La Repubblica può qui riconoscere le sue radici. Quelle che, anche oggi, ci spingono a respingere le ragioni della guerra come strumento di risoluzione delle controversie».
Il testimone della memoria e dell’impegno continuerà, come a Sant’Anna di Stazzema, a passare di mano in mano, per ricordarci che si tratta di crimini imprescrittibili, per accompagnarci sulla strada della civiltà e della pace, sconfiggendo chi fa crescere l’odio».
Come sempre il Presidente della Repubblia con parole molto chiare da un lato ha ricordato l’orribile episodio, di cui sono in vita ancora testimoni. Nell’ultimo passaggio, individua le ragioni per cui l’Italia ripudia la guerra e l’importanza della memoria su quello che ha commesso e permesso il fascismo in Italia.
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